SCEPTIC
Unbeliever's Script
Etichetta: Empire Records
Anno: 2003
Durata: 47 min
Genere: death
"Unbeliever's Script" è il terzo album dei polacchi Sceptic, e comincio la rece dicendo subito che finalmente sono usciti dall'ombra dei DEATH. Ora qualche nota biografica. Deduco che a Jacek Hiro siano girati un po' i coglioni, visto che ha fatto piazza pulita della line-up precedente, rimanendo solo lui rispetto a "Pathetic Being". Alla voce è rientrato Marcin Urbas (che aveva cantato sul primo "Blind Existence" per poi dedicarsi all'atletica leggera). I due nuovi membri sono Grzegorz Feliks (basso) e Jakub Chmura (batteria).
Passando alla musica, le differenze col precedente "Pathetic Being" sono molte. Lo stile non è più un techno-death contorto e macchinoso, qui le canzoni sono più dirette e più emotive. La tecnica è sempre ad alti livelli, questi ragazzi sanno suonare ottimamente, ma non si lanciano in composizioni altamente contorte. Le 9 canzoni di questo album sono piuttosto lineari, scorrono più facilmente, per dirla all'inglese sono più "catchy". Gli Sceptic non cercano più di emulare i DEATH, ma finalmente hanno cominciato a prendere una loro strada. Non si tratta di un lavoro clamorosamente originale, lo stile è a metà via tra il death americano ed il thrash/death svedese, però le canzoni hanno tutte una forte personalità, e questo fa guadagnare molti punti dal punto di vista del coinvolgimento.
In questo album ci sono un sacco di riff di difficile esecuzione, ma ci sono anche molte parti più rilassate ed atmosferiche. Gli assoli, invece di essere una serie di scale sparate velocemente per impressionare la gente, stavolta sono più lenti e melodici, più carichi di pathos. Sembra proprio che Jacek Hiro abbia capito che col lavoro precedente era arrivato ad un punto morto. I risultati dicono che ha fatto bene a sconvolgere la line-up ed a cambiare il suo approccio alla composizione. Tutto quanto fa molta più presa durante l'ascolto, e la strumentale "Voices From The Past" sembra confermare tutto questo: in questa canzone viene ripreso il tema melodico alla fine di "Only Lies" (traccia numero 4 di "Pathetic Being"), ma non viene inserito in mezzo ad un sacco di sboronate, bensì in mezzo ad una canzone malinconica e piena di feeling. Poco da dire, sta canzone è stupenda, assieme alla title-track è sicuramente l'episodio migliore dell'album.
La produzione stavolta è ottima. Hanno cambiato anche lo studio di registrazione, ed il cambiamento ha dato ottimi risultati: i suoni sono puliti e potenti, belli vivi e non plasticosi. Magari la cassa ed i piatti potevano essere resi meglio, ma sono piccoli dettagli. La confezione è bella: l'artwork si gioca sul nero e verde (come tradizione per gli Sceptic), ed il disegno di copertina è semplice ma efficace. Il libretto comprende tutti i testi leggibili.
Insomma, questo album mi ha sorpreso in positivo. Mi aspettavo l'ennesima prova di fredda tecnica, ma non è il caso di questo "Unbeliever's Script": la tecnica è stata messa in secondo piano, al servizio dell'emotività delle canzoni. Non si tratta di un capolavoro, visto che 2-3 canzoni sono carine ma non di più, però negli ultimi due mesi l'ho ascoltato almeno 40 volte, e questo è il dettaglio più importante: se un CD torna spesso a girare sul lettore, allora ha fatto il suo dovere principale. Alla fine sarei indeciso tra un 8.5 ed un 9, sono buono e gli do 9: la quinta canzone si intitola "Shapeless Entity", quindi vanno premiati!!!
(teonzo - Dicembre 2003)
Voto: 9
Contatti:
Sito Sceptic: http://www.sceptic.metal.pl/
Sito Empire Records: http://www.empire-records.com.pl/