REVELATIONS OF RAIN
Otkroveniya Dozhdya
Etichetta: Solitude Prod.
Anno: 2009
Durata: 63 min
Genere: funeral doom
La copertina è molto scura, realizzata in una monocromia grigia. Una
vecchia finestra si apre su un paesaggio distante, seminascosto dai
rami spogli di un albero. La poca luce che penetra da questa apertura,
non è sufficiente ad illuminare la stanza, che rimane celata da
un'oscurità opprimente. Nelle tenebre, si intravede una figura umana
seduta, in un atteggiamento decisamente sconsolato.
Anche le otto facciate del libretto sono decorate da immagini: il
particolare della finestra, due pagine di un libro aperto sul quale
sono stampati i testi, e un ragazzo addormentato, o deceduto, con un
altro libro aperto fra le mani. Testi, note ed altre indicazioni sono
tutti stampati in cirillico, risultando così incomprensibili per il
sottoscritto.
Così è come si presenta questo "Otkroveniya Dozhdya", ovvero il
secondo full-length dei russi Revelations Of Rain. Tra l'altro,
Otkroveniya Dozhdya è la traduzione in russo di Revelations Of Rain.
Allora, cari lettori di Shapeless, vi ricordate questo gruppo? No?
Beh, provo a rinfrescarvi la memoria. Di esso ho avuto modo di scrivere
l'anno scorso, grazie alla recensione del loro disco d'esordio, "Marble
Shades Of Despair". E' d'obbligo quindi rinviarvi a quell'articolo,
presente negli archivi della nostra webzine, anche perchè in esso sono
presenti diversi dettagli biografici che non ho intenzione di ripetere
in questa sede.
"Otkroveniya Dozhdya" segna il ritorno del gruppo di Podolsk, sempre
sotto l'egida della Solitude. La formazione che ha inciso questo CD
consiste in Forside alla voce, Ilya Remizov alla tastiera,
Olesya Muromskaya alla chitarra, Vladimir Andreev all'altra chitarra e
Letarg al basso. La batteria è campionata. Dal vivo, questo strumento è
suonato dal session Vile. Tra l'altro, non saprei dirvi se il bassista
sia già stato licenziato dal gruppo, ma sul sito MySpace del gruppo non
è nominato.
"Otkroveniya Dozhdya" contiene dieci canzoni, per un totale di 65
minuti di doom opprimente e funereo. Inciso allo studio Primordial,
questo disco è in possesso di una registrazione potentissima e nitida,
che rende il suono del gruppo davvero interessante. Infatti, a fianco
delle consuete bordate pachidermiche, tipiche del genere, il gruppo
russo affianca sempre un grandissimo potenziale evocativo, che però
richiede una pulizia del suono ai massimi livelli. E, come al solito,
lo studio Primordial ha compiuto le scelte migliori.
Ecco dunque che i Revelations Of Rain ci propongono, grazie a
questi dieci brani, un'altra prova degna di interesse, che non potrà
che stuzzicare gli amanti del doom. Anzi, del death/doom, che in questo
caso però ha dilatato ancora di più le sue ritmiche, spingendosi fino
ai territori del funeral doom. E, nonostante il loro stile sia ostico
di suo, i Revelations Of Rain riescono ad essere piuttosto fruibili,
grazie ad un songwriting vario ed a qualche strizzatina d'occhio al
doom/death di inizio anni '90. Prorio per questo, un disco come
"Otkroveniya Dozhdya" potrebbe essere consigliato a chiunque volesse
cominciare a ascoltare il funeral doom, e fosse indeciso con quale
disco iniziare per accostarsi al genere. Non ci troviamo nè al cospetto
delle lunghe "sinfonie" dei compagni d'etichetta Ea, e neppure di
fronte al doom psichedelico e dilatatissimo di Esoteric e compagnia
bella. Più che altro, questo nuovo disco dei Revelations Of Rain
potrebbe essere assimilato ai Thergothon, ai Mourning Beloveth o agli
Officium Triste.
Il gutturale del cantante, profondissimo e monocorde, che però
alterna di tanto in tanto delle evoluzioni in voce pulita, cerca di
farci da guida in mezzo a tutta questa oscurità. Non c'è luce nella
musica dei russi. C'è solo una cieca disperazione, un pesantissimo
senso di colpa, e la nostalgia per qualcosa di perduto, e che più non
tornerà. Le varie canzoni del CD, pur essendo dotate ognuna di una
propria personalità, sembrano tanti capitoli di un'unica, lunghissima
suite musicale. I lamenti delle chitarre, che si trasformano talvolta
in riff, ma che più spesso scivolano da nota a nota, legano il nostro
cuore e la nostra gola in profondi lacci di commozione. La batteria,
che riesce a mantenere una certa naturalezza nonostante sia finta, si
produce in ritmiche lentissime, devastanti in queste continue
sospensioni tra un battito e l'altro. E se il basso svolge un lavoro
ligio e pulito, la tastiera arricchisce il tutto di sensazioni,
atmosfere, sogni, incubi... Insomma, è proprio la tastiera che dona
espressività, che conduce in qualche modo le danze, nonostante il
motore sia senz'ombra di dubbio costuito dai vari strumenti a corda.
Rispetto all'album precedente, "Otkroveniya Dozhdya" presenta meno
orpelli, ma va anche più diritto al sodo. In più, i Revelations Of Rain
sembrano aver imboccato la strada giusta per un'evoluzione promettente.
Se infatti, ora come ora, possono ancora somigliare a qualche altra
band (Mourning Beloveth, ad esempio), si nota già un miglioramento
complessivo rispetto ai tempi di "Marble Shades Of Despair". I mezzi
espressivi del gruppo sono sempre ottimi, e credo che in futuro
riusciranno a migliorare ancora di più. Mi auguro comunque che riescano
anche a mantenere una formazione salda, visto che l'avvicendarsi di
musicisti è sempre stato il tallone di Achille dei Revelations Of Rain.
Comunque sia, un nuovo disco solido per questi ottimi russi. Un
gruppo da tenere sotto osservazione, perchè è in possesso di grandi
potenzialità.
(Hellvis - Agosto 2009)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Revelations Of Rain: mail@od-doom.com
Sito Revelations Of Rain: http://www.od-doom.com/
Sito Solitude Prod.: http://solitude-prod.com/