REWIRING GENESIS
A Tribute To The Lamb Lies Down On Broadway
Etichetta: ProgRock Records
Anno: 2008
Durata: CD1: 48 min CD2: 50
Genere: progressive rock
Fermi tutti, qui non si scherza mica! Insomma, mi arriva questo doppio
CD promozionale della ProgRock Records e di punto in bianco scopro che
un produttore americano, Mark Hornsby, che ha collaborato con
personaggi come Ricky Martin, Steve Winwood, Joey Kramer e i Foreigner,
un giorno decide di prendere uno degli album più complessi e
affascinanti della storia del rock, "The Lamb Lies Down On Broadway", e
di registrarlo completamente da capo. Per fare questo Hornsby sceglie
un musicista che praticamente è cresciuto a pane e Genesis, Nick
D'Virgilio degli Spock's Beard, e di partire da lui per creare una band
assieme a Dave Martin (basso), Jeff Taylor (tastiere) e Don Carr
(chitarra).
Prima di iniziare, però, facciamo un passo indietro dicendo due parole
sull'album originale: non voglio stancarvi con un'analisi completa
perché l'hanno già fatta persone molto più preparate di me, scrivendo
interi libri sull'argomento (in Italia, per esempio, c'è Mario
Giammetti che ha scritto "Il fiume del costante cambiamento", una bella
biografia della storia dei Genesis che vi consiglio caldamente).
Oltretutto se siete degli amanti del prog rock avrete tutti a casa il
doppio album in questione, ma giusto per dare un inquadramento al tutto
mi pare doveroso.
"The Lamb Lies Down On Broadway" è un concept album composto dai
Genesis nel 1974, un'opera monumentale che, con tutti i suoi pregi e i
suoi difetti, segna una svolta nella carriera del gruppo. All'epoca i
Genesis avevano già raggiunto un successo piuttosto ampio di critica e
di pubblico (benché non fossero ancora arrivate le hit pop degli anni
'80), soprattutto grazie ad una tripletta di album come "Nursery
Cryme", "Foxtrot" e "Selling England By The Pound", senza contare il
sottovalutato "Trespass", che ancora oggi tiene perfettamente il passo
degli altri tre, talvolta superandoli.
Nonostante questo, però, iniziano a sentirsi alcune tensioni
all'interno del gruppo, soprattutto tra il cantante Peter Gabriel e il
resto del gruppo: gli ultimi iniziavano un po' a subire l'ego del
cantante, fino ad allora il fulcro dell'attenzione mediatica nei
confronti dei Genesis, mentre lo stesso Gabriel cominciava ad avere
delle visioni artistiche diverse da quelle degli altri quattro tanto
che, dopo poco tempo, avverrà il suo celebre abbandono del gruppo per
iniziare un'altrettanto fortunata carriera solista.
In questo clima Peter Gabriel comincia a dare vita ad un concept album
estremamente personale, scritto quasi interamente da lui per quanto
riguarda i testi e la storia, mentre in separata sede Rutherford,
Banks, Hackett e Collins lavoravano sulla musica. Il risultato è un
concept album che narra la storia di Rael, un teppista portoricano che
ad un certo punto riceve una visione di un agnello che gli si para
davanti mentre cammina per Broadway. Da questo incontro partono una
serie di visioni che meriterebbero un'analisi molto più dettagliata: vi
basti sapere che la personalità di Gabriel affiora in tutta la sua
complessità (lo stesso nome di Rael richiama il cognome del cantante).
L'apparato musicale è densissimo tanto quanto quello lirico, con i
quattro musicisti che stravolgono in parte il loro stile, creando una
musica meno romantica e sognante e molto più concreta, con chitarre più
dure e un uso dei sintetizzatori che vanno a sostituire in parte la
strumentazione fino ad allora usata da Banks.
Non tutto è perfetto naturalmente: Peter Gabriel ogni tanto si lascia
prendere la mano e la scrittura diventa un po' prolissa, senza contare
che il cantante stava curando parallelamente la realizzazione dal vivo
dell'album e quindi nel disco si sentono alcuni riempitivi che,
probabilmente, servivano al cantante per gestire al meglio la sua
performance teatrale sul palco con cambi di costume e cose del genere.
