SAVATAGE
Poets And Madmen

Etichetta: SPV
Anno: 2001
Durata: 67 min
Genere: classic


Giunge dopo 42 (e sottolineo 42!) mesi di attesa il nuovo capolavoro firmato da Jon Oliva e soci. Tutti ormai saprete che i nostri hanno perso per strada i vari Zak Stevens e Al Pitrelli, ma non per questo hanno fatto un disco in tono minore, anzi! La track d'apertura "Stay With Me Awhile" (bello per esempio, il break che precede il solo) sembra figlia di composizioni della Streets-era, la seconda "There In The Silence" è già più particolare, si apre con un fraseggio di synths ad opera del gigante buono, ed anche qui la canzone richiama il maestoso passato della mia band preferita. Di "Commissar" cosa posso dire? Una classica song tipica dei 'Tage dell'era Stevens. "I Seek Power" si apre in maniera oscura e minacciosa, procedendo poi con una potenza incredibile. Di "Drive" potrei parlarne per ore, e senza timore di smentite direi che potrebbe uscire a caso da "Hall Of The Mountain King" oppure da "Gutter Ballet". Ma veniamo ora ad uno dei piatti forti (se non il piatto forte) dell'album: "Morphine Child", in dieci minuti di canzone vengono sintetizzati i Savatage, riff meraviglioso, cantato assolutamente fantastico e diversi stili musicali, power ballad, speed song, e orchestrazioni varie... mi ha dato, per farla breve, l'impressione della versione dei Savatage di "Bohemian Rhapsody" dei Queen... e chi vuole capire capisca. "The Rumor" si apre con la chitarra acustica, e mi fa ritornare subito alla mente "New York City Don't Mean Nothing", e sembra esserne il naturale prosieguo. Per quanto riguarda "Man In The Mirror" anche qui i Savatage mischiano i loro generi preferiti, power ballads e speeds songs. Bisogna far notare il cantato di Jon Oliva veramente eccellente, potente e teatrale al tempo stesso. E' con "Surrender" che faccio un vero e proprio salto di gioia... mi sembra una canzone presa da "HOTMK" (non nego l'emozione nel sentire uno screaming alla Jon Oliva), veloce, potente e maledettamente coinvolgente! Per "Aweken" vale lo stesso discorso, e anche qui la qualità del songwriting non scende (di Paul O'Neill, come al solito). Chiude, alla grande, la spettacolare power ballad: "Back To A Reason" che riesce a toccare a fondo le anime dell'ascoltatore con un incedere che ricorda all'inizio "St. Patrik's" (anche questo da "Streets"), ma pian piano ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una delle migliori 5-6 ballads mai scritte dai Savatage (per il sottoscritto: "Believe", "When The Crowds Are Gone", "Alone You Breath", "One Child", "Not What You See"), anche qui infatti c'è il superbo mischiare ballad e speed song, con una seconda parte (preceduta da uno dei migliori versi mai scritti da Paul O'Neill) da headbanging sfrenato! La conclusione fa chiudere il cerchio e ritorna alle note iniziali. Anche questo, come molti album dei Savatage, è un concept, molto triste, ma l'ultimo verso di "Back To A Reason" lascia intravedere la luce, quella luce, che a partire da D.T. Jesus, ammanta tutti i personaggi cantati dai 'Tage. Superba è la prova del gruppo, Jon che ritorna interamente alla voce dopo ben 10 anni (guarda caso l'ultimo fu Streets) Chris Caffery macina riffs su riffs, Johnny Lee Middleton e Jeff Plate sono una signora base ritmica e Paul O'Neill è il solito cantastorie. Il disco è fantastico, è un ritorno a fasti antichi, ma con quelle particolarità che hanno caratterizzato le loro ultime release. Potenza e melodia, Silk and Steel... tanto per capirci.
(Noldor - Dicembre 2001)

Voto: 9.5



Quando questo disco e' uscito mi ha deluso, dopo l'attesa di anni e ben 3 Transiberian Orchestra. L'ho trovato debole e affrettato.
Ma subito l'ho rivalutato e ora e' uno dei miei Sava-dischi preferiti di sempre. La voce (purtroppo solo in studio) di Oliva e' un piacevolissimo ritorno, e i pezzi sono sufficientemente diversi tra loro da avere una propria identita' nella discografia ormai enorme dei Sava.
E Morphine Child e' una canzone capolavoro.
(Mork - Febbraio 2002)

Voto: 8