SATELLITE
A Street Between Sunrise And Sunset
Etichetta: Metal Mind Records
Anno: 2003
Durata: 72 min
Genere: Progressive Rock
Questa Metal Mind è da tenere sott'occhio. E' un'etichetta polacca che sa il
fatto suo (a detta di teonzo in Polonia ha un potere notevole), cura la
presentazione dei gruppi in maniera eccellente e professionale. Come al
solito, le sue produzioni sono distribuite in quasi tutta Europa ma non in
Italia, che si dimostra ancora una volta non al passo con la scena che la
circonda.
Peccato, perché i Satellite sono un ottimo gruppo di Progressive Rock anni
'80, che va a pescare a piene mani dai Marillion dell'era Fish ma anche dalle
delicate e nebbiose melodie del bellissimo "Brave" con Steve Hogarth alla
voce.
L'album è stato scritto interamente da Wojtek Szadkowski (batterista), già
nei Collage (non quelli italiani!!), altro gruppo progressive della scena
polacca, con l'intento di mettere in musica il concept di natura new-age,
sulla possibilità che l'uomo ha di poter scegliere le diverse strade che
durante la vita ci troviamo a dover percorrere.
La musica di conseguenza cerca di accompagnare con delicatezza l'aspetto
lirico. Non pensate di trovare in questo disco chitarroni e batteria a tutta
velocità, anzi, rilassatevi e fatevi cullare dalle distese liquide create
dalla tastiera, vere fondamenta nel suono dei Satellite. Le chitarre sono
sempre presenti, ma non sono di primaria importanza, rifiniscono con cura
ogni brano quasi sempre con arpeggi ariosi e puliti. Robert Amirian alla
voce è bravissimo. Non lontanissimo dal particolare timbro dell'ispiratore
Fish, e con una certa teatralità di fondo che si sposa alla perfezione con
le canzoni.
C'è da dire che non è presente una canzone che spicca più delle altre, si
potrebbe vedere il disco come un'unica canzone di 72 min. Forse, se proprio
vogliamola trovare quella leggermente più rappresentativa, possiamo citare
la title-track, che in poco più di 11 min riassume tutto il Satellite sound.
Il "difetto", se così si può dire, sta proprio nell'eccessiva durata del
disco. Dura troppo, ed anche se scorre con piacere, a fine disco si sente
una certa stanchezza che per i meno abituati può essere preoccupante. Un po'
di sintesi non farebbe male.
La produzione è ottima, i suoni sono molto limpidi. Così come non si può
rimanere indifferenti alla vista dell'artwork, curato, tanto per restare in
tema, da Mark Wilkinson, autore di molte copertine dei Marillion e di Fish.
(carma1977 - Maggio 2003)
Voto: 8
Contatti:
Sito internet: http://www.satelliteprog.com/