SALACIOUS GODS
Piene

Etichetta: Folter Records
Anno: 2005
Durata: 42 min
Genere: black metal con influenze thrash


L'origine degli olandesi Salacius Gods va rintracciata nel lontano 1994, quando la band si chiamava Profanatica. Il nuovo monicker venne adottato in quanto esisteva già un gruppo, proveniente dagli Stati Uniti, che si chiamava allo stesso modo. Nel 1998 iniziarono le registrazioni del primo demo, intitolato "The Slumbering Silence", e proprio in quel periodo Henri Sattler dei God Dethroned, dopo aver assistito ad un loro concerto, decise di metterli sotto contratto per la Coldblood Industries, etichetta di sua proprietà. Forti di questa collaborazione, i Salacious Gods riuscirono a vendere tutte le 200 copie del demo in un solo mese ed iniziarono subito a lavorare al primo album, "Askengris", che vide la luce sempre nel 1998. Ma fu dopo l'uscita di "Sunnevot", loro secondo disco, che la popolarità della band si impennò, tanto che i Salacious Gods si esibirono a fianco di gruppi come Enthroned, Ancient Rites, Necrophobic, Taake, Impiety, Horna e Zemial. Dopo alcuni avvicendamenti di line-up e la pubblicazione del promo "Mutilation", i Salacius Gods firmarono per la tedesca Folter Records e realizzarono "Piene", il loro terzo lavoro in studio. Così come per i dischi precedenti, il titolo non è in inglese, ma in un dialetto olandese, la lingua madre dei membri del gruppo.
"Piene" si presenta con una copertina che non stuzzica molto l'interesse, eppure basta ascoltare le prime note dell'opener "Knekelvoeste" per venire subito investiti da una violenza incredibile. Lo stile del gruppo è un black metal abbastanza vario e molto tirato. La sezione ritmica dà una marcia in più ai pezzi, grazie a blast-beat velocissimi e rullate devastanti. I riff sono spesso dinamici e diretti, debitori al thrash in più di una circostanza. Ovviamente i Salacious Gods fanno riferimento alla frangia più estrema del genere: loro stessi, infatti, si sono proposti di creare un incrocio tra Bathory e Nocturnal Breed. Non mancano, infine, alcuni accenni all'heavy classico, soprattutto nei passaggi più melodici di "Hexencult".
Forti di una registrazione decisamente sopra la media, queste dieci canzoni riescono a sprigionare una furia devastante. Il riff portante di "Black Bile Desecration" è quasi memorabile, ma in realtà tutta la canzone viaggia su livelli da brivido. Il resto non delude, anche se questo episodio rimane il migliore. Con "Jeskaolt In Piene" le ritmiche si fanno più ragionate e martellanti. In realtà è solo un'impressione: dopo le prime battute con la doppia cassa sparata, la band torna a mietere vittime con accelerazioni tiratissime.
"Annexation To The Pentagram" presenta delle sferzate thrash che non si amalgamano perfettamente col resto, ma rimane un altro brano interessante, mentre "Scars On My Wrist" riporta l'ascolto su livelli assolutamente devastanti. "Hexencult" fonde riff di ispirazione thrash con ritmiche sparatissime, inserendo pure qualche timido accenno all'heavy classico, mentre "Sarin Attack" e "Slaughtering Blasphemic Hellforce" ribadiscono la violenza delle canzoni poste in apertura.
Curiosamente "Striem'n Op De Pokkel 1227" è introdotta da un suggestivo arpeggio. Si tratta di un brano molto evocativo, sicuramente uno dei migliori dell'intero lavoro. Interessante la sovrapposizione di una chitarra arpeggiata alla batteria in blast-beat, a testimoniare che questi olandesi non ne vogliono proprio sapere di rallentare! Le battute iniziali vengono riprese nuovamente nel finale. "Das Todentall" chiude degnamente un disco davvero interessante.
Le fonti di ispirazione dei Salacious Gods spaziano dagli Enthroned agli Impiety, ma alcuni riff di "Black Bile Desecration", "Jeskaolt In Piene" e "Hexencult" mi ricordano pure gli Impaled Nazarene! Proprio il particolare gusto per la melodia dimostrato in questi tre pezzi mi porta ad accomunare i Salacious Gods ai gruppi black della scena finlandese. Il cantato acuto e la sezione ritmica devastante sono invece i punti d'incontro con gli Enthroned. Tecnicamente il gruppo si difende, soprattutto considerando il genere. Non sono presenti veri e propri assoli, tranne forse su "Slaughtering Blasphemic Hellforce", tuttavia i riff sono ben strutturati e soprattutto mai banali o scontati.
Sicuramente uno dei punti di forza dell'album sta nella sua omogeneità. Salvo qualche episodio breve ed isolato, non c'è un riff che manchi di impatto. Grossi difetti non ce ne sono, anche se, a parer mio, c'è ancora qualcosa da sistemare. Per il momento il gruppo sa esprimersi meglio su lidi black, non riuscendo ad amalgamare benissimo le influenze thrash. Per gli amanti dell'hyperblast, ad ogni modo, questo è un disco da avere.
(BRN - Luglio 2005)

Voto: 8


Contatti:
Salacious Gods
Iezelzweard
Bargerweg 1
7765 AE Weiteveen
THE NETHERLANDS
Mail Salacious Gods: iezelzweard@salaciousgods.com/
Sito Salacious Gods: http://www.salaciousgods.com/

Sito Folter Records: http://www.folter666.de/