ROOT
The Book

Etichetta: Redblack
Anno: 1999
Durata: 56 min
Genere: Root


In seguito all'uscita di "Kärgeräs" i Root hanno avuto altri casini, che li hanno resi inattivi per un po' di tempo. Poi però è arrivato il 1998, l'anno della creazione della Redblack, l'etichetta di proprietà di Radek (membro dei Silent Stream Of Godless Elegy). La Redblack aveva idee serie, sia per quanto riguarda il lato commerciale (non ho mai sentito nessuno, e sottolineo nessuno, lamentarsi del loro comportamento, anzi), sia per quanto riguarda quello artistico (punta su gruppi personali e di qualità, senza fare passi falsi). La Redblack aveva mostrato il proprio interesse nei confronti dei Root, così il gruppo ha ripreso a lavorare in maniera seria, spinto da questo apprezzamento. Nel giugno del 1999 la Redblack ha pubblicato contemporaneamente la ristampa del primo e terzo album del gruppo ("Zjevení" e "The Temple In The Underworld") ed il loro quinto album, questo "The Book". La line-up è cresciuta. Troviamo i 3 componenti che avevano registrato "Kärgeräs": Big Boss (voce, ocarina), Blackie (chitarra, basso e synth) ed Evil (batteria). A loro si sono aggiunti Ashok ed Alesh alle chitarre. Ci sono anche due ospiti: Sikj al violoncello e Co.Valter al piano.
"The Book" è un altro concept album basato su miti creati dal gruppo stesso. Il CD comprende 11 tracce, tutte cantate. Lo stile è praticamente impossibile da definire, in giro se ne leggono di tutti i colori riguardo questo album. Dark metal probabilmente è la descrizione che si sposa meglio con questa musica, ma vuol dire tutto e niente. Alla fine si può e si deve parlare di stile Root, questo è uno dei casi in cui un gruppo crea qualcosa di veramente personale ed intrigante.
Devo dire che fare questa recensione è cosa ardua. Non ci sono riferimenti su cui appoggiarsi, ed il risultato finale è talmente compatto che non lo si può descrivere come somma di varie parti (come può avvenire per i Lunatic Gods ad esempio). Ci sono elementi di metal classico, di doom metal, del folk delle loro terre, di musica classica, ed anche qualcosa di gothic metal. Ma sono richiami che si percepiscono tra le note, non c'è mai un pezzo in cui venga da pensare "uhm, sembra simile a quello". Questo album è molto unitario, è atmosferico, oscuro e teatrale. I tempi in generale sono medi/lenti, ci sono vari riff belli rocciosi e distorti, ma sempre accompagnati da una chitarra acustica oppure dal violoncello e dal piano. Gli assoli sono tutti incentrati sul feeling, sono brevi ed uno più bello dell'altro. Le parti di batteria sono molto fantasiose, piene di intrecci tra tom, rullante e piatti. Gli arrangiamenti sono curatissimi e a tratti geniali, pur non suonando cose molto complesse riescono a creare un insieme veramente vario e compatto. Gli arrangiamenti sono di sicuro la caratteristica migliore di questo lavoro. Per ultima ho lasciato la voce di Big Boss. E' la classica ciliegina sulla torta, che dona quel tocco in più che rende veramente unici i Root. L'interpretazione in questo album è schizzata e teatrale ai massimi livelli, non saprei a chi paragonarlo, passa da toni gravi ed operistici (stile "baritono satanico") ad urla disumane. Vi basta cercare qualche foto sul sito del gruppo per rendervi conto di che personaggio sia Big Boss, il suo aspetto rende giustizia alla sua voce!!!
La produzione di questo lavoro è molto buona. Non siamo ai massimi livelli, ma tutti i suoni sono ben definiti ed amalgamati tra di loro. La confezione è veramente spettacolare, come tipico della Redblack. La copertina è stupenda, è un disegno rosso su sfondo nero che rappresenta la testa di un caprone, incrociata con varie corna e con dietro due draghi. Il libretto è di lusso, la copertina è in cartoncino poroso, mentre le pagine interne con i testi sono in carta rossa. Come artwork siamo ai massimi livelli.
Che altro dire? L'album è strafigo, e consiglio a tutti di provare ad ascoltarlo. All'inizio può essere un po' difficile da digerire per la sua particolarità, ma credo che possa piacere alle persone coi gusti più disparati, perché ci sono un sacco di influenze qua dentro. Non c'è che dire, la scena della Repubblica Ceca e della Slovacchia è spettacolare, gruppi come Root, Forgotten Silence, Lunatic Gods, Wayd e compagni sono pura manna per chi cerca musica originale e di qualità.
(teonzo - Ottobre 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito Root: http://www.rootan.net/
Sito Redblack: http://www.redblack.cz/