SEITA
Imprint Forever
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 25 min
Genere: death/thrash metal
I Seita si sono formati nel 2007, dall'incontro tra l'ex With Pride Dom
Mura ed il chitarrista dei Retturn Michel Gambini. La formazione è
stata completata dall'arrivo di Edson Munhoz (già nei Rooted) e da
Andrè Sparta. Nonostante la band si sia formata ad Amsterdam, in
Olanda, i musicisti sono tutti brasiliani.
"Imprint Forever" è la loro opera d'esordio. Si tratta di un MCD
autoprodotto, registrato in proprio tra il marzo e l'aprile del 2008.
Le chitarre sono imbracciate da Michel ed Edson (il primo dei due si
occupa anche della voce), mentre Andrè suona il basso e Dom la
batteria.
Ascoltando il suono del CD, si rimane stupiti dal fatto che si
tratti di un'autoproduzione. Potente, privo di sbavature: insomma, i
Seita possono fare comodamente a meno di uno studio di registrazione
professionale, se con il fai-da-te ottengono certi risultati! In più,
anche l'artwork è impeccabile: il MCD è contenuto in un bel digipack,
la cui copertina è decorata da una figura umanoide che si contorce ed
urla.
Il CD è aperto da un'introduzione costituita da campionamenti di
voci che parlano in inglese e in portoghese, unite a distanti raffiche
di mitra e ad un sequenza musicale inquietante. Il volume delle
raffiche aumentano, fino alla partenza della title-track. Si tratta di
una canzone molto aggressiva, dalla ritmica variegata e trascinante,
carica di groove, e contraddistinta da un sound livido e potente. Le
urla di Michel sono sguaiate, distanti anni luce dal gutturale di
rigore, ma si amalgamano bene al suono d'assieme. Una nota di merito
alla batteria di Dom, vivace e che si dimostrerà creativa lungo tutto
il corso del MCD. Buono il lavoro delle due chitarre, piuttosto
tradizionale ma di indubbia efficacia: i Seita non esagerano in
tecnicismo, favorendo il riff d'effetto e un incredibile dinamismo
ritmico. Alla velocità è preferito il groove, che non viene mai a
mancare. Alcuni riff sono particolarmente old school, altri invece
tendono ad assecondare le tendenze più moderne del genere.
Sintomatiche, in tal senso, le battute iniziali di "Not A Matter
Of Pride". Il gruppo mette in mostra nuovamente la sua creatività
ritmica, e la sicurezza nell'esecuzione. L'impatto è consistente, ed il
merito va anche all'ottima qualità di registrazione. Rispetto alla
title-track, questo secondo brano riesce ad evocare sensazioni più
oscure. Merito di un invidiabile senso della sintesi, che porta il
gruppo a non perdersi mai in passaggi molto lunghi. Bellissima la
seconda parte, caratterizzata da un accelerazione violenta e priva di
compromessi.
Cupa e malata, "Dethrone The King" prosegue sui binari della
canzone precedente. Il ritmo avanza deciso senza essere veloce. I riff
sono suonati con precisione e minimalismo. Talvolta una delle due
chitarre si libera in note un po' più lunghe, utili per aumentare il
potenziale atmosferico del brano. Curiose le accelerazioni repentine,
della durata di un paio di battute, dove la batteria si libera
addirittura in un blastbeat. Qualche secondo di ultraviolenza subito
risucchiati nel consueto incedere fangoso.
Decisa e aggressiva, "Drowning In Blood" è la canzone nelle quali
le influenze thrash si fanno sentire maggiormente. Ovviamente, bisogna
guardare alle derive più estreme del genere. E' una cavalcata da
headbanging assassino, che non lascia superstiti, e dimostra come i
Seita se la cavino egregiamente anche quando il ritmo è forsennato ed
il riffing serrato. Bella canzone.
"Fire And Pride" è un'altra canzone veloce. Ci tengo a
sottolineare come il gruppo somigli agli Obituary, quando si lancia in
cavalcate simil-thrash. E' invece più personale quando il ritmo si fa
spezzettato, o quando il groove predonima sulla velocità. Comunque sia,
"Fire And Pride" è una canzone dal ritmo furioso, che però si dimostra
piuttosto mutevole. Ottima la struttura della canzone, sebbene risulti
meno coinvolgente di "Drowning In Blood".
"Speaking With Ghosts" conferma la tendenza del MCD ad aumentare la
propria furia canzone dopo canzone. Alcune battute sono davvero
brutali, e l'impatto è grandioso! E' impossibile restare fermi con una
musica simile. Sanguinari, violenti, strafottenti: i Seita non si fanno
impietosire dagli ascoltatori inermi. Una canzone come "Speaking With
Ghosts", con i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni, riesce a
trascinare e ad inquietare (si senta l'intermezzo narrato, davvero
evocativo). Il gruppo mette in mostra un suono eclettico ed un tiro che
non teme confronti con gruppi più blasonati.
"Imprint Forever" è un MCD pressochè perfetto. A partire
dall'artwork, passando per la produzione, e finendo con la cosa più
importante, ovvero la musica. Cinque tracce, e basta. I brasiliani
hanno preferito pubblicare poco, ma pubblicarlo bene. Partendo con
composizioni cadenzate e minacciose, per finire con velocissimi bagni
di sangue. C'è una grande maturità dietro a queste scelte, ed anche
tanta intelligenza. Queste cose, a parer mio, possono fare la
differenza. Sarei tentato di dare un 8 a "Imprint Forever", perchè un
esordio di questo genere va premiato. Però sarebbe premiare un'insieme
di fattori, cercando di passar sopra a quello che è il limite
principale del quartetto, ovvero la scelta di formule espressive
talvolta un po' troppo derivative. Talvolta, il riffing è veramente
tradizionale, altre volte qualche passaggio sa di già sentito. Bisogna
sottolineare questi difetti, che comunque sono piccoli, perchè la
musica genera un entusiasmo tale che si rischia di sottovalutarli. In
effetti, le canzoni sono belle ed il gruppo suona alla grande. Ragion
per cui, preferisco dare al gruppo un bel 7.5, riservando il mezzo voto
in più ad un futuro full-length, nella speranza che i Seita
personalizzino un po' più il loro stile (non tanto, solo un pochino) e
possano quindi compiere un salto di qualità, che potrebbe proiettarli
tra i nomi che contano del death del futuro.
(Hellvis - Dicembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: seitaband@gmail.com
Sito internet: http://www.seitaofficial.com/