SAMAIN
Vibrations Of Doom
Etichetta: RoadRunner
Anno: 1984
Durata: -- min
Genere: heavy metal
Premetto subito che non si tratta della band fondata da Glenn Danzig, il combo in questione è di origine germanica e ha realizzato solo quest'album oltre a vari demo in studio e live.
Si tratta di una classica formazione a cinque elementi con due chitarristi, tipica formazione di Saxon, Accept, Judas Priest e AC/DC di cui si sentono evidenti le influenze in tutti i brani del disco.
Appena la puntina si poggia sul vinile si resta disorientati, perché l'intro di tastiere è decisamente progressive, in pieno contrasto con i brani che seguiranno.
Il songwriting è improntato ad un sound compatto ma semplice, i riff sono continuati e melodici, con una sezione ritmica che non fa fatica alcuna a seguire tempi non certo veloci. Gli assoli sono semplici, melodici e senza virtuosismi eccessivi e comunque sempre inseriti con maestria all'interno delle canzoni. Il cantante possiede una voce espressiva, per intenderci la voce può essere descritta come un incrocio tra Byford e Dirkschneider.
Come già detto il gruppo copia in modo certe volte pesante i Saxon, gli Accept ed anche gli AC/DC come in "Gonna Swing My Chariot", ma questo non pregiudica la godibilità di questo album, ci sono canzoni con una struttura semplice per un headbanging sfrenato.
L'ascolto scivola via piacevolmente e riporta alla mente gli anni ottanta, quando le band non cercavano di stupire a tutti i costi ma pensavano a divertirsi, componendo e suonando brani che non brillavano certo per originalità ma che sicuramente infondevano più energia di certi dischi superprodotti e suonati in modo superlativo ma che alla fine risultano freddi e distaccati.
(metalchurch - Settembre 2003)
Voto: 8
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