SADAKO
Hikikomori

Etichetta: Transwaved Records
Anno: 2007
Durata: 49 min
Genere: heavy/gothic metal con riffoni post-thrash ed inserti elettronici


Le strade di Shapeless Zine e degli austriaci Sadako tornano ad incrociarsi, a due anni di distanza dal primo, non proprio lusinghiero incontro. Infatti, rileggendo la recensione di "Bedtime Stories" scritta dal mio storico collega Moonfish, non si può che rimanere sconfortati dalla descrizione, graffiante come suo stile, di un gruppo tanto ambizioso quanto immaturo.
"Bedtime Stories" è il titolo dell'album d'esordio della band, datato 2006. Prima di esso, e con una formazione leggermente diversa, il gruppo aveva pubblicato soltanto il demo "Papas Gonna Bomb You..." del 2004. Il resto della loro produzione si può ritrovare sparso in diverse compilation, in una quantità abbastanza consistente per una band formatasi solo nel 2003.
"Hikikomori" segna il ritorno del gruppo, agguerrito come non mai, e forte del contratto rinnovato con la Transwaved. La formazione che ha inciso il CD vede Benji_D (basso, sintetizzatore, sequenze, campionamenti), David (batteria, programmazione), Marx (voce, sintetizzatore, campionamenti, produzione), Renè (chitarre) e Tom (chitarra, programmazione). Le registrazioni hanno avuto luogo nel Transwaved Studio tra gennaio e giugno 2007.
"Hikikomori" si presenta molto bene, grazia ad una copertina in digipack dai pregevoli colori chiari. In copertina campaggia il disegno, livido, di una ragazza seduta nell'angolo di una stanza, messa in posizione di difesa, con le braccia strette al petto e le gambe rannicchiate verso di sè. Il libretto, di sedici facciate, racchiude tutti i testi e le informazioni relative alla registrazione.
L'immagine di copertina non è casuale, anzi è legata a quello che è il titolo del CD, "Hikikomori". Questo termine, ovviamente giapponese, indica quel fenomeno che vede alcuni individui molto isolati, che praticamente si cancellano dalla vita sociale. La parola indica sia queste persone, sia il fenomeno in sè. In teoria, gran parte dei testi dovrebbero essere legati a questo tema, anche se a parer mio hanno più un carattere introspettivo, depresso, ma nei quali non si riesce ad individuare una reale aderenza al tema del hikikomori.
Passiamo quindi alla musica, che il mio collega Moonfish aveva se non proprio massacrato, almeno maltrattato. E, alla luce di quanto ascoltato in questi quarantanove minuti di musica, i Sadako sono maturati moltissimo (anche se le fantomatiche influenze asiatiche, citate nei fogli promozionali, continuano ad essere inesistenti...). Il disco scorre in maniera piacevole dalla prima all'ultima nota, e le tredici traccie qui presenti (e non diciotto come nel precedente, un po' troppe) riescono a prendere subito. Stilisticamente, il gruppo propone un heavy metal spesso condito da riffoni post-thrash, che fa della potenza d'impatto il suo credo. A questo, va aggiunta una voce relativamente profonda, espressiva, dal sapore più gothic che metal. Il tutto è condito da una buona dose di elementi elettronici, spesso presenti a livello ritmico, e altre volte utilizzati per arricchire ed insaporire l'arrangiamento. Ecco, in poche frasi, questa è la musica proposta dai Sadako. Quindi, non si può dire che ci siano stati cambiamenti drastici rispetto al predecessore "Bedtime Stories", tanto più che esso viene richiamato palesemente dal trio di canzoni intitolate "La Ultima Hora - Book II: Failure:Red", continuato proprio delle precedenti "La Ultima Hora". Nella recensione del vecchio album erano stati sottolineati i legami con certo nu-metal, che a parer mio non sono così forti come si potrebbe pensare: è però indubbio che lo stile della band sia moderno, e non sia rimasto indifferente alle tendenze musicali pesanti più di successo negli ultimi anni.
