SEASONS OF THE WOLF
Seasons Of The Wolf
Etichetta: autoprodotto / Earth Mother Music
Anno: 1996
Durata: 32 min
Genere: Heavy Rock/Dark Metal
I Seasons Of The Wolf sono una band Americana proveniente dalla Florida, per la precisione dalla baia di Tampa. A molti questa zona ricorderà la scena Death Metal di quelle parti, con Obituary e Death in primis... genere con cui i SOTW non hanno nulla a che vedere.
Il gruppo è nato il 31 Ottobre del 1988 (Halloween insomma...) ed ha prodotto svariati demo nei primi anni '90. Questo è l'omonimo primo disco, devo ammettere che molto spesso mi è difficile catalogare il gruppo con precisione in un determinato genere.
Nei SOTW ci sono molte influenze seventies, in bilico fra Black Sabbath, una certa aria hard dei Deep Purple per via delle tastiere, Blue Oyster Cult ed in generale il tipico suono chitarristico (soprattutto nei soli) del periodo, ma combinato con elementi Metal degli anni '80.
Curioso da dirsi, per certi versi la band ha qualcosa di simile a certe partiture dei connazionali Manilla Road e Cirith Ungol, band Epiche oscure dai tratti Doom e da fortissime reminescenze degli anni '70, per dirla breve, tutti e tre gruppi sicuramente ascoltavano la stessa roba, suonandola con lo stesso spirito "rockettaro e freakettone".
Questo giusto per far capire le coordinate stilistiche.
Il lavoro inizia con "Victim Of Darkness", introdotta da tastiere stranissime, vagamente sullo stile degli Alan Parson's Project (per coloro che conoscono questa band di rock sperimentale) ed indurita da una chitarra sferzante e decisa.
Nel refrain il cantante convince e strappa i timpani dell'ascoltatore, con un vocalizzo così roco da sembrare quasi black metal. Con la successiva "October Moon" la partenza è pienamente metallica ed evocativa, ed, incredibile ma vero, la voce assume in alcuni frangenti la tonalità di Mark Shelton dei Manilla Road! Il connubio di parti hard ad alcune velocizzazioni sul finire, rendono questo brano uno fra i pezzi migliori del disco.
Altre canzoni da segnalare sono "Long Cold Winter" e la cupa e doomeggiante "10.000 - 10.000". L'album è piuttosto breve, ci sono sette canzoni fra cui uno strumentale di chiusura.
Per essere la prima prova il tutto non è niente male, al suo interno c'è un certo fascino per via dello stile abbastanza inusuale del gruppo, che lascia presagire buone cose per i lavori del futuro.
(Muad'Dib - Maggio 2003)
Voto: 8
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