SADUS
Illusions / Chemical Exposure
Etichetta: Sadus Records (recensita la ristampa su CD della RoadRunner del 1991)
Anno: 1988
Durata: 29 min
Genere: thrash/death
Questo è l'album d'esordio dei californiani Sadus, all'inizio era stato stampato solo su vinile dalla Sadus Records (in pratica era un'autoproduzione) col titolo "Illusions", poi venne ristampato su MC e CD dalla RoadRunner nel 1991 col titolo "Chemical Exposure" e con una copertina diversa, quindi le due edizioni hanno di uguale solo le canzoni, mentre artwork e titolo sono diversi.
I Sadus di solito sono conosciuti dai metallari per la presenza in formazione del grande bassista Steve Di Giorgio, diventato famoso per aver suonato su due album dei DEATH. Va però detto che ha esordito coi Sadus, si era fatto conoscere grazie a loro e questa è stata la sua band fino a pochi anni fa.
Lo stile dell'album è un misto tra il thrash spaccatutto di Slayer e Dark Angel ed il death vecchia scuola tipo "Scream Bloody Gore". Quindi abbiamo canzoni belle tirate e praticamente senza la minima melodia, sono tutte dei pugni in faccia diretti e senza fronzoli. La velocità esecutiva è molto alta, sono tutte delle schegge impazzite, tranne la decima e conclusiva "Chemical Exposure", che in pratica è un'outro strumentale di 2 minuti fatta quasi solamente di feedback e senza la minima struttura.
La musica di per sè potrebbe rientrare senza problemi nel death vecchia scuola, ma quello che non rende quest'album puramente death è la voce del chitarrista Darren Travis, che non è un vero growl, ma è una voce corrosiva ed incazzata, che un po' mi ricorda quella di Blitz degli OverKill. La base musicale è la dimostrazione di come si possa suonare veloci ed incazzati: tutti gli strumenti sono sempre pestati a manetta, senza ricorrere a finezze stilistiche, ma pensando solamente a fare più casino possibile. Nell'album ci stanno una bella serie di riff e pure un po' di assoli sparati in puro stile Slayer, e le canzoni risultano sempre vivaci e varie, senza mai annoiare. Il lavoro di Di Giorgio è molto buono, accompagna perfettamente la violenza degli altri senza strafare e suonando delle tracce di basso belle incazzate e dirette.
La produzione è buona, certo non abbiamo dei suoni puliti e perfettini come va di moda oggi, ma in fin dei conti un album thrash/death deve avere dei suoni incazzati e grezzi, e questo ce li ha, oltretutto si seguono tutti gli strumenti senza problemi. Non so come sia la confezione della prima stampa, ho solo visto la copertina. La ristampa su CD ha una confezione discreta con tutti i testi, la copertina è una foto del gruppo in negativo stampata in verde e nero, nulla di clamoroso ma non fa nemmeno schifo.
In conclusione quest'album non è un capolavoro, ma resta un ottimo esempio di thrash/death vecchia maniera, sparato, incazzato e grezzo come si deve. Se vi piacciono gli Slayer oppure i primi album dei DEATH allora cercate di procurarvelo, troverete delle belle canzoni che vi spaccheranno il collo. E' difficile da trovare perché è fuori stampa da anni, ma su qualche mailorder c'è ancora, meglio approfittarne prima che finisca.
(teonzo - Settembre 2002)
Voto: 8.5