SAAL DREI
Licht
Etichetta: Thorshammer
Anno: 2001
Durata: 46 min
Genere: Ambient/ Trance/ Psichedelia
Non bisogna mai dare per scontato ciò che gravita attorno all'universo Thorshammer. Abbiamo visto i musicisti esibirsi nel death metal, nell'art rock e nel jazz. Il progetto Saal Drei vede gli stessi elementi dilettarsi in un raffinato esperimento psichedelico. L'utilizzo di questo termine è molto generico, ma è l'unico che mi viene in mente per descrivere la musica della band. Il loro genere è una mescolanza minimale di elementi ambient, trance e dal jazz più atmosferico.
I Saal Drei hanno la stessa line-up dei Thorshammer, dei Six Of A Perfect Pair e degli Art Line. L'unica differenza è che il trombettista Soren Linke figura come ospite e che alla voce c'è la cantante Christiane Hebold, in arte Bobo. Quest'ultima è abbastanza conosciuta nei circuiti underground tedeschi ed è in stretta collaborazione con l'etichetta Thorshammer. La voce di Bobo è molto duttile, piacevole. L'unione tra i musicisti e la cantante dà vita ad una musica molto lenta, cerebrale ed eterea. La vena compositiva di Bobo trova un perfetto complemento nell'abilità tecnica dei musicisti. Il potente batterista Denis Stilke si limita ad accarezzare le pelli, creando ritmi delicati o contribuendo col suono del suo strumento alla composizione. Le tastiere di Gersom Herold sono onnipresenti: i temi sono minimali, formati da note molto lunghe ed impercettibili variazioni sonore (tipo Klaus Schulze, per intenderci). Serge Radke sorregge la melodia con i tocchi del suo basso mentre la chitarra di Torsten Uhlmann suggerisce qualche accordo, restando in genere defilata.
"Licht" (Luce) non è un disco facile e, nonostante il titolo, non è certamente solare. L'atmosfera generalmente è malinconica, molto intima. Occorre ascoltarlo parecchie volte per intuire le lievissime variazioni melodiche. Per un ascolto più spensierato, basta lasciarsi trascinare dalle atmosfere e dalla voce della cantante. Voce tra l'altro non dissimile a quella di Elisabeth Fraser e Hope Sandoval. I Saal Drei infatti possono ricordare in più di un frangente i Mazzy Star (psichedelia anni '80) oppure i Cocteau Twins (e il suono 4AD in genere). Di rado ci sono anche dei vaghi echi degli Scenic (ambient, pre-postrock di Los Angeles).
E' difficile commentare le varie tracce perché sono quadri così sintetici ed omogenei da sembrare un'unica, lunga suite. E' anche assurdo dividere gli strumentali dalle canzoni, perché la voce di Bobo funge da strumento. Spesso si limita a vocalizzi molto evocativi.
Prima ho citato il "4AD sound". Questo genere musicale che prende il nome da un'etichetta discografica, è noto anche per la grande importanza che dà alla veste grafica dei suoi dischi. In pratica, la copertina è un elemento non secondario ma ha pari valore al contenuto musicale. Tutti i dischi usciti per la Thorshammer sembrano aver ben presente questo concetto. "Licht" ha una copertina molto bella, nonostante il soggetto forse squallido che ritrae. Sulla copertina campeggia un palo della luce con solo il cielo sullo sfondo. Un cielo serale, forse imbrunito anche dallo smog. Lo stile della foto, l'impostazione grafica sono, senz'ombra di dubbio, la traduzione in immagini del suono dei Saal Drei. All'interno del digipack non ci sono i testi, ma una poesia intitolata "Stille" (Silenzio). E' nel silenzio più profondo che la musica della band tedesca lascia il suo eco indelebile. Ascoltare "Licht" con il giusto umore è un'esperienza affascinante.
Per i lettori di Shapeless è necessario specificare che questo disco è all'opposto, per suono e concezione, dal metal e dal rock in genere. E' probabile che molti di voi lo fuggiranno come la peste. Quelli di voi che non disdegnano l'ambient potrebbero provare a dargli un'ascoltata, magari scaricando gli mp3 dal sito della Thorshammer.
"Licht" è un album interessante anche se non perfetto. E' suggestivo ma lascia una piccola sensazione di incompiuto. E' come se ci mancasse un qualcosa per farne un disco di altro rango. Forse è la qualità complessiva delle canzoni che dev'essere migliorata. Il mio suggerimento è che i soliti musicisti lascino più spazio a Bobo, che è un'abile songwriter. Suonare sempre con le stesse persone spesso porta a una stasi compositiva. Visto che Herold, Uhlmann, Stilke, Linke e Radke hanno già un sacco di progetti per i quali suonare assieme, potrebbero trarre giovamento da idee esterne.
(Hellvis - Maggio 2003)
Voto: 7
Contatti:
Mail Thorshammer: info@thorshammer.de
Sito Thorshammer: http://www.thorshammer.de/