SCURVY
Tombstone Tales / Second Ejaculation

Etichetta: Mad Lion Records
Anno: 2003
Durata: 30 min
Genere: death/grind


Gli Scurvy sono un terzetto svedese, originario di Stoccolma, formato dal bassista cantante Fredrik Andersson, dal chitarrista Johan Wallin e dal batterista Martin Persson. Inizialmente si fecero chiamare Maggots, ma adottarono il nuovo monicker subito dopo essersi accorti che coincideva con quello di una "irrilevante pop band" (così recita la biografia). Registrarono il primo demo, intitolato semplicemente "Demo 1", nel 2000, sotto la supervisione di Fred Estby, batterista dei Dismember. La cassetta suscitò un certo interesse tra i fanatici del genere, tanto che nel giro di un paio d'anni ne sono state vendute oltre 2000 copie. In seguito la band pubblicò un paio di split 7", uno con i tedeschi Death Reality (2001) ed un altro con i Morsgatt (2002), prima di dare alle stampe il primo full-length. "Tombstone Tales / Second Ejaculation", questo il titolo, uscì come LP per la Perverted Taste, mentre le versioni in cassetta e CD vennero curate dalla Mad Lion Records.
Come il titolo stesso lascia intuire, il CD è suddiviso in due parti, registrate in occasioni differenti. Anche il libretto, tutto stampato in bianco e nero, è stato suddiviso e riporta due copertine distinte. L'artwork, ad opera di un certo Clitcommander, è inguardabile: il lato "Tombstone Tales" raffigura dei mostri che emergono dal sottosuolo, mentre nel lato "Second Ejaculation" c'è un tizio che si masturba in una stanza, tra ossa e corpi mutilati. I due disegni, frutto di una mente senza dubbio depravata e perversa, sono ovviamente caratterizzati da un tono burlesco, ma riportano alla mente anche certe copertine dei primi gruppi death degli anni ottanta.
Lo stile degli Scurvy, infatti, è influenzato pesantemente da gente come Terrorizer, primi Carcass e Napalm Death degli esordi. Le undici canzoni qui presenti (comprese una cover dei Carnage e una dei Napalm Death) sono dirette, prive di tecnicismi e suonate in maniera istintiva. La musica del terzetto è rozza e condita da una certa dose di humor, ma arriva a farsi quasi demenziale quando subentrano certe urla acute, ad opera del batterista Martin. E questo, a mio avviso, è anche il limite maggiore della proposta degli Scurvy, perché un prodotto del genere non può che accontentare solo i fan più incalliti del genere. Le canzoni, nella loro semplicità, sono suonate con grinta e dimostrano che la band ha un buon potenziale. Le ritmiche sono abbastanza sostenute e le chitarre macinano riff potenti e dal tiro notevole, inserendo spesso assoli veloci e schizzati. La voce, invece, alterna growl gravi a canti e coretti demenziali ed ironici.
La produzione, infine, è decisamente buona: i suoni sono complessivamente profondi, potenti ma comunque ruvidi, e per questo si sposano perfettamente con la musica.
Pur non suonando nulla di trascendentale, gli Scurvy dimostrano di sapersela cavare. Il loro primo album rappresenta un ascolto divertente ed interessante, anche se non diventerà una pietra miliare. Lo si può acquistare al mailorder della Mad Lion Records al prezzo di 15 euro, incluse le spese di spedizione.
(BRN - Maggio 2005)

Voto: 7


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