SANTA MARIA
Living On The Edge

Etichetta: Metalism Records
Anno: 2005
Durata: 47 min
Genere: prog/power metal "bizzarro"


I Santa Maria vengono da Mosca e, come da consuetudine per molti gruppi dell'ottima Metalism Records, cantano in russo. L'album è del 2005 e l'etichetta li propone come "Romantic Melodic Metal". Non sono assolutamente d'accordo... I bravi Santa Maria sono strani, stranissimi a tratti! Partendo da una base power metal "moderno", inseriscono elementi prog metal, prog anni '70 e tante delle loro melodie sembrano rubate a sigle di cartoni animati che hanno allietato la nostra infanzia mentre altre, con altro tipo di voce e suono, potrebbero benissimo essere inserite in spettacoli televisivi del sabato sera, tipo Raffaella Carrà. Non sto scherzando, anche se potrà sembrarvi strano. L'approccio dei Santa Maria è realmente personale, al limite potrebbero ricordare certe stravaganze dei Moahni Moahna, ma qui si va oltre.
Quindi se da una parte l'album funziona bene e mette sul piatto anche un bell'effetto sorpresa, dall'altra dopo molti ascolti certe trovate possono risultare stucchevoli o troppo zuccherose. Intendiamoci, i nostri come strumentisti se la cavano alla grande, la produzione è buona, gli arrangiamenti sono molto curati sia come suono che come armonie... è che alla lunga "Living On The Edge" (questa la traduzione inglese del titolo) mi ha un po' stancato. Solo un po', però... e ci tengo a ribadirlo, perché far passare i Santa Maria per una joke-band sarebbe riduttivo e non renderebbe giustizia alle loro capacità musicali.
Il primo brano mostra subito un buon tiro, con buoni riff e arrangiamenti di tastiere/synth molto particolari. Anche in fase solista i nostri mostrano buona mano e mi sento di poter dire che sia da un punto di vista tecnico che armonico i nostri danno molti punti a tante prog metal band più "serie", almeno nelle intenzioni.
Il pezzo successivo è un buon esempio di quello che vi dicevo all'inizio: pensate a un cartone animato e a una sigla che debba essere "esaltante" e trascinante... beh, qui le componenti ci sono tutte!!! Sentitevi la seconda voce che... ehm... "armonizza" i cori, con una sorta di urlaccio (comunque efficacissimo)!! Dopo due ritornelli c'è addirittura uno stacco quasi neoclassico e poi un assolo in puro stile metal. Il bello è alla fine il minutaggio non arriva neppure a quattro minuti.
Ma il meglio deve ancora venire. Il terzo pezzo parte in up-tempo, e sembrerebbe un degno seguito del brano precedente: strofa che inizia leggera per poi indurirsi, bridge che lancia il pezzo e chorus da cantare a squarciagola (il tutto composto ed eseguito alla grande!!). Poi, verso i due minuti e qualcosa il gruppo si calma e inizia una parte in puro stile prog anni '70, che come concezione rimanda addirittura ai King Crimson, con giri di basso ipnotici che mi hanno ricordato certe cose dei Van Der Graaf Generator (penso all'album "The Least We Can Do Is Wave To Each Other"). Poi il giro di basso, dopo qualche minuto, viene doppiato dalla chitarra e quando sembra ovvio che il gruppo debba ripartire alla Dream Theater si (ri)rallenta e si riparte con il tema iniziale, anche se arrangiato in maniera leggermente diversa. Sconcertato da tanta follia ma anche da cotanta bravura...
Grandissimo il riff metal che apre il quarto brano, sorta di power metal - sempre a sfondo cartonistico - con evoluzioni strumentali che ricordano gli Shadow Gallery dell'esordio omonimo.
L'album prosegue poi sulla stessa linea, o meglio non-linea, dei precedenti brani. Il mood vivace e bambinesco fa sempre capolino, ma non possiamo non apprezzare certe belle atmosfere o certi riff, sempre suonati bene e arrangiati ottimamente, spesso in maniera quantomeno bizzarra. E che dire delle parti vocali e, soprattutto, dei controcanti a base di urla e vocine che non risultano mai sguaiate ma, per quanto certe trovate possano sembrare stucchevoli o "pacchiane", denotano un notevole lavoro in fase di arrangiamento del pezzo?
Tra i brani ne compare anche uno cantato in inglese, ma in definitiva non cambia poi molto, anzi... Si sente lontano un chilometro che non sono un gruppo inglese o americano, e questo a mio modo di vedere è un grande pregio. Il retaggio culturale del proprio paese fa più che capolino nella musica dei Santa Maria, rendendoli inevitabilmente particolari e interessanti. Interessanti e apprezzabili risultano anche i momenti più prettamente calmi e melodici dell'album, leggi un paio di semi-(simil)ballad o lo strumentale che chiude l'album, veramente bello.
In conclusione ripeto che ci troviamo al cospetto di un disco molto particolare. L'abilità tecnica e compositiva è messa al servizio di brani a metà tra il prog e il metal-rock, il tutto - presumo - con attitudine ironica. Il limite maggiore dei Santa Maria risulta nell'eccessivo adagiarsi su melodie ruffiane e cantabili, almeno quelle portanti: tutto ciò li rende interessanti ai primi ascolti, ma non invita a rimettere il CD nel lettore (almeno a me è successo così). Però tanto di cappello per quanto riguarda le capacità tecniche e armoniche: indiscutibilmente ci troviamo di fronte a gente molto preparata.
Di certo va anche detto nella musica contenuta in "Living On The £dge" non aleggia alcun spirito metal_ tale appellativo è limitato al suono delle chitarre, spesso distorto, e all'uso di certi riff o tempi veloci. Insomma, i Santa Maria ci propongono un autentico concentrato di idee e stili apparentemente lontani l'uno dall'altro e riescono anche piuttosto bene nell'arduo compito di non consegnarci un'autentica accozzaglia di note senza né capo né coda. E' un album che alla lunga mostra un po' la corda, soprattutto se ascoltato per intero. Però a piccole dosi mi sento di consigliarne l'ascolto a tutti, anche per pura curiosità... chissà che qualcuno non scopra il gruppo cercato da tempo!
(Linho - Ottobre 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Santa Maria: teressa@rambler.ru
Sito Santa Maria: http://www.santa-maria.boom.ru/

Sito Metalism Records: http://www.metalism.com/