SEPULTURA
Schizophrenia

Etichetta: Cogumelo (recensita la ristampa della RoadRunner)
Anno: 1987
Durata: 41 min (durata con la bonus track)
Genere: thrash/death


Passa un altro anno, e come ormai da abitudine i Sepultura entrano in studio in agosto per registrare questo secondo album. Prima di tutto va fatto notare il cambio nella formazione: uscito Jairo T., alla chitarra solista entra Andreas Kisser. Questo innesto, unito ai progressi fatti dagli altri, fa sì che "Schizophrenia" sia un album nettamente più figo del precedente: da gruppo che seguiva gli altri qui i Sepultura sono passati al ruolo di gruppo che sovrasta gli altri, sia come qualità che come personalità.
Bisogna fare un discorso sul genere di questo album (ed anche dei due successivi, che formano in pratica la sacra triade del gruppo): di solito una metà degli appassionati dice che si tratta di un album thrash, e l'altra metà dice che si tratta di un album death, con conseguenti lotte e discussioni senza fine. Personalmente credo che sia meglio tagliare la testa al toro e dire che si tratta di un album thrash/death: ci sono molti elementi thrash, così come ci sono forti similitudini col death di fine anni '80. Alla fine è meglio non farsi tante seghe mentali e dire che è un album thrash/death, così sono contenti tutti.
Come detto sopra, i miglioramenti compiuti in un anno dal gruppo sono notevoli: le canzoni risultano più articolate e non più banalotte, i riff si distinguono benissimo uno dall'altro, gli assoli sono più curati, e soprattutto questo album ha un tiro spettacolare dall'inizio alla fine! In pratica ogni singolo riff ti si stampa in testa e ti fa venir voglia di spaccare l'armadio.
L'album può essere visto come una specie di concept sulla schizofrenia e la morte. Si apre con un'intro suonata da un violino lancinante (stile colonna sonora da film dell'orrore) e seguito da un urlo. Poi parte "From The Past Comes The Storm", una canzone che parla dei fantasmi del passato che sono presenti nella mente di una persona che ha ucciso un sacco di vittime innocenti. Questa canzone è un classico, ci sono un paio di riff nella parte centrale che, pur essendo semplici, riescono a smuovere le montagne. La terza traccia è "To The Wall", descrive il momento in cui questa persona viene portata verso il muro per essere fucilata in seguito ai propri crimini. "Escape To The Void" parla dei pensieri del condannato, che ormai è talmente impazzito da pensare di essere innocente e di aver agito nel giusto. Dopo di questa arriva la strumentale "Inquisition Symphony", a simboleggiare una marcia funebre suonata prima dell'esecuzione. Questa canzone è di sicuro la migliore dell'album, dentro ci sono tonnellate di riff strafighi, e riesce a creare un'atmosfera lugubre e maligna. Spettacolare quando, circa a metà canzone, si sente una corda che si rompe: avrebbero potuto riregistrare quella parte, ma l'averla lasciata è stata un'ottima idea.
La sesta traccia "Screams Behind The Shadows" torna ad essere una canzone cantata, in cui il condannato sembra quasi contento di morire, perché lascia tutto quello che ha combinato. "Septic Schizo" parla dell'esatto momento della morte, quando i proiettili colpiscono il condannato, comincia ad uscire il sangue, ed il tizio si rende conto che è finita. Segue "The Abyss", un breve strumentale acustico che simboleggia la caduta del condannato. L'ultima traccia dell'album è "R.I.P. (Rest In Pain)", e parla di come si possa sentire il condannato dopo la morte, trovandosi sepolto e magnato dai vermi. La parte finale è geniale: quando la canzone sembra finita, parte una melodia da circo, seguita da una serie di urla che concludono la canzone. Giusto per ricordare che l'album si intitola "Schizophrenia".
Così finiva l'album originale stampato per l'etichetta brasiliana Cogumelo. Quella edizione ormai è merce rara da collezionisti. L'album poi è stato ristampato dall'olandese RoadRunner, con in aggiunta una versione riregistrata nel 1990 di "Troops Of Doom" (già presente su "Morbid Visions"). Si sente lo stacco rispetto alle canzoni precedenti, ma almeno non hanno sputtanato lo sviluppo dei testi.
La produzione è ancora grezza, ma nettamente migliore rispetto ai due lavori precedenti. Lo studio usato è lo stesso di "Morbid Visions", ma i risultati non sono confrontabili. Non siamo di fronte a suoni puliti, tutt'altro, sono grezzi, ma nella maniera giusta per riuscire a spaccare ed a far godere chi ascolta l'album. Anche stavolta il disegno di copertina è piuttosto sempliciotto.
Con questo album i Sepultura salirono sul treno del successo. La Cogumelo era una etichetta senza nessuna credenziale, ed il Sud America all'epoca era una zona praticamente sconosciuta dai metallari di tutto il mondo. Grazie al tape trading ed alla passione degli amanti dell'underground i Sepultura riuscirono a farsi un nome in giro per il mondo ed a farsi notare dalla RoadRunner, per poi diventare in seguito il gruppo di metal estremo più conosciuto in giro per il mondo. Tutto questo discorso per far notare come abbia poco senso crearsi delle inutili barriere mentali e pensare che i gruppi più fighi vengano da una certa zona (ad esempio la Scandinavia di adesso...). I gruppi fighi possono nascere dappertutto, e bisogna dannarsi la vita per cercarli. Inoltre non basta la bravura per sfondare: assieme ai Sepultura la Cogumelo aveva altri gruppi che suonavano della musica simile sia come stile che come qualità. Però i Sepultura riuscirono a trovare la strada del successo, gli altri invece trovarono la strada dell'indifferenza, tant'è che normalmente si pensa che all'epoca ci fossero solo loro a suonare metal in Brasile, un pregiudizio totalmente sbagliato.
Concludo la rece ribadendo che questo è un album che deve far parte della collezione di ogni amante del metal estremo. La qualità della musica è elevatissima, inoltre è un album dalla forte importanza storica, sia perché è stato quello che ha fatto conoscere i Sepultura in giro per il mondo, sia perché si tratta di un passo fondamentale per lo sviluppo del death metal (va notato che è contemporaneo di "Scream Bloody Gore" dei DEATH).
(teonzo - Luglio 2003)

Voto: 10