RISE
Divine Aeternum

Etichetta: Nephilim
Anno: 2001
Durata: 53 min
Genere: death intricato con tastiere


Bella botta sti Rise! Avevo letto qualche rece tempo fa, ma non mi aspettavo un album così figo! Intanto qualche nota biografica. Il gruppo viene da Los Angeles (ebbene sì, a quanto sembra c'è ancora gente che suona metal da quelle parti), ed al momento sono rimasti in 3 in line-up. Ho ricevuto una copia promozionale senza libretto, purtroppo sul sito non ci sono informazioni specifiche riguardo questo album, quindi non so di preciso quale fosse la line-up di questo lavoro. Leggendo la biografia sembra che fossero in 5, visto che due componenti hanno abbandonato dopo la registrazione di "Divine Aeternum". Però non c'è scritto cosa suonassero, quindi resto col dubbio. Non conosco gli album precedenti, quindi non posso fare paragoni, ma sempre leggendo sul loro sito sembra che facessero del thrash/death stile classico e senza tastiere, quindi devono essere ben diversi da questo.
Ok, ora passiamo all'album. Comprende 8 canzoni (di cui una strumentale) più un outro. Lo stile è difficile da descrivere, è una sorta di death metal molto elaborato, con delle tastiere onnipresenti (per la maggior parte sono d'accompagnamento, ma in alcune parti sono in primo piano) ed atmosfere quasi maestose. Il ritmo cambia in continuazione, si passa da dei mid-tempo corposi a parti tirate in blast-beat. Le canzoni sono molto varie, sia per quanto riguarda i tempi, sia per gli arrangiamenti (che risultano molto curati), tant'è che spesso compaiono delle chitarre acustiche. Se dovessi fare degli esempi, direi che possono ricordare una versione tirata dei Sadist di "Above The Light", con magari qualche riferimento ai Dissection o ai primi Emperor. La resa finale però non ha molto a che fare con quel tipo di black. Di certo ci sono delle affinità (le parti in blast-beat e gli arrangiamenti di tastiera), ma le atmosfere che si respirano sono diverse: con questo album non si respira il gelo e la tristezza del black, ma sembra quasi di ascoltare la colonna sonora di un film in cui dei mostri si massacrano a furia di asce e motoseghe, spero di aver reso l'idea.
Dal punto di vista tecnico questi ragazzi sono molto bravi. Il batterista riesce a menare come un fabbro senza perdere colpi (e senza abusare di trigger), dimostrando di aver gusto nelle parti cadenzate ed atmosferiche, ed anche di avere fantasia nel variare continuamente i suoi giri. Le ritmiche di chitarra sono belle potenti, ma soprattutto sono composte per sposarsi per bene con i tappeti di tastiera. La voce è un growl più sull'urlato che sul cavernoso, buono ma non eccezionale. La marcia in più alla fine è data dagli assoli di chitarra (melodici, a volte di ispirazione neoclassica), dalle parti in cui compare una chitarra acustica (anche come ritmica, a dimostrare la varietà degli arrangiamenti) e dalle parti di tastiera (danno quel tocco maestoso e quasi orrorifico ma senza rompere i coglioni, e senza fare la figura da fighetti).
La produzione è buona, i suoni sono molto puliti e mantengono una buona potenza, ho apprezzato il fatto che la batteria suoni vera e non plasticosa (cosa sempre più rara nel death). La confezione non so come sia, visto che mi hanno spedito un semplice CDR. Sul sito ho visto la copertina, e non mi sembra sto granché. I testi non so di cosa parlino, visto che non ci sono nemmeno sul sito.
In conclusione questo album mi ha esaltato per bene, tant'è che me lo sono sparato a ripetizione in questi giorni. Colpisce sia per la personalità che per la riuscita dell'inserimento delle tastiere. Peccato che un paio di canzoni siano sottotono rispetto alle altre: restano carine, ma non esaltanti, e questo fa calare un po' il voto. Se vi ispirano le tastiere mescolate al death, allora compratelo senza problemi: è un album complesso, ma che mantiene allo stesso tempo un bel tiro, ed inoltre si lascia apprezzare per decine di ascolti.
(teonzo - Novembre 2003)

Voto: 8.5


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