SEPULTURA
Beneath The Remains

Etichetta: RoadRunner
Anno: 1989
Durata: 42 min
Genere: thrash/death


Dopo essersi fatti conoscere tra i tape-trader di tutto il mondo grazie a quella figata che era "Schizophrenia", i Sepultura riuscirono ad entrare nelle grazie di Monte Conner e quindi a firmare un contratto con la sua RoadRunner, un'etichetta olandese che stava diventando sempre più importante, e che era in prima linea nella promozione del metal estremo dell'epoca (tanto per fare un nome avevano già prodotto i Pestilence). Erano quindi giunti alla prova del fuoco: per la prima volta un gruppo sudamericano aveva per le mani l'occasione buona, ed i metallari si aspettavano un'altra figata al livello di "Schizophrenia". I Sepultura riuscirono a sfruttare l'occasione senza deludere nessuno, tant'è che molti ritengono questo "Beneath The Remains" il loro lavoro migliore.
L'album prosegue sulla scia del precedente, ossia una musica che ha al suo interno delle componenti sia thrash che death metal. Le differenze rispetto a "Schizophrenia" non sono enormi, anzi, ma ci sono: le canzoni sono più ragionate e meno grezze, da un lato hanno guadagnato nella complessità della struttura delle stesse, dall'altra hanno perso un minimo di spontaneità. I progressi tecnici compiuti dal gruppo si sentono per bene: Igor Cavalera stavolta è ancora più preciso, ma soprattutto le sue parti sono più intricate e ragionate; i riff sono sempre belli spaccaossa, ma c'è più varietà; gli assoli sono molto più curati e tecnici. Il bassista Paulo Jr. invece resta sempre nascosto a fare il suo compitino, ossia a doppiare la chitarra ritmica, tranne nella parte finale di "Stronger Than Hate", in cui si lancia in un assolo veramente fico. La voce è sempre una metà via tra un growl ed un vocione urlato, anche se stavolta è meno cupa.
Un'altra differenza rispetto a "Schizophrenia" è data dalla struttura dell'album: non si tratta più di una specie di concept, visto che ogni canzone tratta dei temi a sé stanti (olocausto nucleare, odio, controllo di massa...). Inoltre, come diventerà una loro consuetudine (almeno secondo me), i Sepultura mettono le canzoni più fighe all'inizio dell'album, mentre le ultime due sono sì carine, ma di qualità inferiore alle prime (su "Schizophrenia" invece erano più o meno tutte allo stesso livello).
La produzione questa volta risulta molto buona, i suoni sono grezzi ma potenti, e risultano adattissimi alla musica del gruppo. L'album era stato registrato a fine dicembre 1988 in uno studio di Rio De Janeiro (Brasile), con produttore Scott Burns, per poi essere mixato ai Morrisound Studio di Tampa (Florida). Questi due nomi all'epoca erano ancora praticamente sconosciuti al mondo metal, ma diventeranno fondamentali per la scena death metal. Altro dettaglio interessante è che il testo di "Stronger Than Hate" era stato scritto da Kelly Shaefer degli Atheist, che ha anche contribuito ai cori assieme a John Tardy (Obituary), Scott Latour e Francis Howard (Incubus). Gli Obituary e gli Atheist dovevano ancora debuttare, e poi diventeranno due gruppi storici del death metal.
La copertina stavolta è nettamente più figa delle precedenti, si tratta di un disegno di un teschio con un sacco di particolari strambi sul cranio. Non c'è confronto con le copertine dei lavori precedenti, questa è molto meglio.
Insomma, questo "Beneath The Remains" diede la conferma che i Sepultura sapevano spaccare per bene e non erano una meteora impazzita, anzi: il gruppo brasiliano aveva grinta da vendere, e sapeva evolversi senza snaturare le proprie radici. Personalmente lo reputo un filino sotto a "Schizophrenia" ed "Arise", ma sono solo sfumature: resta un album strafigo che deve far parte della collezione di ogni amante del thrash e del death. Le prime 5 canzoni (in particolare la seconda "Inner Self") sono dei classici che tutti devono conoscere.
(teonzo - Luglio 2003)

Voto: 9.5