ROSSOMAHAAR
Quaerite Lux In Tenebris (Exploring The External Worlds)
Etichetta: Xtreem Music
Anno: 2002
Durata: ?? min
Genere: Symphonic Black Metal
Ecco un altro promo della Xtreem Music contenente poche canzoni intere e molte edit version. Non mi dilungo ulteriormente, vale lo stesso discorso fatto per i compagni d'etichetta Human Mincer, con l'aggiunta che, in questo caso, le canzoni sono tagliate pure bruscamente, in mezzo a un riff, per capirci. Meglio sorvolare.
Il nome Rossomahaar non mi è nuovo, tuttavia, al di là di uno o due mp3, non avevo mai sentito nulla di loro.
La band moscovita mosse i primi passi nel 1995, quando il chitarrista Lazar e il cantante-batterista Vlad, che già suonavano negli Stonehenge, scrissero le canzoni che sarebbero poi apparse nel primo demo, "Grotesque", pubblicato all'indomani dello scioglimento degli Stonehenge. Curioso il fatto che il suddetto demo fu registrato da Lazar utilizzando la scheda audio del proprio IBM486, a dimostrazione che in Russia, purtroppo, per un gruppo non è affatto semplice riuscire ad emergere.
Dopo un anno di inattività, la line-up venne consolidata con l'entrata di nuovi membri, ovvero il secondo chitarrista Ixxaander, il bassista Kniaz e il batterista Sigizmund, provenienti rispettivamente dalle band Tales Of Darknord, Stonehenge e Mental Home. Delle linee vocali iniziò ad occuparsi Lazar, mentre i testi vennero scritti da Herr Stalhammer, editore della webzine Vae Solis, che comunque è da considerarsi un membro effettivo della band.
Il risultato finale fu un disco pubblicato nel 1999 dalla More Hate Productions ed intitolato "Imperium Tenebrarum", che vendette la bellezza di 5000 copie (niente male, tenendo conto che si trattava di un debutto sia per la band, sia per l'etichetta discografica).
Durante un tour che, nel 2000, li vide impegnati in tutto il territorio russo, Sigizmund abbandonò il gruppo e venne sostituito da Yanardakh, mentre Ixxaander dovette abbandonare Mosca (e così pure i suoi compagni). Cancellate così le rimanenti date, i quattro iniziarono a scrivere nuove canzoni: nel 2001 venne registrato "Quaerite Lux In Tenebris (Exploring The External Worlds)".
L'opener "Me, The Misanthrope", preceduta da una brevissima intro, è una canzone ben riuscita, con riff molto accattivanti e che rimangono impressi nella memoria dell'ascoltatore. Lo stile è un Black Metal sinfonico piuttosto tecnico e veloce, con una massiccia dose di melodia, mentre le tastiere, suonate da Lazar, hanno un ruolo marginale. Il cantato non si discosta assolutamente dai canoni del Black sinfonico stile Dimmu Borgir. A sentire il suono del basso, inoltre, sembra proprio che Kniaz suoni senza usare il plettro, intrecciando linee piuttosto complesse e diverse da quelle di chitarra (il che mi fa sempre piacere, visto che odio veder rilegato questo strumento in secondo piano).
"The Moon, The Sun, The Stars" ripercorre le orme della precedente, con qualche rallentamento in più e una carica evocativa più spiccata. Ricorda, in certi frangenti, i Satyricon di "Nemesis Divina", a parte la voce, ovviamente.
La title-track si distingue per un intermezzo basato su un riff pesantissimo, il quale lascia spazio ad un break molto atmosferico, con un lento assolo di chitarra. Ancora una volta Kniaz dimostra la propria abilità tecnico-compositiva nell'assolo di basso finale. La successiva "Praising The Departure Of Spiritual Strenght" è maestosa, con tastiere più in evidenza e ritmi serrati. C'è ancora spazio per parti più lente, con riff possenti e un altro assolo di basso, mentre nel finale viene ripreso il riff iniziale. Ancora una volta si possono notare alcune influenze dei Satyricon.
Da qui in poi le canzoni sono tutte edit version, troppo corte per riuscire a dare un giudizio. In "Beneath The Fading Eclipse" si può apperzzare un riff caratterizzato da armonici artificiali e uno strano passaggio in delay.
"Sacred War", invece, ha l'aria di essere una strumentale, introdotta da una intro di tastiere.
"Crescent Moon (The Final Celebration)", "Thos Spectres Within (Eternal Is The Nothingness I've Emerged From)" e la conclusiva "Transflamed Visions Of Your Mortal End"), infine, confermano quanto di buono la band ha già fatto vedere: qui troviamo anche alcune novità a livello di effetti di chitarra in alcuni arpeggi.
In definitiva, il disco in questione è certamente di valore e ci presenta una band ormai matura a livello tecnico e compositivo, che per di più cerca di seguire una propria strada personale. Il merito di questo sta da una parte nella dinamicità e nella varietà dei riff di chitarra, melodici e potenti al tempo stesso, dall'altra nella presenza di assoli di basso che permettono alle canzoni di farsi riconoscere, in un genere che ormai ha già detto molto.
Anche la produzione è molto curata e pompata, in linea con quelle dei grossi nomi tipo Dimmu Borgir. Solo la doppia cassa è un po' sottotono, e non riesce sempre ad emergere.
La Russia conferma ancora una volta di essere patria di ottimi gruppi che, si spera, con un po' di fortuna riusciranno ad emergere nel panorama internazionale. I Rossomahar, sembra, in questo ci sono riusciti. Peccato per le edit version: il promo completo avrebbe ottenuto certamente un voto superiore.
(BRN - Maggio 2003)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.rossomahaar.com/