SED LEX
De Viris
Etichetta: Brennus Music
Anno: 2004
Durata: 70 min
Genere: hard rock
Bravi, bravi, bravi! E' veramente un piacere ascoltare il debut album dei francesi Sed Lex!
La band si forma intorno al 2000 e inizia subito a farsi conoscere
nel circuito underground francese grazie al suo hard rock potente,
dinamico e complesso. Dopo un primo demo, dal titolo "Harvests Of
Disorder", il gruppo viene contattato dalla Brennus Music, che permette
loro di registrare l'agognato full-length.
Indubbiamente non è facile scrivere un grande album di hard rock,
riuscendo a non scadere nel banale e nel già sentito, eppure la band
riesce in quest'impresa, dando vita a composizioni che, pur vivendo con
i piedi saldamente piantati nel passato, continuano a suonare fresche e
frizzanti, grazie a un'attenta cura dei particolari e al songwriting
maturo di questi cinque ragazzi.
Se volessimo cercare una band accostabile al sound dei Sed Lex,
per poter descrivere la loro proposta, sicuramente ci ritroveremmo a
citare i Rainbow, con la loro capacità di alternare brani estremamente
melodici e catchy a pezzi lunghi, articolati e dall'incedere epico.
La forte influenza della band di Ritchie Blackmore si sente in
maniera chiara già dal brano di apertura, "Eye Of The Moon", una lunga
composizione di ben otto minuti dove il gruppo sfodera la sua abilità
nel creare una canzone maestosa e potente, giocata su grandi melodie
arabe, che non può non ricordare due dei più grandi capolavori dei
Rainbow: "Gates Of Babylon" e l'immensa "Stargazer".
Sono doverose due considerazioni generali: innanzitutto salta
subito all'orecchio come i Sed Lex non vogliano rinchiudersi nella
classica forma canzone da tre, quattro minuti. Al contrario la durata
dell'album è molto elevata e quasi tutte le composizioni sono piuttosto
lunghe e complesse. In secondo luogo mi vedo costretto a fare una
critica alla produzione dell'album che davvero fa il possibile per
affossare l'ottima proposta del gruppo. Il suono è privo di profondità,
i bassi sono penalizzati tantissimo e la voce del cantante, Philippe
Barrans, rimbomba in maniera imbarazzante, tanto da farmi chiedere se
le parti vocali non fossero state registrate in un bidone di metallo.
Tuttavia, una volta abituatisi a tali inconvenienti, affiora tutta
l'abilità della band.
Il secondo brano del CD, "Dog's Bite", incarna perfettamente l'altra
natura dei Sed Lex: si tratta di un pezzo molto coinvolgente, semplice
e diretto, che rivela la grande attitudine live della band. Il finale,
infatti, viene impreziosito da una coda strumentale dove la chitarra di
Jean-Luc Maza duella con la tastiera di Jean-Marc Lafaye, secondo la
buona vecchia tradizione settantiana.
Si continua con "Fear Of The Dark" (no, non quella dei Maiden), un
brano leggermente sotto tono, che però viene inframmezzato da un ottimo
interludio di pianoforte.
"Whispers In The Air" schiaccia nuovamente il piede
sull'acceleratore in una canzone veloce che rasenta sonorità power
metal tanto che, con una produzione patinata alla Finnivox Studios, non
sfigurerebbe in un album degli Stratovarius.
Seguono altri due brani molto buoni, "Harvests Of Disorder", un
lungo mid-tempo che esplode in un intermezzo veloce e potente; e "Dust
'N' Bones" che segue lo stile catchy di "Dog's Bite".
Si torna ancora su livelli eccelsi con "Murderers' Tea"
(rivisitazione di un componimento del poeta francese Francis Combe),
che si rivela essere un brano cadenzato e roccioso, in cui Jean-Luc
Maza ricama un pregevole assolo acustico.
Dopo l'unico brano davvero anonimo del disco, "Blank Destination",
si passa all'ottima ballad "Foundations Of A Dream", dove Jean-Marc
Lafaye si distingue per il suo ottimo lavoro al pianoforte. Pur senza
esagerare in virtuosismi e limitandosi a suonare semplici accordi,
rende davvero alla grande, dosando con sapienza le note e aggiungendo
qualche svolazzo di tanto in tanto. Incomprensibilmente, arrivato
all'assolo, il tastierista decide di abbandonare il piano e passa un
orribile suono sintetizzato, rovinando leggermente la sua ottima prova.
Pregevolissima anche "Dream Of Escape", con ancora Lafaye sugli
scudi al pianoforte, in un trascinante intermezzo in puro stile rock'n'roll,
così come la conclusiva "Carrousel", un brano molto lungo, in
cui Jean-Luc Maza si sbizzarrisce in un collage di brani classici, tra
cui il "Bolero" di Ravel, "The Hall Of The Mountain King" di Grieg e
l'immancabile "Inno Alla Gioia" di Beethoven.
Una band da supportare e da seguire, che spero riceva il meritato
riconoscimento, vista l'alta qualità della sua proposta. Non ne
rimarrete delusi!
(Danny Boodman - Maggio 2005)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Brennus Music: manager@brennus-music.com
Sito Brennus Music: http://www.brennus-music.com/