SANCTUS INFERNUM
Sanctus Infernum

Etichetta: BadMoodMan Records / Solitude Prod.
Anno: 2008
Durata: 45 min
Genere: doom/death/black


I Sanctus Infernum vengono da Wichita, Kansas, e l'album omonimo con il quale li presentiamo in questa recensione, è anche il loro disco d'esordio. I musicisti coinvolti in questo progetto, sono Mark Anderson (chitarra), Ricky Vannatta (voce) e Chris Johnson (batteria). Attualmente, il ruolo di bassista è stato rilevato dal nuovo arrivato Jason Banks, che a sua volta l'ha ereditato da Ian Rowley.
I Sanctus Infernum si sono formati solo nel 2006, ma i musicisti vantano una vasta esperienza. Ad esempio, Mark Anderson ha suonato per tre anni nei Manilla Road, e ha acquisito esprienza in gruppi quali Satyros, Pain Purveyor, Inner Voice e Grand Facade. Anche Ricky Vannatta suona o ha suonato nelle ultime due band elencate, oltre che negli Static Face e nei Chapel Of The Eye. Come si può vedere, si tratta di musicisti eclettici, che hanno suonato in gruppi epic, death melodico, doom e così via.
"Sanctus Infernum" è stato registrato allo studio Anybody Listening di Wichita (Mark si è occupato anche del basso, per l'occasione). E' contenuto in una confezione professionale, caratterizzata da un libretto di dodici facciate contenenti i testi e tutte le informazioni utili relative alla band ed alle registrazioni. La copertina è decorata dal teschio di un caprone, che svetta su tanti scheletri adagiati a terra. Questa immagine, unita al nome della band, ci dice molto sulle tematiche care al gruppo. Tematiche di stampo assolutamente antireligioso, con un'insistenza particolare sulla divinità dell'essere umano, l'unica vera e tangibile. Poi i testi toccano anche temi più introspettivi, ma in generale i testi dei Sanctus Infernum, tra l'altro molto semplici, insistono sull'assenza di un Dio trascendente e sull'uomo come unica divinità di sè stesso.
L'esperienza e la capacità tecnica dei musicisti è evidente sin dal primo momento, ed è rintracciabile in ogni passaggio del CD. Si tratta infatti di una realizzazione estremamente professionale, priva di sbavature e attenta al particolare. Caratteristica, tra l'altro, evidenziata da una produzione potente e stratificata, capace di donare al sound potenza e limpidezza.
La musica proposta dalla band è un miscuglio di generi: in pratica, lo stile dei riff e la ritmica sono tipicamente doom, mentre la voce distorta e certe scelte di suoni derivano principalmente dal death metal, con qualche richiamo al black americano.
Chitarra e basso svolgono un grande lavoro, dando vita a riff massicci dalle forti cadenze blueseggianti, tipiche del doom metal classico, e che potrebbero talvolta richiamarsi allo sludge (come l'ipnotica "Making The Dead"). La sezione ritmica è davvero possente e pesante: Chris è un batterista puntuale, molto ligio al suo lavoro e capace di improvvisi slanci creativi.
La lentezza ritmica ed i particolari definiti danno un'aspetto piuttosto "classico" alla musica dei Sanctus Infernum. Poche volte il tempo accelera ed il riffing marcisce al punto di abbandonare il contesto doom per tuffarsi in quello più propriamente death. Fortunatamente, il gruppo è abbastanza maturo da evitare un copia e incolla di elementi diversi fra di loro, e preferisce infettare il doom di pesanti influenze death (si senta l'inizio di "What Calm Is Without Storm", molto alla Deicide).
Di buon spessore gli assoli di chitarra di Mark, sempre presenti e costantemente melodico. Meno avvincenti le vocals di Ricky, sempre effettate e quindi poco sincere. Stanno bene nel contesto, ma gli amanti del growling pulito potrebbero trovarle insopportabili.
Tra le canzoni più rappresentative, la doppietta iniziale è senza dubbio emozionante ("Flesh Without Sin" in alcuni frangenti potrebbe ricordare gli ultimi sviluppi musicali dei Satyricon, in versione più death metal; "God Into Myself" è poi il vero manifesto dei Sanctus Infernum). Ma il punto più alto del CD si ha con la conclusiva "Let It Be So", che dalla bellissima introduzione al suo finale non perde un colpo, ma anzi affascina ed emoziona.
I Sanctus Infernum sono un gruppo interessante. Non il massimo della creatività, e nemmeno della personalità. Però è una band formata da professionisti seri, capaci di dar vita ad una musica potente ed avvincente, che mescola le asprezze del death con le emozioni striscianti del doom.
"Sanctus Infernum" è un buon biglietto da visita, estremamente professionale e ben realizzato. Un buon esordio, per questo nome nuovo in arrivo dal Kansas.
(Hellvis - Novembre 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Sanctus Infernum: http://www.myspace.com/sanctusinfernum

Sito BadMoodMan Music/Solitude Prod: http://solitude-prod.com/