Insomma, "The Lamb Lies Down Of Broadway" è un lavoro in parte
pretenzioso e lo stesso Gabriel sembra esserne consapevole mentre si
prende gioco dell'ascoltatore in "It". D'altra parte non si può negare
che l'album abbia un livello di scrittura elevatissimo, legato ad un
progetto ambizioso ma portato a termine al meglio delle possibilità di
una band del calibro dei Genesis.
Capite bene come, di fronte ad un gigante come questo, non sia certo
facile decidere di rimettere il tutto in musica dopo più di trent'anni,
anche perchè in questi casi la domanda è sempre la stessa: a cosa
serve? Voglio dire, non è una riedizione in chiave reggae, punk,
jazz... è Nick D'Virgilio! Cosa ci si può aspettare se non il rispetto
di un figlio nei confronti del padre? Così mi pare ovvio che chi non
conosce l'album farebbe meglio senza dubbio a partire dall'originale
lasciando perdere il resto, mentre chi ama profondamente il disco
difficilmente riuscirà a trovare qualcosa in più in questa edizione, se
non al massimo delle sonorità più moderne date dalla tecnologia più
avanzata.
Sorvolando su questo e dando per scontato che il progetto vi interessi
allora posso fare un breve excursus su quello che troverete in questo
doppio CD. La differenza più sostanziale rispetto all'originale è al
tempo stesso un pregio e un difetto di questo tributo: Hornsby,
infatti, aggiunge alla musica dei quattro artisti coinvolti un comparto
orchestrale che ammorbidisce e trasforma parecchio l'atmosfera del
disco. Così da una parte è interessante vedere questa lettura
'broadwayiana', quasi da musical, dell'album, con fiati e archi ad
accompagnare gli strumenti canonici; dall'altra, però, fa perdere un
po' della tensione del disco, nei momenti più duri e drammatici.
La prestazione della band è sicuramente di buon livello, anche se,
bisogna dirlo, nessuno si avvicina alla perfezione dell'originale,
soprattutto per quanto riguarda la prova vocale di Nick, che per ovvi
motivi non potrà mai eguagliare quella del creatore Peter Gabriel, un
vero e proprio gigante per tutta la durata dell'album del '74.
Tra le riletture più interessanti da citare mi pare obbligatoria
la buona versione di "In The Cage", che mette in mostra al meglio
l'amalgama con l'orchestra, con i violini e il sax a rifare il
bellissimo assolo di Tony Banks; "The Grand Parade Of Lifeless
Packaging" sembra ricordare il Peter Gabriel nei suoi momenti di World
Music più pop, ma tutto sommato è divertente; "Hairless Heart" viene
resa con un'atmosfera più delicata, grazie ad un tappeto di archi e un
pianoforte jazzato. Naturalmente non si può non citare anche "The
Carpet Crawlers", un brano così perfetto che basta non stravolgerlo
completamente perché sia già ottimo.
Certo, non tutte le riletture funzionano, tanto che una "The
Colony Of Slippermen" perde parecchio in questo suo nuovo stile, mentre
tantissime altre canzoni passano tutto sommato senza lasciare traccia,
semplicemente adombrate dagli originali, come nel caso di "Anyway",
"The Lamia" oppure "Back In NYC".
Insomma, non posso dire che questo tributo sia pessimo, anche perché
personalmente non faccio parte di quella categoria di fan per cui certi
gruppi o certi lavori leggendari devono restare lì nell'Olimpo: mi
diverto ad ascoltare le riedizioni anche più lontane e dissacranti dei
classici (tipo i Beatallica o il Combo De La Muerte), però è anche vero
che nessuna di queste versioni ha qualcosa di veramente interessante da
poter aggiungere a quanto fatto nell'opera originale, tanto più che,
come dicevo prima, l'esecutore principale proviene da un mondo in cui i
Genesis sono i padri ispiratori assieme agli altri grandi nomi della
scena progressive degli anni '70. A conti fatti, quindi, l'acquisto di
questo progetto interesserà a poche persone, giusto le più curiose che
spendono già parecchi soldi nell'acquisto dei CD più disparati. Con più
probabilità, visto l'andazzo degli ultimi anni, più persone se lo
scaricheranno giusto per sentire com'è per poi dimenticarsene a breve.
Quasi sicuramente, chi si è divertito di più sono gli stessi creatori
del CD, che hanno potuto dare sfogo alla propria passione, risuonando
per intero un pezzo importante della loro crescita musicale.
(Danny Boodman - Gennaio 2009)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Nick D'Virgilio: http://www.ndvmusic.com/
Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/