SCUM
Mother Nature
Etichetta: Black Mark Production
Anno: 1994
Durata: 44 min
Genere: death melodico
Gli Scum sono un gruppo finlandese che non ha mai goduto, a mio parere ingiustamente, di grande interesse da parte del pubblico, e che di conseguenza è sempre rimasto in ambiente underground. La proposta è un Death Metal marcatamente melodico, che risente anche di una leggera venatura Thrash. Sicuramente una produzione non ottimale e delle scelte sonore talvolta un tantino ostiche non hanno avvantaggiato il gruppo. Ma vi assicuro che vale la pena di dare un ascolto a quello che hanno da dirci, soprattutto se in un gruppo Death non cercate solo violenza fine a sè stessa.
La cosa che più colpisce in tutto il disco è la predominanza di parti lente: non arriviamo a parlare di Doom ma in certe situazioni ci andiamo molto vicini. E' veramente raro trovare qui le classiche sfuriate di batteria oppure riff lanciati a folli velocità; gli Scum privilegiano ricerche melodiche particolari e strutture strane piuttosto che i classici clichè.
"Creation Of Flesh", primo brano, è sicuramente uno dei più interessanti, e uno dei meglio realizzati. In quasi 6 minuti di canzone ritroviamo una sequenza di strutture molto diverse tra loro ma abbastanza ben amalgamate. Non mancano le parti più classiche, come la successiva "Voyage Into Depth Of Insanity", che si lascia andare in un riffing molto classicamente Death-Metal, con qualche stacco melodico di stampo tipicamente svedese. Altro pezzo simile è "Macabre Moors Of Morgoroth", la mia traccia in assoluto preferita. Qui gli Scum seppure sembri che lascino da parte la melodia, riescono sempre a piazzarti quello stacco particolare quando meno te l'aspetti, che è per dirla breve la loro particolarità.
Non voglio illudervi dicendo che se prendete questo CD avrete fatto una scoperta unica: ha i suoi difetti, talvolta evidenti, e pecca di longevità, perchè dopo un mese di ascolti comincerà molto probabilmente a stufarvi. Può essere interessante tuttavia dargli un ascolto in modo da allargare le proprie conoscenze non solo a quei gruppi che ci rifilano le solite case discografiche. Chiudo con una curiosità: la settima traccia è una cover degli Animals, la bellissima "House Of The Rising Sun".
(Truzzkiller - Dicembre 2001)
Voto: 6.5