SACRED REICH
The American Way
Etichetta: Metal Blade - Enigma
Anno: 1990
Durata: 35 min
Genere: thrash
La band statunitense (non sono tedeschi xenofobi)
immeritatamente è tra le meno famose nell'ambito thrash, ma di certo
non sono inferiori a tante altre bands più osannate, questo è il loro
secondo LP escludendo i due EP precedenti. Il disco propone delle liriche
(riportate nel libretto) a sfondo sociale e in particolare risultano
critiche verso la società americana (nella copertina è raffigurata la testa
della statua della Libertà con delle braccia che fuoriescono dalle finestre
cercando aiuto), nell'ultima canzone 31 Flavors la band cita parecchi
artisti che apprezza (Red Hot Cilli Peppers, Faith No More, Metallica,
Sting, Hendrix, Black Sabbath, Prince, Fishbone, NWA, Mr Bungle). Mente del gruppo e compositore assoluto è Phil Rind bassista e cantante. La musica che
propongono è il classico thrash della Bay Area, basato su tempi medi. Tra
le canzoni da segnalare vi è Crimes Against Humanity, fantastica con
l'intro di batteria e basso che contraddistinguono la canzone creando
accelerazioni contornate da assoli chitarristici, mentre 31 Flavors si distacca
totalmente dal resto dell'album con la sua sua sezione di fiati e il ritmo
funkeggiante, con questa canzone i Sacred Reich dimostrano di avere
ampie vedute musicali e di essere ottimi musicisti. In definitiva non riuscirete
a stare fermi ascoltando quest'album che non presenta momenti di cedimento ma si
mantiene su buonissimi livelli compositivi, li apprezzo moltissimo perchè
è un gruppo che mette in risalto il ruolo del basso, che incide
in maniera decisiva per il sound del gruppo. Da notare che il cantante che ha
una voce chiara, decisa e non acuta, fortunatamente non rientra nella
categoria degli urlatori come Tom Araya (Slayer) e Chuck Billy
(Testament).
(metalchurch - Gennaio 2002)
Voto: 9
Il lavoro più bello dei Sacred Reich secondo me, ed uno degli album che ogni thrasher dovrebbe avere!!! Come stile suonano un thrash influenzato dall'hardcore un po' sulla scia dei Nuclear Assault, quindi canzoni incazzate e brevi. Il cantante è un grande per me, non ha la vocetta bellina e perfettina, ma anzi è cattivo e marcio (in senso buono) proprio come piace a me!
(teonzo - Gennaio 2002)
Voto: 9
Questo è sicuramente l'album piu' bello del quartetto americano: ottime
melodie, accelerazioni improvvise e un ottimo cantato! Phil Rind non è
sicuramente il migliore cantante thrash del mondo, ma era sicuramente
adattissimo per i "suoi" Sacred Reich! Inkazzuso, e soprattutto con una voce
personale!! Si sente che i pezzi sono tutti suoi: la musica si adatta
perfettamente alla linea vocale, e anche alla traccia di basso, che non è
mai eccessivamente complessa, ma sempre d' impatto!! In generale l'album
suona proprio cosi': le canzoni sono abbastanza semplici e lineari, ma
hanno davvero un bel tiro! Ascoltate "The american way" e capirete come non
sempre serve mettere 124555598443 note per fare una bella canzone!
(EvilEnry - Gennaio 2002)
Voto: 9
Un album veramente buono. Nulla di sconvolgente o clamorosamente originale,
ma un buon thrash che si riascolta ancora oggi con piacere. I Sacred Reich
raramente raggiungono qui grosse velocità (vedi a tal proposito l'assolo di
"Crimes Against Humanity" o la seconda parte dell'incazzata "Who's To
Blame"), ma puntano piuttosto su tempi medio-veloci. Nonostante ci siano
molti stacchi le canzoni non perdono mai la loro carica; giova in questo
senso anche la relativa durata delle stesse e dell'album in generale. La
voce di Phil Rind, anche ottimo bassista, è perfettamente funzionale al
genere proposto, dura e decisa senza eccessive esagerazioni. Per chi ama il
thrash è album sicuramente consigliatissimo.
(Linho - Ottobre 2002)
Voto: 8