SCEPTIC
Blind Existence

Etichetta: Mystic Production
Anno: 1999
Durata: 46 min
Genere: techno-death


"Blind Existence" è il primo album dei polacchi Sceptic, all'epoca un quintetto composto da Pawel Kolasa (basso, tastiere), Czesiek Semla (chitarra elettrica), Marcin Urbas (voce), Jacek Hiro (chitarra acustica ed elettrica) e Kuba Kogut (batteria). Lo stile dell'album è un classico techno-death sulla scia dei DEATH di "Human" ed "Individual Thought Patterns".
L'album comprende 10 canzoni, di cui la quarta "Outworld" è una strumentale. Descrivere le canzoni è molto semplice: pigliate i due album citati dei DEATH, fate un mescolone, ed il risultato finale si avvicinerebbe molto a questo "Blind Existence" (parlo come stile e niente di più eh, sia chiaro!). Se escludiamo la prima metà di "Painful Existence" (con chitarre acustiche e voce pulita), tutta la musica degli Sceptic è riconducibile a quella del gruppo del compianto Chuck, un bel po' di riff sono moooolto simili ad alcuni di "Human" e di "Symbolic". Quindi ci troviamo di fronte ai classici riff intricati, alle solite parti di batteria ipertecniche, a qualche assolo di basso, e così via... tecnicamente nulla da dire sul gruppo, sanno suonare i loro strumenti. La voce per la maggior parte del tempo è una metà via tra il growl e lo screaming, sullo stile svedese per intenderci, anche se qua e là ci sono dei veri growl. L'unica cosa che li differenzia dai DEATH (sempre esclusa "Painful Existence" che fa caso a sé) è l'uso sporadico di qualche tastiera in accompagnamento.
La produzione di questo album è discreta ma non di più. I suoni sono piuttosto grezzi, e la batteria non è il massimo della vita, ha dei suoni smorzati che non spaccano molto. La confezione è carina, il disegno di copertina (fatto dal mio amico Grzegorz Freliga che saluto) rappresenta una specie di mostro con gli occhi fuori dalle orbite, ed il libretto contiene tutti i testi.
Che altro dire di questo lavoro? Si sente che il gruppo paga l'influenza dei DEATH, a volte in maniera un po' ingenua. Ma c'è anche tanta spontaneità in queste canzoni, tant'è che al primo ascolto mi ero esaltato per bene. Poi l'ho ridimensionato un po', perché alla fine ci sono varie parti un po' grezze, e non siamo certo di fronte alla poesia vincente dei DEATH. Resta comunque un album molto buono che può far contenti gli amanti del genere: se cercate un album da aggiungere alla collezione l'avete trovato, a patto che non vi aspettiate cose originali.
(teonzo - Dicembre 2003)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.sceptic.metal.pl/