SADNESS
Ames De Marbre
Etichetta: Witchhunt
Anno: 1993
Durata: 36 min
Genere: Doom / Dark
Ormai è una certezza: la Svizzera caga fuori
solamente
gruppi fighi! Dopo Hellhammer, Celtic Frost, Coroner,
Krokus
eccetera, arrivano i Sadness, trio di Sion dedito
ad un doom con fortissime
influenze dark/folk; immaginate
un ipotetico ibrido tra gli Anathema di
"The Silent Enigma"
ed i Frost del Pandemonio con i Dead Can Dance dei dischi
più
etnici e i Bauhaus. I Sadness fondono alla perfezione questi elementi, creando una musica molto originale che ha la caratteristica
di
essere maledettamente malinconica e disperata.
Un perfetto
manifesto della
proposta degli svizzeri potrebbe essere il secondo
brano del disco, "Lucurs".
6 minuti di tristezza infinita, di
melodie da lacrime agli occhi e di
profonda disperazione!
Incredibilmente stupenda è pure la traccia successiva,
non a caso
intitolata "Tristessa", narrata in Spagnolo ("La soledad increible del desarraigo humano"), su di uno sfondo di flauti e zufoli
dalle
atmosfere vagamente voodoo.
Non sperate di sorridere con "Opal Vault", dai
violini senza speranza,
dove la voce lamentosa di Steff Terry (alla T.G.
Warrior) si fonde
con una rabbia comunque vana e senza speranza.
Ma la
perla del disco viene ora, e si chiama "Tears Of Sorrow".
Introdotta da una
suadente voce femminile,
ci accompagna verso l'inevitabile declino della
nostra vita, impregnandola
di un alone più nero della notte; quando poi
compaiono i violini la fine
è ormai giunta... perché sperare? Non c'è
alternativa all'oblio che
inevitabilmente ci avvolgerà tutti (immagino che vi
stiate toccando da
svariate ore!). Mentre il brano finisce in un pandemonio
di voci e suoni
arriva "Red Script", caratterizzata da grida disperate che
fanno salire
i brividi lungo la schiena. Il disco va poi a chiudersi con
"Antofagasta",
che ci porta direttamente in riva al mare, coi suoni delle
onde che
si infrangono negli scogli e dei gabbiani che "volano sopra la
pazzia umana".
Una pazzia che è da una parte ignorare il destino
dell'uomo e farsene
beffa, dall'altra sprecare questa occasione chiamata
vita; i Sadness
ci pongono di fronte a questa duplice interpretazione, con
la loro
musica tristissima che pare non avere più speranze perché pienamente cosciente della malinconia e della futilità delle nostre esistenze, appese ad un filo sottilissimo. Musica quindi per pochi, anzi per pochissimi; molti non apprezzeranno questo disco reputandolo noioso,
ma
quelli di voi che riusciranno a comprenderlo sono sicuro che si innamoreranno perdutamente di "Ames De Marbre".
Lodi quindi ai Sadness,
che insieme ad Anathema e My Dying Bride
propongono una musica bellissima e
assolutamente originale!
(Randolph Carter - Novembre 2002)
Voto: 9