RUNENBLUT
Die Stimme Des Blutes

Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2005
Durata: 39 min
Genere: black metal con parti acustiche


I Runenblut sono un duo composto dal polistrumentista Morgoth, autore di tutte le musiche, e dal cantante Fjalar, il quale si occupa invece dei testi. Quello in questione dovrebbe essere il loro album d'esordio (come per tutti i promo inviatimi dalla Christhunt Productions, anche questa volta manca la biografia). Si tratta di una proposta che, senza staccarsi in maniera decisa dai canoni del black, si sforza di essere quantomeno personale. Accanto a sfuriate black, infatti, il gruppo inserisce svariati inserimenti atmosferici, in chiave ambient e folk, che contraddistinguono quasi tutte le canzoni. Le fonti di ispirazione sono soprattutto i gruppi nordici della prima ondata, dal momento che il riffing e la struttura dei pezzi sono piuttosto standard. Si passa dal black crudo di DarkThrone e primi Emperor o Immortal al black/thrash degli Impiety. In più di un'occasione si riscontra una certa epicità nelle note della chitarra.
Le parti black sono suonate d'istinto, in maniera non precisa ma molto spontanea, e per questo evocano una sensazione di pregnante malvagità. In alcuni tratti l'incedere si fa notevolmente lento, al limite del doom, ma l'atmosfera rimane sempre tesa e malsana, grazie al suono stridente delle chitarre e alla voce lacerante, anche se un po' troppo sguaiata per i miei gusti.
Un discorso diverso va fatto per i momenti più riflessivi, basati sulle note delicate delle chitarre acustiche, della tastiera e di alcuni strumenti a fiato. Molto spesso, infatti, questi episodi suscitano una certa calma che, pur scontrandosi con la violenza delle note black, non fa calare di tono l'album. Meno riuscite sono invece le divagazioni folk, le quali, seppur circoscritte, non suscitano gran curiosità. Decisamente discutibile, infine, l'utilizzo della voce pulita, assolutamente brutta e fuori luogo.
Il disco si condivide tra canzoni tirate, come "Am Pfad Der Linsamkeit" e "Kirchenbrand & Christenblut", ed altre ritmate, su tutte "Schlachtgesang", introdotta in maniera quasi apocalittica (cosa già sentita, peraltro, su "Deliverance" di Godkiller). I Runenblut prediligono comunque tempi abbastanza lenti, come testimoniano un po' tutte le tracce dell'album (in particolare "Zwischenspiel" o la splendida "Die Neue Zeit", breve e basata praticamente su un unico riff che ricorda l'atmosfera di "Mountains Of Might" degli Immortal). In qualche sporadica occasione sono stati inseriti degli assoli, che in genere non aggiungono nè tolgono nulla al resto.
Pur dimostrando di cavarsela e riuscendo a incastrare sapientemente riff aspri e arpeggi di pregevole fattura, il gruppo inciampa in qualche passaggio poco felice, a testimonianza che in futuro sono auspicabili dei progressi. La presenza di canzoni lunghe, come "Die Vergessenen Krieger", da un lato mostra la volontà di non voler rimanere intrappolati nei soliti schemi, dall'altro però fa emergere alcune lacune nel songwriting. Da migliorare anche la registrazione, scadente ma poco incisiva, e la resa della batteria, spesso in ombra rispetto alle chitarre.
"Die Stimme Des Blutes", in fin dei conti, è un album a cui val la pena concedere un ascolto, ma non impressiona particolarmente. La band ha le carte in regola per fare qualcosa di buono in futuro. Degni di nota i passaggi black/thrash, diretti ed incisivi. Da evitare, invece, esperimenti come l'intro di organo o la pessima "Stimme Des Blutes", cantata con voce pulita.
(BRN - Febbraio 2006)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Runenblut: http://www.runenblut-band.de.vu/

Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/