REVERENCE + WOLOK + SONS OF FENRIS
Anti Life Terror

Etichetta: Brutal Druid Productions
Anno: 2004
Durata: 54 min
Genere: black metal


Ecco un bello split a tre in edizione limitata (333 copie) edito dalla piccola etichetta francese Brutal Druid Productions. I gruppi coinvolti sono piuttosto noti nell'underground estremo transalpino.
La copertina è in puro stile black, in bianco e nero. Al suo interno si trova un librettino di quattro pagine con i ringraziamenti e qualche informazione. Nel retro, oltre ai titoli, è ritratto uno scheletro che prega.
Le prime tre tracce spettano ai Reverence. Questa band si è formata nel 1998. Ha spesso mutato status passando di volta in volta da one-man-band a gruppo a tutto tondo, ruotando sempre attorno alla figura di I. Luciferia. In occasione di questo split, l'artista ha deciso di fare tutto da solo occupandosi di voce, chitarra, basso, batteria e programmazione.
La prima traccia si intitola "Redemption In Suicida". Si tratta di un brano lineare, caratterizzato da un'ossessiva ripetizione delle stesse figure melodiche. L'arpeggio malato della chitarra si contrappone ai potenti accordi che scandiscono l'avanzare inesorabile del ritmo. La batteria procede con colpi lenti, costanti, quasi rituali. Il growling di I. Luciferia è relativamente profondo. L'atmosfera complessiva è deprimente, gelida come un cuore tormentato dal dolore. La buona produzione salta subito all'orecchio, il suono infatti è molto pulito. Peccato per la batteria così in secondo piano...
Anche "Spectre Of Negativity" è una canzone assolutamente disperata. Già il titolo è tutto un programma. Dopo una prima parte molto evocativa, di una lentezza doom, la traccia si fa un po' più agile. Purtroppo perde il suo fascino, anche a causa del riffing non proprio felice della chitarra. A naso mi viene da pensare che i Reverence possano fare cose egregie solo quando vogliono creare atmosfere mortifere. Quando provano a fare altro, scadono in soluzioni banali. Dopo un po' si ritorna all'incedere funereo che è la vera forza di questa buona one-man-band.
"Endless" è costituita da alcuni campionamenti (vento, colpi, voci che mormorano). Finora la programmazione non ha mai avuto una parte preponderante all'interno delle canzoni. In questo caso il brano non ha più nulla a che spartire con il black metal ma guarda decisamente verso l'industrial. Minimale.
La seconda parte dello split spetta agli interessanti Wolok, progetto formato da due nomi d'eccezione: Luc Mertz (Lhükkmer'thz) alla voce e Lord Naggaroth a tutto il resto. Il primo è la mente dei magnifici Zarach'Baal'Tharagh, il secondo è noto per i suoi duemila progetti musicali, il principale dei quali si chiama Devilish Era. Ambedue questi gruppi sono vecchie conoscenze di Shapeless.
Il manifesto della band è semplice: "Distruggi la vita - Distruggi la religione - Distruggi te stesso". La produzione scadente è un tratto saliente del loro stile.
"Anti-Life Conjurers" è una traccia oscura, malata fino al midollo. Le note delle tastiere saturano il suono minato dalla registrazione pessima. A rendere ancora più pesante il tutto è il frequente inserimento di campionamenti. Lo strillo di Lhükkmer'thz è quanto di più cattivo e disturbante si possa immaginare. E' chiaro che i Wolok devono essere capiti per poter essere apprezzati. E' indubbio però che pochi gruppi sono in grado di comunicare così tanto malessere!
"NDE Worshippers" è costruita con l'utilizzo di successioni armoniche insistenti e freddissime. I campionamenti sono fastidiosi. E' chiaro che i Wolok non fanno nulla per coinvolgere l'ascoltatore. Anzi, piazzano più ostacoli possibili alla facile fruizione della loro musica. Solo i più coraggiosi possono raccogliere il loro guanto di sfida. Altra caratteristica del duo loreno è il richiamo, in qualche modo, al black primitivo di fine anni '80. La prima parte di "Invoking The Cursed" ne è l'esempio più eclatante, con il suo thrash malsano e minimale, ed una resa sonora memore dei vecchi demo. Ad un certo punto interviene una tastiera e lo stile viene stravolto. Lhükkmer'thz vomita ora su una base ambient. La conclusione arriva rapida, inattesa.
Ah i Wolok, questo oggetto misterioso! Non si sa mai se odiarli o amarli!
"Supportate la rabbia dei licantropi o morite!": questa è la minaccia dei Sons Of Fenris! La figura del lupo è più che un'ideale per questo gruppo francese dalla line-up terribilmente instabile. L'unico membro effettivo è Werewolf.
Le atmosfere deprimenti o malate dei due gruppi precedenti vengono spazzate via dall'attacco alla gola di "Le Royaume Legendaire". La voce del cantante è particolare ma la musica è sicuramente convincente. Il ritmo, molto veloce, è tenuto da una drum-machine. I riff sono buoni, mossi da uno spirito epico e battagliero.
Se questa prima canzone mi ha stupito positivamente, "Guerre Totale" mi ha invece deluso. L'esecuzione è veramente penosa. Ritmo e musica non vanno d'accordo per lunghi tratti della composizione. Come si fa ad incidere una traccia del genere e a proporla ad un pubblico? Mah... Per concludere, sprazzi di fantasia con la cover di "Freezing Moon" dei Mayhem! Per fortuna è eseguita con grinta e passione.
Alla fine, la parte dei Sons Of Fenris è quella più debole dello split. Una canzone buona, un'altra orribile ed una cover scontata: troppo poco per meritare la sufficienza.
Acquistando "Anti Life Terror" si ha l'opportunità di conoscere tre gruppi dell'underground francese in un colpo solo. Si tratta di un CD culto: o lo si apprezza o lo si odia. Non ci sono vie di mezzo! A voi il rischio!
(Hellvis - Novembre 2004)

Voto Reverence: 7
Voto Wolok: 7.5
Voto Sons Of Fenris: 5



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