SAURON (POL)
Hornology
Etichetta: Old Temple Records
Anno: 2007
Durata: 38 min
Genere: techno-black/death metal
Nel mondo del metal sono veramente tante le band chiamate Sauron: già
soltanto mettendo in moto il mio cervello rimbambito me ne vengono in
mente almeno otto. E di queste, ben tre sono polacche. I Sauron che
devo commentare sono quelli provenienti dalla città di Radom, da non
confondere con le altre due omonime, rispettivamente di Lowicz e di
Starahowice.
Questi Sauron si sono formati nel 1991, e l'unico elemento presente sin
dall'inizio è il cantante/bassista P.W. . Dopo la pubblicazione del
demo "Hellish Requiem" del 1994, è entrato in formazione il chitarrista
Evil, l'unico musicista che rimarrà a fianco di P.W. fino ai giorni
nostri. "The Baltic Fog" è stato pubblicato nel 1995, e nel 1997 ha
visto la luce la compilation "Kraina Martwego Slonca".
Nel 1999 i Sauron si sono sciolti, ma sono risorti nel 2003.
"Hornology" segna il ritorno della band, messa sotto contratto dall'etichetta polacca Old Temple.
Dopo la breve introduzione "Opus Cornutum", inquietante esempio di dark
ambient, ecco partire subito la title-track. Violenta e senza
compromessi, "Hornology" travolge l'ascoltatore con la sua grinta. La
partenza è e a razzo, con un blastbeat mitragliante a sostegno di un
riffing che potrebbe ricordare gli Immortal. Il growling del cantante è
profondo, deformato da un leggero effetto riverbero. La tecnica dei
musicisti è fuori discussione, perchè l'esecuzione è precisissima:
chitarre e basso suonano riff piuttosto complessi, e si nota sin dal
primo ascolto come i Sauron siano attenti ai particolari. Il riffing è
sempre discretamente complesso e arzigogolato, indice della voglia di
distinguersi dei nostri. In alcuni passaggi potrebbero anche ricordare
i loro conterranei Behemoth, sebbene l'influenza principale rimanga il
già citato gruppo norvegese.
Non c'è stacco tra "Hornology" e "Holy Absurd", che parte su un giro
insistente di basso. L'arrivo delle chitarre rende il tutto più
complesso, grazie a un riffing particolare e difficile. In questo
brano, la complessità esecutiva tocca livelli di tutto rispetto: il
basso è pulsante e creativo, le chitarre o si assestano su ritmiche
vigorose, oppure si liberano in passaggi tecnici di grande valore.
L'impatto non lascia scampo sin dal primo ascolto, ma è con gli ascolti
successivi che si possono apprezzare tutte le caratteristiche del
songwriting di questo gruppo. Se la prima canzone tradiva alcune
influenze esterne, "Holy Absurd" è un brano davvero personale, che
sembra attingere sia al techno-death che al black più moderno e
cerebrale. Una canzone come questa, da sola, vale l'acquisto del CD!
"Gayat Assa'adah" sembra meno arrembante delle precedenti, data la
ritmica sì spedita ma non eccessiva. Il lavoro della chitarra è bello
pulito, con il basso ligio al suo dovere. A poco a poco, il brano si
inasprisce, grazie a suoni via via più potenti, ed all'arrivo delle
consuete dissonanze. Eh sì, prima non l'ho scritto, ma i Sauron non si
limitano solo ad armonie sghembe, ma sono generosi anche in quanto a
dissonanze. L'esecuzione è precisissima come al solito, e la qualità di
registrazione pulita rende la cosa evidente. Probabilmente "Gayat
Assa'adah" è una delle canzoni più "facili" dei Sauron, poichè la
struttura non è intricatissima, ma al tempo stesso le scelte più facili
sono evitate come la peste.
La battute iniziali di "Incantation (Let Me Fall)" sono
estremamente lente, pesanti come macigni. La voce effettata recita il
testo, mentre il suono delle tastiere arricchisce il suono d'assieme.
