SCAVENGER
Where Mind, Tech And Flesh Become As One
Etichetta: Red Room Records
Anno: 2006
Durata: 29 min
Genere: deathcore
"Where Mind, Tech And Flesh Became As One" è la seconda autoproduzione
a nome Scavenger, quartetto proveniente dalla provincia di Bergamo. Il
precedente "Thirsty For knowledge" fu recensito quasi due anni fa sulle
pagine di Shapeless, quando il gruppo agiva come quintetto. Da allora
ci sono stati alcuni cambiamenti. Innanzitutto c'è da segnalare che il
chitarrista Fabio ha lasciato il gruppo nel 2005 per motivi
strettamente musicali, con gli altri che hanno deciso di rimanere in
quattro senza cercare sostituti: inoltre le sonorità sono un po'
cambiate, almeno a detta loro, spostandosi verso una sorta di
deathcore, leggasi sempre death ma con un tocco più moderno (e qui
ognuno trarrà le proprie considerazioni).
Quel che mi preme sottolineare però, dopo aver ascoltato la quasi
mezzora di musica contenuta in "Where Mind, Tech And Flesh Become As
One" è che i due anni non sono passati assolutamente invano. Gli
Scavenger sono cresciuti incredibilmente dall'indeciso e acerbo
"Thirsty For Knowledge", riuscendo a confezionare un CD magari ancora
non del tutto esaltante ma indubbiamente apprezzabile e di grande
impatto. La giovane età ha giocato a loro favore e a tal proposito è
tangibile la crescita tecnica e compositiva dei quattro giovani
ragazzi: complimenti! E' questo l'approccio giusto... Mi fa piacere
riscontrare questo netto miglioramento perché a suo tempo avevo
"bocciato" "Thirsty For Knowledge", demo-CD pretenzioso e
approssimativo, pieno di idee e composizioni forse non alla loro
portata (dell'epoca... nd Linho).
Oggi non posso fare a meno di rimarcare come il gruppo in questione non
sia che lontano parente degli Scavenger di un tempo... bravi!!!
Passando più in dettaglio alla musica devo dire che in effetti c'è
stato un cambiamento di sonorità, magari non marcatissimo ma comunque
evidente... in effetti oggi le composizioni suonano più dirette, e
risentono meno dell'ispirazione di Chuck e soci (che aleggiavano
pesantemente nel precendente CD).
Le iniziali "Andy Got Lost" e "The Art Of Deception" sono indicative
delle atmosfere che si respirano nel CD: riff pesanti, anche se
abbastanza lineari, batteria potente e voce rabbiosa. Nella seconda i
nostri riescono a piazzare anche un riff di chiaro stampo Death... Ma
va bene così! Ora l'insieme funziona, i brani hanno un certo tiro e
picchiano duro senza troppe indecisioni. In effetti sempre di death
metal stiamo parlando, ma si notano anche influenze hardcore-crossover.
Anche quando i ritmi si alzano (ascoltare la velocissima partenza
di "Monster At Heart") non ci sono sbavature. Una delle caratteristiche
del gruppo è quella di spezzettare i brani, nel senso di inserire ad un
certo punto uno stacco e ripartire con un riff che non ha soluzione di
continuità con il precedente. A volte funziona e a volte no;
consiglierei al gruppo di rendere più scorrevoli certi passaggi, magari
con un po' di lavoro in fase di arrangiamento.
Il paragone con il passato viene spontaneo quando i nostri
ripropongono un paio di pezzi dal precedente dischetto. Beh, si sente
il lavoro fatto in questi due anni. In "Forensic Awarness" ad esempio
sono scomparse alcune ingenue "scalettine" di chitarra nel riff
portante iniziale, ma l'insieme suona decisamente più compatto e
trascinante. Plauso particolare al batterista Alberto, di tutt'altro
spessore la sua prova rispetto al passato!
Il CD si chiude con l'interessante e inaspettato "esperimento"
(almeno per loro...) melodico di "Mizar" che funge da apripista per
"Technolorgy", pezzo discreto che non aggiunge niente a quanto
ascoltato in precedenza.
Insomma, "Where Mind, Tech And Flesh Become As One" mi è piaciuto
abbastanza. Ho appezzato moltissimo i miglioramenti e ora mi sento di
dire che se l'attitudine rimanesse questa i nostri possono aspirare a
qualcosa di più grande. Le qualità ci sono, la grinta pure, impatto e
cattiveria non mancano. Il mio consiglio è quello di lavorare di più
sugli arrangiamenti, variegando magari un po' i pezzi che a volte
suonano un po' troppo "simili" tra loro. Probabilmente con qualche
calibrato inserimento di chitarra solista l'insieme suonerebbe più
vario, ad esempio. Anche il cantante Federico potrebbe a mio parere
cercare di caratterizzare in maniera maggiore i pezzi... La sua prova è
sicuramente rabbiosa e grintosa al punto giusto, come il genere
richiede, ma alla lunga credo che cercare/studiare qualche "linea
vocale" diversa o più ricercata porterebbe sicuramente dei vantaggi al
risultato finale. Per il resto tutto bene. "Where Mind, Tech And Flesh
Become As One" che presenta anche una bel lavoro grafico e una
produzione più che soddisfacente, è un bel demo-CD, decisamente
superiore allo scialbo esordio; gli Scavenger sono a questo punto una
band in rampa di lancio. Se riusciranno a mantenere l'approccio avuto
in questi ultimi due anni credo che il futuro riserverà loro grosse
sorprese.
(Linho - Settembre 2006)
Voto: 7
Contatti:
Mail: info@scavenger.it
Sito internet: http://www.scavenger.it/