RIGORISM
Cold & Pain

Etichetta: More Hate Production
Anno: 2005
Durata: 32 min
Genere: black metal sinfonico


Ecco giungere a noi, grazie alla More Hate Production, i russi Rigorism; duo formato da Lev, dedito alle chitarre, tastiere ed al programming e da Roman alla voce; coadiuvati per l'occasione da vari session, registrano nel 2005 questo loro CD di debutto, "Cold & Pain".
"Place For Rest (R.I.P)", brano d'apertura, ci immerge immediatamente dentro atmosfere sinistre e cupe, sottolineate da veli di tastiera onnipresenti e molto marcati, chitarre distorte e cadenzate, un incedere lento e marziale e da un continuo inseguirsi di growling, profondi e grevi, e screaming in classico stile black. Il brano si dipana in maniera classica, proponendo tutti quei passaggi e quelle soluzioni tipiche del primo black metal sinfonico e lo fa in modo mai banale e senza inutili orpelli di sorta, si punta al sodo ed in maniera convincente.
In "Nude Is Good" colpisce subito il bellissimo riffing principale: asciutto, sicuro, a tratti quasi progressive, che si dipana, si sviluppa e costruisce l'intero brano, allontanando di molto le atmosfere più cupe e rendendo la struttura compositiva scorrevole e direi quasi orecchiabile. Buoni anche gli scambi tra il growling e le screams. Interessante.
Terzo pezzo in scaletta, "Drunker", che non aggiunge e non toglie niente a tutto quanto sentito sinora; forse un minor utilizzo delle tastiere, una propensione più guitar oriented, legate ad un uso massiccio del gutturale avvicinano le sue sonorità verso un brutal death, meno tecnico e violento, a tratti più genuino e viscerale.
Con la title-track, ritorniamo prepotentemente su lidi black; nell'occasione la componente prettamente sinfonica dei nostri fuoriesce prepotentemente, avvicinando il loro sound a quello dei seminali, per il genere, Cradle Of Filth; quindi velocità, chitarre taglienti e screamings lacere e laceranti. Da segnalare la breve, ma intensa, divagazione centrale, dove le chitarre assurgono a protagoniste, con assoli dissonanti e fuori dagli stilemi del genere, ma che non stonano affatto, donando al brano quel non so che di particolare e poco sentito.
Elemento negativo, a mio parere, l'utilizzo ed il suono, un po' troppo plastificato, della batteria elettronica, troppo uguale, troppo fredda, senza variazioni di sorta; che pregiudicano alquanto la piena riuscita del pezzo. Peccato
"Numb Existance", è aperta da un lungo fraseggio di tastiere che poi, con l'entrata in scena delle chitarre e della batteria, si sviluppa in maniera violenta ed oscura; il suono qui si fa leggermente più impastato e diviene difficile distinguere i riff ed i passaggi, solo la tastiera sembra fuoriuscire prepotentemente dal tutto risultando quindi un'entità a se, nettamente distaccata dal tutto, fatto questo che distoglie non poco dal completo ascolto del pezzo.
"Wash Your Soul!"inizialmente si avvicina molto più al brutal death, sia per i cavernosi growls, che per le partiture più spezzate ed articolate.Poi il brano cambia più volte pelle mutando velocemente in sfuriate di puro e classico black sinfonico, dove di nuovo sono le tastiere a prevalere e con loro lo screaming; buon brano questo, dove le due facce dei Rigorism sembrano andare perfettamente a braccetto, l'una concatenata all'altra e viceversa. Bene.
Il settimo pezzo " On The Threshold" risulta immediatamente più asciutto e compatto; le chitarre sono più corpose e precise e la tastiera meno invadente; una ritmica in controtempo contraddistingue il brano, dove pian piano cresce sia l'atmosfera, cupa e maligna, che una certa velocità esecutiva. Growls profondissime caratterizzano l'intero brano, spostando il termometro compositivo verso lidi prettamente brutal.
"Blinded By Visions", penultimo brano in scaletta, riporta i nostri su sonorità prettamente black, quindi velocità, cattiveria e suoni taglienti; giocandosi tutto su strofe leggermente più cadenzate e brevi inserti dal gusto decisamente più classico. Particolarità da sottolineare: è questo il primo pezzo in cui è possibile ascoltare in maniera nitida e precisa il basso, sin qui sovrastato dal tutto e quasi impercettibile.
"Son Of Death" va a chiudere questo lavoro e lo fa in maniera imprevedibile; un minuto e mezzo di brutal death al fulmicotone, molto vicino al grind, per la velocità e la ferocia raggiunte. E' passata poco più di mezzora da quando i Rigorism hanno riempito i suoni intorno a me, presentandomi un buon black metal sinfonico che spesso e volentieri sfocia nel brutal death più lento e cadenzato; e lo fanno in maniera senz'altro sincera e genuina, puntando più al risultato finale che all'aspetto prettamente esteriore. La produzione ed i suoni in genere non eccellono infatti per brillantezza, risultando spesso impastati e grezzi; così come il suono della batteria elettronica incide particolarmente sul risultato finale del tutto, troppo freddo ed a tratti quasi finto, plastificato. In definitiva questo "Cold & Pain" dei russi Rigorism è consigliato a tutti coloro che amano le suddette sonorità ed a chi, pur non essendone un eccelso conoscitore, voglia avvicinarsene, apprezzando sino in fondo la gran voglia di fare ed il buon spirito esecutivo dei nostri.
(Pasa - Novembre 2007)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Rigorism: rigorism@mail.ru
Sito Rigorism: http://www.rigorism.artpodval.ru/

Sito More Hate Production: http://www.morehate.com/