SATAN
Into The Future
(EP)
Etichetta: Steamhammer / SPV
Anno: 1986
Durata: 17 min
Genere: NWOBHM
Questo e' l'EP in cui i Satan si riappropriano del loro
nome, dopo aver tentato un primo cambio di monicker in Blind Fury
(ma non contenti andranno avanti con questa tradizione
mutando nuovamente in Pariah negli anni successivi), ed e' anche
qui che avviene l'ingresso nella band del tale Michael Jackson,
che oltre ad avere un nome sfigato, secondo i miei gusti personali
non vale se non una frazione del bravo frontman Brian Ross con cui
i Satan avevano realizzato l'eccellente debut "Court In The Act".
Jackson infatti, pur avendo una voce bella grezza, a mio giudizio
non si incastra bene nel suono della band, e gia' dalle prime
canzoni la sua voce arriva a darmi fastidio. Non che Brian Ross
avesse un'ugola d'oro alla Ronnie Dio, anzi, pero' la sua voce
era veramente perfetta per il sound NWOBHM dei Satan, mentre qui
col nuovo cantante la cosa non avviene (e questo fenomeno si
avvertira' in maniera molto piu' marcata dei primi due lavori
col nome Pariah, in cui e' proprio la voce di Jackson a penalizzare
le canzoni prima ancora della mancanza di idee creative).
Il resto della formazione rimane invariato rispetto a quella del
debut album "Court In The Act", cioe' Tippins/Ramsey/English/Taylor:
un nucleo che e' sempre stato stabile fino alla reunion con il
terzo lavoro dei Pariah, in cui Taylor non siedera' dietro le pelli.
Questo EP e' veramente bello, prima di tutto perche'
c'e' ancora presente l'irruenza dell'album d'esordio, sotto
forma di true metal scatenato e rozzo che per me rappresenta
la vera essenza di questo genere musicale e che in questo mini
trova un esempio da sbattere in faccia a chi non capisce che
l'heavy metal era questa roba qua in quest'epoca qua; e poi
anche perche' sono le canzoni stesse a essere belle. In origine
questo era un nastro demo intitolato "Dirt", che poi venne tramutato
in EP e presenta quattro canzoni indedite. Si parte con "Key To
Oblivion", un buon pezzo di heavy classico a cui segue la grande
"Hear Evil, See Evil, Speak Evil" che per me e' un po' una canzone
simbolo della musica dei Satan, nel senso che il suo sound e' proprio
quello caratteristico dell'era di punta della band. Il terzo e' un
divertente pezzo strumentale, "Fuck You", che porta dritti alla
epocale "Ice Man": se esiste una classifica assoluta dei primi dieci
pezzi true metal della storia, questo pezzo ci finisce dritto dritto
dentro! Altro non aggiungo se non che la ristampa dell'album
"Suspended Sentence" su CD contiene anche inclusi tutti e 4 i pezzi
di questo EP e che andrebbe acquistata anche solo e soprattutto
per questi ultimi. In particolare "Ice Man" e' una canzone che un
vero defender non puo' non ascoltare almeno una volta nella vita
per rafforzare i propri gusti musicali, e persino Jackson qui
riesce a piacermi un casino urlando con voce grezza e convinta in
un pezzo la cui energia e potenza i Satan non riusciranno mai piu'
a ricreare negli anni successivi.
(Mork - Settembre 2002)
Voto: 9