SADUS
Elements Of Anger

Etichetta: Mascot Records
Anno: 1997
Durata: 49 min
Genere: thrash sperimentale


Dopo 4 anni e una bella serie di casini personali (sono rimasti in 3 dopo l'abbandono del chitarrista Rob Moore) i Sadus registrarono il loro quarto ed ultimo album, ossia questo "Elements Of Anger". Lo stile segue l'evoluzione intrapresa con gli album precedenti, ossia canzoni sempre meno violente, più ragionate e sperimentali. Però come stile si discosta un bel po' rispetto ad "A Vision Of Misery", come se avessero saltato un passo intermedio.
Ora le canzoni non hanno più le parti sparate tipiche degli esordi, ma sono tutte su tempi medi o lenti. La base è un thrash molto tecnico, con riff intricati e studiati, ormai non c'è più nessuna parte lasciata al puro istinto ed all'incazzatura sfrenata. A questa base si aggiungono un bel po' di sperimentazioni e di influenze esterne: ci sono parti influenzate dal jazz, parti influenzate dalla psichedelia, parti riconducibili all'hard rock anni '70, e addirittura nella canzone "Safety In Numbers" c'è un pezzo preso tale quale da una colonna sonora di un film western di Sergio Leone (forse "Per Un Pugno Di Dollari", non me lo ricordo più). Insomma, si parte dal thrash e si fa un bel giro per l'universo musicale!
Le parti di batteria e di chitarra sono quelle più "normali", per la maggior parte del tempo suonano un thrash cadenzato, complesso e pieno di cambi di tempo e stacchi vari. Il basso invece se ne sta sempre per gli affari propri, slegato in maniera totale dal resto della musica. Qui Di Giorgio ha voluto andare per conto suo e creare delle linee stranissime, in certi punti sembrano quasi liquide, in altri punti sono pulsanti, in altri ancora spaziali... ok ragazzo, sei bravissimo a suonare, ma pensa che ci sono anche gli altri nel gruppo...!!! La voce di Travis è sempre urlata ed abrasiva come al solito, anche se in alcune canzoni canta in maniera bisbigliata, ed il risultato finale è come quello del basso, visto che il cantato si lega poco al resto della musica.
La produzione è semplicemente perfetta, pulita e potente come poche, credo sia una delle ultime volte che il mitico Scott Burns abbia fatto da produttore in ambito metal, va segnalata la frase nei ringraziamenti "Scotty Burns for being Scotty Burns", hahahahaha!!! La confezione è figa, uno dei primi lavori di Travis Smith (oggi ormai lo troviamo dappertutto come il prezzemolo), anche se alcuni testi si fa fatica a leggerli.
Per me questo è un album riuscito a metà: alcuni spunti sono veramente notevoli, ma preso in generale questo album lascia l'amaro in bocca, sia perché molte parti sono slegate tra loro, sia perché alcuni punti sono proprio noiosi e prolissi, ma soprattutto perché in confronto agli album precedenti il calo qualitativo è notevole... se ripenso che prima di questo hanno fatto "A Vision Of Misery" mi viene sempre da bruciare il CD!!!
In conclusione consiglio l'acquisto solo ai fanatici del gruppo, a chi voglia sentire cosa può fare Di Giorgio quando gli gira di provare robe veramente strane, oppure a chi cerca tutti i lavori di thrash sperimentale. Chi vuole roba di puro metal se ne stia alla larga, altrimenti si incazzerà come una belva!!! Con questo album i Sadus hanno provato a sperimentare cose nuove e fuori dal metal, un po' sulla scia di Atheist e Pestilence, ma purtroppo l'album è riuscito solo a metà. In seguito si ritrovarono per provare a comporre un quinto album, e videro che artisticamente non avevano più nulla da dire, così si sciolsero.
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 7