La canzone si fa poi più veloce ed agile, e mantiene intatta una certa
semplicità di fondo. La traccia è piuttosto tesa, e contiene una buona
carica di negatività. Da notare che il black dei Sauron esclude quasi
totalmente le successioni armoniche dei gruppi "ortodossi", a favore di
un approccio complesso e tecnico. La creatività è tanta, peccato solo
che di tanto in tanto saltino fuori gli spettri degli Immortal, più
come tipo di sonorità che come stile compositivo (fatta eccezione per
la prima traccia).
"Crawlers" ci riporta sui territori folli di "Holy Absurd", pur
mantenendo un riff principale abbastanza di facile presa. Trovo che sia
una cosa entusiasmante, questa qui. Immaginatevi le chitarre suonare un
riff black metal abbastanza tradizionale, ma partire di punto in bianco
per territori tutti strani, prima di ritornare in carreggiata. Quando i
Sauron scrivono canzoni come queste, la sorpresa è sempre dietro
l'angolo. Non si può dare nulla per scontato, e quindi l'ascolto non
può che farsi più attento. Ascoltando questo CD, la mente
dell'ascoltatore non può rilassarsi su passaggi prevedibili, ma si
domanda continuamente quale sarà il nuovo colpo di genio dei musicisti.
Peccato solo che il gruppo ancora non riesca a mantenere il songwriting
sempre al medesimo livello, se no questo "Hornology" sarebbe un
grandissimo disco! Ma anche così non scherza!
"Hunter", che parte con un ritmo tribale (peccato per il suono
della batteria), utilizza un inedito (in questo CD) riffing ritmico,
che rende la canzone così strana e diversa da quanto ascoltato in
precedenza. Il ritmo non è veloce, e le chitarre preferiscono sonorità
lunghe e semplici, anzichè riffing cerebrali e virtuosi. La tecnica è
asservita all'equilibrio della canzone, e questo va a favore dei
Sauron, che riescono di nuovo a cambiare le carte in tavola, pur
mantenendo un suono coerente e coeso. La musica, ostinata e ripetitiva,
penetra a fondo nel cervello dell'ascoltatore, e non se ne va più.
Ma che bel disco, questo "Hornology"! E dire che, guardando la
copertina, con le immagini tratte da vecchi grimori e il bianco e nero
di rigore, e dando un'occhiata ai titoli delle canzoni, si sarebbe
portati ad immaginare un classico CD di black metal legato alla
tradizione. Invece i Sauron dimostrano un'inventiva ben sopra la media,
nonostante il moniker così banale possa fare pensare al peggio. E' la
musica, in fondo, quella che conta. E la musica presente in "Hornology"
è davvero bella, interessante, intrigante ed originale. Ho evidenziato
più volte le similitudini dei Sauron con gli Immortal (quelli più
recenti), e nel caso della title-track l'accostamento è d'obbligo.
Nelle canzoni restanti, però, il gruppo ci mette molto del suo. Con
risultati a volte buoni, a volte buonissimi. Forse solo "Incantation
(Let Me Fall)" entusiasma un po' meno, ma canzoni come "Crawler" e,
soprattutto, "Holy Absurd" sono dei gioielli di gran caratura.
Quest'ultima, in particolare. Una canzone come "Holy Absurd" ci fa
capire quanto talentuosi siano i musicisti, e quanto bene potrebbero
fare in futuro i Sauron. E un disco come "Hornology" ci ricorda ancora
una volta che fucina di talenti sia la Polonia, vero cuore metal
d'Europa. La Old Temple ha fatto un colpaccio a metterli sotto
contratto, e spero che il gruppo migliori sempre di più, eliminando
completamente le cadute di tono o l'eclettismo eccessivo che rende le
traccie così diverse le une dalle altre (pur mantenendo, lo ripeto, un
suono unico e riconoscibile).
Se cercate black metal originale e di qualità, comprate
"Hornology", che la Old Temple vende a soli 8 euro. Un affarone,
credetemi!
(Hellvis - Marzo 2008)
Voto: 8
Contatti:
Sito Sauron (POL): http://sauron.info.pl/cms/
Sito Old Temple: http://www.oldtemple.com/