ROOM WITH A VIEW
First Year Departure
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2002
Durata: 55 min
Genere: gothic/wave metal
Eccomi qua a recensire il terzo ed ultimo CD arrivatomi dalla My Kingdom
Music di Nocera Superiore (provincia di Salerno). Si tratta di "First Year
Departure", debutto dei romani Room With A View, che già si erano fatti
notare dall'underground italiano con un promettente e ben accolto demo
uscito a nome Black Thorns Lodge. Il monicker è mutato per separarsi da
un'estetica troppo metal che effettivamente avrebbe incatenato il loro
estro compositivo, anche se in fondo certe radici sono dure a morire e la
loro presenza è molto forte anche in "First Year Departure", album che non
si può definire solo metal, anzi. Sonorità e arrangiamenti riconducono
spesso e volentieri a generi de-metallizzati, quali il post-rock, il
dream-pop e il cosiddetto shoegazing-rock, con un occhio di riguardo ai
padri della new wave anni '80. L'etichetta li presenta come 'avant-garde
dark gothic', ma io più che 'avanguardisti' li definirei 'disinibiti',
nell'affrontare universi esterni al metal, e nell'utilizzo di strumenti non
convenzionali, anche se questo alla lunga può rendersi pesante: a mio avviso
si ha esagerato con l'utilizzo della tromba. Va bene che non si è mai (o
quasi, almeno) (a me viene in mente "Medieval Rites" dei francesi Agressor - nd teonzo) sentita la tromba inserita in un brano definibile 'metal'
però, solo perché si ha un trombettista a disposizione, inserirla in cinque
pezzi su nove mi sembra eccessivo! Spero comunque che questo sia stato un
errore (secondo i miei gusti, ovviamente) dovuto alla forse eccessiva
spontaneità, piuttosto che un volersi dipingere quali 'avanguardisti' a
tutti i costi!
Comunque, la musica dei Room With A View presenta un nucleo a metà strada
tra i momenti più energici dei Katatonia e i più malinconici dei Novembre,
con una voce che assomiglia un po' troppo a quella di Martin Gore dei
Depeche Mode, e che ricorre un po' troppo spesso all'uso di controcanti. A
mio avviso le stesse melodie cantate da una voce femminile ci
guadagnerebbero molto, avvicinandole ai momenti migliori dei Chandeen.
L'album contiene nove pezzi, curiosamente ognuno attrezzato con dei
sottotitoli che, come anche il layout grafico, conducono la mente all'Europa
del secolo scorso, percorsa di ideologie tanto grandiose quanto mortifere.
Il primo brano, "Departures", inizia con delle note di piano che già settano
il mood che l'ascoltatore troverà per tutto l'album, poi suoni di un
treno in partenza ed inizia il viaggio, con melodie che ricordano vagamente
Anathema e Radiohead. "Single Handed" con un retrogusto marziale impostoci
da dei campionamenti che non sono riuscito a riconoscere, introduce
delle voci filtrate e una tromba. "End Of
Season" è un brano che chi già conosceva i Black Thorns Lodge aveva già
avuto modo di gustare, infatti era un pezzo del loro vecchio demo qui
riproposto in un nuovo arrangiamento (in vero non troppo diverso
dall'originale), e arricchito da un campionamento dell'Amleto interpretato
da Ettore Petrolini. "Madeleine", sottotitolata "Futurismo y Tradiciòn",
parte con una bizzarra intro destabilizzante (onde corte, grida filtrate,
swing, vocalizzi dal feeling esotico...) per poi evolversi in un pezzo
simile agli altri (chissà che mi aspettavo) ma con in più il suono di un
organetto (o è una fisarmonica? mah!). "Budapest Song" è quello che ritengo
essere il brano se non migliore (che per me è "Departures"), sicuramente il
più originale, quando poi scopro che è stato scritto e registrato di corsa,
nel giro di un paio di giorni!... "L'Enfante Italie" è un siparietto
popolare dove ritorna Petrolini, ma con una sua macchietta, un personaggio
molto meno colto del precedente Amleto, e popolare è anche lo stile che la
chitarra acustica cerca di dare al pezzo. "Tiergarten", l'ultimo pezzo, è
forse il più ricco: ce n'è per tutti i gusti, un incipit maestoso, tromba,
organetto, valzer, sirene della protezione civile, passaggi aggressivi à la
Voivod, piano e la solita tromba in delirio.
Sembrerebbe un disco eccezionale, però c'è qualcosa che non mi convince
appieno, come non mi convincevano appieno i Black Thorns Lodge. Sarà
l'utilizzo della voce. che a me non piace molto, anche se sono certo che
qualcun altro ne morirebbe! O sarà un songwriting ricco di sfaccettature
(per il quale rischierei di sopravvalutarli) ma che stenta ad arrivare al
sodo... Forse è un disco unico, ma ho il sospetto che, se avessero spinto
più sul pedale della violenza, non sarebbe suonato diversamente dalle decine
di dischi svedesi che ci piombano continuamente addosso. Loro, saggiamente,
hanno preferito la via della delicatezza, del romanticismo noir e decadente
ma non troppo metalloso.
Molti di voi ameranno questo disco ma io, facendo una summa sui lavori che
la My Kingdom Music ci ha mandato, preferisco i Crowhead!
(MoonFish - Dicembre 2002)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Room With A View: http://www.clubepoque.cjb.net/
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/