REVOLT
Five Bullets, One Grenade (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 22 min
Genere: death metal


I Revolt sono ucraini e si sono formati nel 2003, in quel di Kiev. Dopo aver pubblicato un demo nello stesso anno della loro formazione ("...And Cry Upon Your Kingdom"), i Revolt hanno autoprodotto il loro MCD d'esordio nel 2005: "Five Bullets, One Grenade". Un titolo, questo, che mette in luce l'umiltà del gruppo, e vedremo il perchè nel corso della recensione.
Il CDr è racchiuso in una semplice copertina color verdastro, che mostra dei cannoni sul davanti, e delle barricate sul retro. C'è anche una foto di gruppo, che vede in posa Voloth (chitarre), Yuran (chitarre, voce), Gnivomir (batteria) e Max (basso, ora fuori dalla band).
"Sin And Remorse" mette subito in chiaro che i Revolt non amino scherzare. Il loro è un death metal intenso, brutale, diretto, caratterizzato da suoni densi, ritmica compatta ed atmosfere ostili. La struttura del brano, pur con i suoi cambi di tempo, è relativamente semplice. I riff non risultano particolarmente creativi, ma l'insieme è abbastanza soddisfacente. Il growling di Yuran è molto grave, e dona al tutto un aspetto ancora più oscuro.
"Discern The Future" non presenta grandi differenze rispetto al brano che l'ha preceduto. Il riffing forse è meno inquietante, ma tutto sommato anche questa canzone funziona. Un punto in meno alla batteria triggerata, come di consueto poco espressiva. L'abilità strumentale dei musicisti è funzionale alla musica proposta, semplice di per sè.
"Mass" è già migliore, grazie ad un bell'alternarsi fra pause ed esplosioni di violenza. Insomma, i Revolt sembrano averci messo un po' più di impegno, andando aldilà del solito compitino. Come in altre occasioni, anche in "Mass" è presente un passaggio solista, con risultati sempre sufficienti.
Più tecnica delle precedenti, "Join Me" dimostra che i Revolt non siano poi così malaccio come abilità strumentale. Almeno da un punto di vista ritmico. E' lecito quindi riflettere sul motivo dell'eccessiva semplicità delle prime canzoni. Se non è la tecnica a mancare ai Revolt, non è che siano un po' carenti in ispirazione? Comunque sia, "Join Me" è la traccia più bella del MCD. Credo debba servire come punto di partenza, in vista di un lavoro futuro.
Anche "One Step (To Despair)" è carina, e gode di un discreto lavoro di chitarra. E' la canzone più breve del lavoro, ma gode di qualche spunto interessante.
Il MCD è concluso da un'onesta, divertente cover di "Seek And Destroy". Eccola qui, la "granata", dopo i cinque proiettili sparati dal gruppo!
Insomma, c'è ancora tanto lavoro da fare per questi Revolt. Non che suonino male, ma manca la creatività. Ora come ora, è un gruppo anonimo. Occorre impegno e costanza nel progredire, magari partendo dalle idee di una canzone quale "Join Me".
(Hellvis - Giugno 2006)

Voto: 6.5


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