SARATAN
The Cult Of Vermin
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2008
Durata: - -
Genere: thrash metal
Nuova realtà thrash questi Saratan, che spuntano dalla Polonia con
fervore... una band attiva da un lustro, con all'attivo un demo cd del
2006, "Infected With Life", e questo full-length edito per l'italiana
"My Kingdom Music" dal titolo "The Cult Of Vermin". Questo debutto
discografico si viene ad inserire nella nuova ondata di thrash metal,
fra quelle uscite che prediligono sonorità più cupe e tenebrose, per
dirla come fossimo in una favola; viene ricamata intorno alla band
l'icona di combinazione apocalittica di thrash, doom e death, con
inserti orientaleggianti a dare un tocco in più alle composizioni.
Mi sono "documentato", per così dire, sui Saratan, cercando in
rete altri commenti riguardo quest'album, per confrontare i miei pareri
con quelli di persone esterne: su un punto siamo praticamente tutti
d'accordo, ovvero quando si parla delle poche probabilità che la band
ha di uscire dal calderone. Le capacità tecniche ci sono, un'esecuzione
impeccabile non può che aiutare, ma è proprio il songwriting in sé che
risulta alle volte poco originale, e di personalità in questo debutto
se ne intravede in minima parte. E' importante, e non mi stancherò mai
di ripeterlo, che una band underground che ripropone un genere ormai
saturo di fuoriuscite discografiche, nonchè saturo di idee che non
vanno controcorrente rispetto allo stesso concetto musicale concepito
(questa è la realtà dei fatti, né più né meno: è già stato tutto
scritto!!! N.d.P.), sappia fornire ai propri brani un tocco che li
diversifichi, che li contraddistingua dagli innumerevoli acts in auge.
Non c'è astio nelle mie parole, solo una certa malinconia nel notare
che musicisti che sanno il fatto loro non riescano a concretizzare
creandosi un marchio, un'impronta difficilmente riconducibile ad altri
ma allo stesso tempo vincente...
Ma veniamo all'album in sé: si parte con "Future Is Grim", che a
grandi linee richiama alla memoria i "defunti" Deathrow, e sin da
subito si parte con l'ascolto di inframezzi doom, conditi con degli
ottimi soli degli axemen della band, seguita a ruota da "Patch Of
Mistakes", mid-tempo cadenzato con bridge puramente doom; un paragone
con gli Obituary calza a pennello in questo frangente. "Lynch Law" può
ricollegare il discorso a quelli che furono gli esordi dei Death di
Chuck Shuldiner: ascoltate il brano, rispolverate "Leprosy" o
"Spiritual Healing" e provate a smentirmi! C'è tempo per un malinconico
intermezzo acustico che risponde al nome di "Eclipse", che spezza la
tensione per sfociare in "Illness We Preach", logica conseguenza dei
suoi predecessori; c'è da sottolineare infatti che i Saratan sanno cosa
vogliono farvi ascoltare, ed i brani possiedono tutti un minimo comune
denominatore che li accomuna... di certo ciò può avere i suoi pregi ed
i suoi difetti, e se da una parte può sembrare l'impronta indelebile di
una band, dall'altra può essere sinonimo di scarsa creatività. Per
"Never Confirm" vige lo stesso discorso già accennato a proposito di
"Lynch Law", "Satanic Verses" si lascia ascoltare senza lasciare il
segno, mentre "Serve The Death" ha una piccola sterzata verso sonorità
quasi Bay Area, con tanto di refrain corale. "In the Mists of Time" è
una brevissima strumentale che lascia velocemente il passo a "Cancer of
the Earth", con intro dichiaratamente ispirato a sonorità
orientaleggianti, e nuovamente incedere doom-oriented; "Vermin"
conclude l'album senza aggiungere molto a quanto già detto in
precedenza.
Le band citate nella bio allegata, ovvero Testament ed Exodus per
parte thrash, sono certamente riconoscibili, ed a questi nomi andrei ad
aggiungere acts come i Sepultura, i Pantera, i già ricordati Death ed
Obituary a classificare più in dettaglio i polacchi Saratan. Da
sottolineare la brevità delle canzoni, che non superano mai i 5 minuti,
punto a favore della band; un problema, secondo il sottoscritto, che
accomuna molte band underground, è la lunghezza dei brani, che alle
volte sono troppo ripetitivi e potrebbero essere limitati e più
incisivi senza perdersi in inutili lungaggini.
A conti fatti, un prodotto che può come non può entusiasmare,
anche se una possibilità non la si dovrebbe mai negare a nessuno,
soprattutto quando si tratta di una band valida come i qui "giudicati"
Saratan... voi che ne dite?
(PaulThrash - Luglio 2008)
Voto: 7
Contatti:
Mail Saratan: august84@wp.pl
Sito Saratan: http://www.myspace.com/saratanband
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/