SCEPTIC
Pathetic Being

Etichetta: Empire Records / Last Episode
Anno: 2001
Durata: 46 min
Genere: techno-death


Questo è il secondo album dei polacchi Sceptic, uscito a due anni di distanza dal precedente "Blind Existence". La line-up del gruppo ha subito qualche modifica: sono rimasti il capoccia Jacek Hiro (chitarra) più Pawel Kolasa (basso) e Czesiek Semla (chitarra). Il nuovo batterista è Maciek Zieba, mentre per il cantante va fatto un discorso a parte. Marcin Urbas, il cantante su "Blind Existence", decise di lasciare il gruppo per dedicarsi a tempo pieno all'atletica leggera, tant'è che ha vinto i 200 metri alla Coppa Europa di Sevilla del 1999 con un ottimo 19"98 e poi ha pure partecipato alle Olimpiadi di Sidney. Al suo posto era entrato come cantante Michal Skotniczny, anche se le parti vocali dell'album sono state registrate da Michal Senajko.
L'album comincia con un'intro acustica, e l'arpeggio iniziale riprende quello alla fine di "Beyond Reality" su "Blind Existence". Le altre nove canzoni sono tutte di classico techno-death sempre devoto ai maestri DEATH, anche se stavolta non ci sono scopiazzature evidenti. Va fatto notare che l'ottava traccia è una cover di "Arctic Crypt" dei Nocturnus (dall'album "Thresholds"), qui resa secondo lo stile degli Sceptic e senza tastiere (continuo a preferire di molto la versione originale); poi la nona traccia "Particles Of Time" è una strumentale.
Riguardo la musica del gruppo, di sicuro risulta più quadrata e studiata dell'album precedente. Technospalla Rob ha detto che questo è un album geometricamente perfetto, e si può solo concordare: tutte le ritmiche, tutti i riff sono suonati e si incastrano a perfezione, sembra quasi che a suonare siano delle macchine. Sembrano delle macchine anche dal punto di vista emotivo però: questo album non mi comunica nessuna emozione, mi sembra un'ottima dimostrazione di tecnica, un esercizio di stile senza sbavature, ma oltre a quello mi lascia vuoto. La voce non è il massimo della vita, è uno screaming un po' svociato. Dal lato strumentale non ci sono più tastiere in sottofondo, e tolta l'intro non c'è una canzone che si stacca dalle altre come stile, come invece accadeva su "Blind Existence". Però non bisogna nemmeno aspettarsi un album fatto di sole ritmiche techno-death, qua e là ci sono vari stacchi acustici ed atmosferici.
La produzione non è il massimo della vita, la batteria ha dei suoni plasticosi, ed anche le chitarre hanno dei suoni sintetici e poco caldi. La confezione è un pugno in un occhio: la copertina sembra un'insegna al neon, e tutto l'artwork è su questa linea. Ma almeno i testi sono leggibilissimi. Sul CD c'è anche una traccia ROM col video della title-track.
Insomma, questo è un album che divide gli ascoltatori. Ci sono molti appassionati che lo adorano e lo ritengono un capolavoro proprio perché non ha difetti formali dal punto di vista strumentale. Io però da un album cerco anche coinvolgimento, se voglio la precisione formale mi ascolto un CD della Deutsche Grammophon...! Quindi il voto si calcola così: 10 dal punto di vista della precisione, 6 politico dal punto di vista del coinvolgimento emotivo (non mi dice nulla, non mi esalta e non mi fa schifo, mi lascia proprio freddo), facendo la media esce un 8 come l'album precedente (che era fatto peggio, ma più spontaneo e coinvolgente). Poi a voi la scelta, dipende da cosa vi aspettate da un album. Se volete solo tecnica allora compratelo ad occhi chiusi.
(teonzo - Dicembre 2003)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.sceptic.metal.pl/