RHADAMANTYS
Labyrinth Of Thoughts
Etichetta: Displeased
Anno: 1995
Durata: 36 min
Genere: gothic/doom/death tecnico
Questo è il primo ed unico album degli olandesi Rhadamantys, e devo dire che è un album piuttosto strano, onestamente non saprei proprio a chi paragonarli, non mi viene in mente nessun altro album simile. Lo stile è una specie di incrocio tra il gothic/doom metal ed alcune parti di techno-death. La parte più importante è data dalla componente gothic/doom, ma non è un gothic/doom standard, non c'è praticamente nulla di simile a quanto fatto da Anathema, My Dying Bride e compagnia bella. E' quasi una sorta di death metal atmosferico e rallentato, con ogni tanto delle sfuriate intricate e tecniche. Se proprio dovessi spararla grossa direi che potrebbe essere il risultato tra un ipotetico incrocio di "Mandylion" dei The Gathering e "Chiaroscuro" dei Creepmime... potrebbe dare un'idea di massima, ma credo che quello che ne uscirebbe fuori sarebbe comunque ben diverso da questo "Labyrinth Of Thoughts".
Nell'album sono comprese 6 canzoni, di cui 3 sono di durata sopra agli 8 minuti. La velocità media delle canzoni è ovviamente bassa, tranne alcune parti in cui accelerano e si mettono a picchiare per bene sugli strumenti. Ma nonostante queste sfuriate "Labyrinth Of Thoughts" resta un lavoro atmosferico, in cui le parti lente e melodiche hanno il ruolo principale. I testi sono molto introspettivi e cerebrali, e trattano anche temi legati alla mitologia greca (il nome del gruppo l'hanno preso da là). Le atmosfere dell'album seguono quanto espresso dai testi, ossia sono oscure ed intimiste, in alcune parti si sentono delle melodie orientali, in altre rumori della Natura come cinguettii e lo scorrere di un ruscello. Le chitarre fanno quasi sempre da tappeto melodico assieme alle tastiere, tranne che nelle parti accelerate in cui si lanciano in assoli e riff tecnici ed intricati. Il cantato è un growl piuttosto basso, cantato non in maniera aggressiva ma evocativa.
La produzione è discreta e nulla più. Le chitarre hanno suoni poco potenti ed a volte zanzarosi, idem la batteria che ha dei suoni un po' secchi. La confezione è molto carina, il disegno di copertina è fatto bene e rappresenta perfettamente il concept dell'album, mentre il libretto è bello corposo e contiene tutti i testi (anche se scritti con caratteri microscopici), comprese anche varie note per spiegare il significato dei testi e del nome del gruppo.
Per concludere considero questo "Labyrinth Of Thoughts" un buon album, di certo non è nulla di clamoroso, ma vale certamente la pena ascoltarlo. Gli amanti del death metal puro credo farebbero meglio a starne distanti, qui non c'è violenza a parte in rari casi, quindi se siete alla ricerca di lavori aggressivi statene alla larga, rischiereste solo di prendere sonno. Se invece vi piace il gothic/doom e cercate qualcosa di strano da aggiungere alla collezione allora segnatevi questo nome, potrebbe rivelarsi una chicca da riscoprire. Trovarlo adesso è un po' dura, visto che all'epoca non se lo cagò nessuno. Però ci sono ancora dei fondi di magazzino su vari cataloghi, se non ricordo male qualche mese fa la stessa Displeased lo vendeva in offerta a 6 euro, una cifra molto allettante.
(teonzo - Novembre 2002)
Voto: 7.5