SACRAMENTAL SACHEM
Anxiety (MCD)

Etichetta: Power Records
Anno: 2001
Durata: 27 min
Genere: heavy metal


I Sacramental Sachem non esistono più. O, meglio, esistono ancora ma hanno cambiato il monicker in Fuelblooded. La scelta è stata presa alla luce della line-up rivoluzionata e dei cambiamenti stilistici. Ma Michiel Rutten (chitarre) e Michel Steenbekkers (basso), gli unici superstiti dei Sacramental Sachem, non rinnegano certo il loro operato nel corso degli anni. Questo MCD, l'ultimo della band olandese prima del cambio di nome, è stato inviato a Shapeless assieme al promo dei Fuelblooded. Si tratta di un valido esempio di heavy metal, frutto del mestiere di un gruppo che ha iniziato la sua avventura nel 1989. I Sacramental Sachem sono abbastanza conosciuti in Olanda ed hanno pubblicato un buon numero di lavori: "Demo 1992", "The Dulcinities Were Wrong" (EP - 1992), "Promo 1994", "Recrucifiction" (CD - 1995), "Demo 1997", "2nd Promo" (1998) ed infine "Anxiety" (MCD - 2001).
La formazione in questo MCD è la seguente: Mark Van Empel (voce), Michiel Rutten (chitarre), Michiel Stekelenburg (chitarre), Michel Steenbekkers (basso) e Luciano Marras (batteria). "Anxiety" è stato registrato nel maggio del 2000 allo studio R529. La registrazione è nitida e potente.
L'inizio di "Pedestal Of Lies" è piuttosto lento ma al tempo stesso vigoroso. Il lavoro delle chitarre è ottimo, in particolare l'interessante melodia solista di Stekelenburg posta in apertura. Improvvisamente, la traccia accelera. La ritmica si fa più serrata e finalmente il cantante Mark può esibirsi col suo timbro di voce potente e pulito. Il suo modo di cantare ben si adatta allo stile violento e melodico dei Sacramental Sachem. Le due asce intervallano il cantato e la ritmica con piacevolissimi riff o assoli gemelli. Particolarmente azzeccati gli assoli ad intreccio di Rutten e Stekelenburg a metà canzone. Questa è un traccia di puro e vigoroso heavy metal, arrangiata con gusto personale, mestiere e grande rispetto per la tradizione. Da segnalare la notevole prova di Luciano alla batteria: precisione, potenza e predilezione per l'uso della doppia cassa.
La prima parte della title-track non è molto veloce. Il suo incedere deciso crea un'atmosfera minacciosa. L'arrangiamento tende ad essere essenziale e a privilegiare i suoni cupi. Dopo il secondo ritornello il ritmo si fa più veloce. Rispetto a "Pedestal Of Lies" questa canzone vanta una maggiore agilità. I musicisti hanno optato per una prova in sordina onde favorire l'esibizione di Mark. La sua prova è buona anche se alla lunga la sua voce risulta monotona: questo cantante pecca in espressività. Nel finale i Sacramental Sachem si decidono finalmente a pestare e lo fanno con vigoria invidiabile. Complessivamente "Anxiety" è una canzone ben fatta, priva di inutili fronzoli. Un saporito frutto del mestiere di questa band.
La terza traccia è la cattiva "Weapons Of The Gods". La sezione ritmica pesta di brutto; Mark abbandona il cantato pulito in favore di una voce più distorta. Questa canzone punta a far male pertanto ogni assolo è bandito. Le chitarre si fanno ammirare unicamente per la varietà dei riff. Da segnalare il contributo dell'ospite Rene Merkelbach alle tastiere: il suo intervento dona un'idea di atmosfera in una sezione del brano.
"Sentenced To Live" si apre con un giro del basso di Steenbekkers. Quando la band comincia a suonare al gran completo, l'ascoltatore non può fare a meno che lasciarsi andare ad un sano headbanging. Non che la canzone raggiunga velocità comparabili al thrash però il ritmo è irresistibile. Anche la melodia e i riff sono interessanti: risultano coinvolgenti sin dalle prime battute. Il ritornello è discretamente orecchiabile ed è su di esso che si chiude il brano, non prima però di regalare all'ascoltatore due assoli di ottima fattura.
L'incipit di "S.E.E. (Surveying Electronic Eyes)" mette in mostra l'abilità tecnica dei Sacramental Sachem. Questa traccia, l'ultima del MCD, vanta un'ottima strofa e un gran bel ritornello. Sicuramente sarebbe stata una delle migliori canzoni del lotto se non si dilungasse eccessivamente nel finale. Secondo il mio modesto parere l'ultima sezione è superflua. Bastava ripetere due volte il ritornello ed il gioco era fatto. Comunque, questo appunto a parte, anche in questo caso il quintetto olandese sfoggia un discreto talento nel creare buoni brani heavy metal.
Consiglio a tutti gli amanti dell'heavy metal di provare ad accostarsi a questa band olandese. Per informazioni sui cambiamenti avvenuti col cambio di monicker, rimando il lettore alla recensione dei Fuelblooded.
(Hellvis - Febbraio 2004)

Voto: 7.5


Contatti:
Fuelblooded
c/o Michel Steenbekkers
Eerste Reit 8 - 5233 JP
's-Hertogenbosch
THE NETHERLANDS
Mail: sac_sachem@hotmail.com
Sito internet: http://www.listen.to/sachem