SADUS
Swallowed In Black

Etichetta: RoadRunner
Anno: 1990
Durata: 44 min
Genere: thrash/death


Dopo aver fatto ottime impressioni nell'underground americano col loro album di esordio, i Sadus vennero messi sotto contratto dall'olandese RoadRunner, stampando quindi il loro secondo album "Swallowed In Black". Lo stile è simile al precedente "Illusions", ossia un thrash/death che deve molto agli Slayer ed ai primi DEATH, ma qui troviamo già degli accenni di evoluzione: pur restando sparate ed incazzate, le canzoni sono molto più pensate e tecniche, avvicinandosi un po' alla svolta effettuata dai DEATH con "Spiritual Healing". Gli Atheist stavano cominciando a fare proseliti, difatti questo album può essere messo tra i precursori del techno-death.
La velocità delle canzoni è rimasta in media molto alta, ma qui troviamo più variazioni, qualche rallentamento ed una varietà maggiore. Quando c'è da pestare i Sadus non se lo mandano certo a dire da nessuno, sanno sempre menare di cattiveria, soprattutto Jon Allen alla batteria spacca come pochi, i suoi piatti stoppati mi fanno sempre godere! I due chitarristi Darren Travis e Rob Moore riescono sia a sparare riff grezzi in serie, sia a dimostrare che hanno imparato a suonare parti più cadenzate ed intricate. Ma quello che emerge tra tutti è Steve Di Giorgio al basso: con quest'album ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto, riuscendo a suonare parti incazzate e contemporaneamente tecnicissime ed intricate, diventando la marcia in più del gruppo, visto che normalmente i bassisti nel thrash e nel death si limitavano ad un ruolo di contorno, mentre lui diventa il componente fondamentale. La voce di Travis è sempre la stessa: un bel vocione urlato e corrosivo, non ha nulla a che vedere col growl, ma riesce lo stesso ad avere un ottimo impatto.
La produzione è molto buona, con le chitarre belle grezze e potenti, una batteria che spacca, e soprattutto le parti di basso sono registrate perfettamente e messe in evidenza come deve essere quando a suonarle è Di Giorgio. La confezione è molto buona, ci sono tutti i testi, e l'immagine di copertina è semplicemente strafiga, con una specie di mostro delle paludi che tiene in mano una sfera di cadaveri.
In conclusione questo è un album veramente figo, che straconsiglio ai metallari a cui piace il thrash/death violento ma allo stesso tempo tecnico ed intricato. Ci stanno album migliori in giro, ma proprio pochi in fin dei conti, e questo è un album importante per capire l'evoluzione del techno-death. Trovarlo ora è piuttosto difficile, quindi se ve lo trovate davanti non pensateci due volte e compratelo! Alla peggio cercate qualcuno che ve lo presti, quest'album va conosciuto.
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 9