Ora, dopo questa premessa, non possiamo che prendere atto del miglioramento artistico dei Sadako. Le canzoni sono costruite con criterio, e le chitarre sono molto potenti. In genere, le sezioni elettroniche sono ben missate, sia come volumi che come "amalgama sonoro", con quelle metal. L'unico punto nel quale si sente una netta differenza di volumi è tra il termine dell'introduzione e l'inizio di "Of Butterflies...". In questo caso, il volume del suono d'assieme del gruppo è minore rispetto all'introduzione elettronica. Però, rimaniamo su "Of Butterflies...", perchè questa canzone è uno specchio dei pro e dei contro della musica targata Sadako. Ascolto dopo ascolto, "Of Butterflies..." si rivela per ciò che è: una buona canzone heavy metal. Sì, la voce non è acuta nè potente, e l'arrangiamento è arricchito da qualche spunto elettronico, ma la canzone rientra nei canoni puri e semplici del heavy metal. Moderno sì, ma sempre heavy metal. E' una canzone ben fatta, suonata con grinta e ben equilibrata in tutte le sue parti, con un occhio di riguardo per la melodia. C'è qualcosa di male in tutto ciò? No, per nulla! Anzi! Mi pare però che una canzone come "Of Butterflies..." stoni con le premesse con le quali è stato presentato il disco. I foglietti promozionali, la stessa campagna pubblicitaria della Transwaved, indica i Sadako come qualcosa di originalissimo, di nuovo, nel quale l'elettronica si incrocia con il metal creando qualcosa di innovativo e stupefacente. Addirittura, uno slogan del quale si fanno forti è questo: "Dare To Experiment". A parer mio, di sperimentale qui non c'è proprio nulla. "Of Butterflies..." è una canzone bella, ma che non sperimenta affatto. E questo può essere ripetuto per quasi tutte le restanti canzoni del CD. Tutte le scelte compositive attuate dai Sadako non sono per nulla uniche ed originali, ma altri gruppi le hanno anticipate più e più volte. Quindi, secondo me è sbagliata l'impostazione della campagna promozionale dei Sadako, perchè crea premesse che vengono regolarmente tradite. Se i fogli promozionali insistessero di meno sul sapore sperimentale della loro musica, nessuno rinfaccerebbe mai al quintetto di proporre una musica diversa dalle aspettative. Dovrebbe essere piuttosto la critica a dire quando e come i Sadako risultino personali e creativi. In alcuni momenti la ricetta funziona. Se in "Of Butterflies..." l'elemento elettronico risulta superfluo, in altre canzoni esso è essenziale. Mi riferisco ad esempio a "Ikuko", probabilmente una delle canzoni più belle dell'intero CD, sebbene l'irruenza lasci in questo caso spazio all'emozione. In alcuni momenti i sintetizzatori creano bellissime pavimentazioni sonore sulle quali Marx interpreta il testo in maniera impeccabile. Ma anche il coro nel finale, così esagerato e pomposo, non può che aprire il cuore degli amanti della musica eccessiva e lievemente decadente.
Altro gran momento del CD è "Bigger Than Lie", dove l'elemento dark, ai limiti dell'EBM, è perfettamente legato alla ritmica metal: la canzone coinvolge, trascina e risveglia dal torpore.
Tutto il resto è di buon livello, carino e ben realizzato, e ci fa comprendere come i musicisti non siano degli sprovveduti. Buone le prove anche dei vari ospiti femminili nel corso della suite di tre canzoni che chiude il CD, la già citata seconda parte di "La Ultima Hora".
Dunque, "Hikikomori" è un perfetto esempio di ciò che i Sadako hanno da proporci ora come ora. Con tutte le sue luci e le sue ombre. Le luci sono rappresentate da un songwriting efficace, ben realizzato e dalla maturazione esponenziale che hanno avuto dai tempi di "Bedtime Stories". Le ombre, beh, sono più o meno le stesse evidenziate dal disco precedente, anche se in minore: sia dal punto di vista tematico, che da quello musicale, il gruppo non è ancora riuscito a focalizzare bene i suoi obiettivi. Vuole trattare un tema coi propri testi, e poi lo tocca solo marginalmente; afferma di sperimentare, ma in realtà non fa che proporre idee già sfruttate da altri. Insomma, forse è sbagliato il modo di proporsi della band, che si presenta diversa da ciò che è. Ed è un peccato, perchè dal punto di vista compositivo i nostri ci sono, e la loro musica presenta spunti commercialmente appetibili.
Diamo tempo a questi Sadako di crescere, e sosteniamoli: d'altro canto, io apprezzo e promuovo sempre quei gruppi che, disco dopo disco, dimostrano di crescere e migliorare.
(Hellvis - Agosto 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail Sadako: info@sadakomusic.com
Sito Sadako: http://www.sadakomusic.com/

Sito Transwaved Records: http://www.transwaved.net/