REVELATIONS OF RAIN
Emanation Of Hatred
Etichetta: Solitude Productions
Anno: 2010
Durata: 49 min
Genere: gothic death / funeral doom
Otkroveniya Dozhdya: questo è il vero nome dei Revelations Of Rain. Sin
dall'inizio, Shapeless Zine ha preferito indicarli con la traduzione
internazionale ed ufficiale del loro moniker. Per un motivo molto
pratico: l'utilizzo di questa traduzione è più semplice che una
rigorosa traslitterazione dall'alfabeto cirillico. Di conseguenza,
anche il titolo reale di "Emanation Of Hatred" è differente: il
significato però è il medesimo. Chiunque non conosca il russo, troverà
incomprensibili non solo il logo dei Revelation Of Rain ed il titolo
dell'album, ma anche tutta la tracklist ed i testi riportati nelle
sedici pagine del libretto. Un libretto lussuoso, colorato, che accosta
immagini e fotografie ai testi delle canzoni. La copertina, realizzata
in una monocromia rossa e cupa, ci mostra la figura di un angelo che
tiene una spada in mano: un angelo vendicatore, il cui aspetto è
veramente inquietante e ricorda le illustrazioni del Dorè.
"Emanation Of Hatred" è il terzo album del gruppo di Podolsk. I
capitoli precedenti, "Marble Shades Of Despair" e "Otkroveniya
Dozhdya", sono stati recensiti esaurientemente dalla nostra webzine,
arricchiti tra l'altro da una buona mole di notizie biografiche.
Pertanto, Shapeless Zine può vantare una buona conoscenza di questa
interessante realtà musicale. Un gruppo accasato, è importante
specificarlo, presso la grande etichetta Solitude Productions. Anzi,
possiamo considerare i Revelations Of Rain come uno dei gruppi classici
di quest'etichetta, uno di quei gruppi il cui stile può essere
immediatamente accostato alla Solitude. I lettori più assidui della
nostra zine, infatti, sanno bene infatti quali siano le caratteristiche
stilistiche sostenute con passione da questa etichetta. Bene, i
Revelations Of Rain rappresentano lo stile-Solitude nel modo più
preciso ed ortodosso (alla pari degli Ea, degli Abstract Spirit, dei
Comatose Vigil e in parte degli Astral Sleep).
La formazione che ha inciso questo CD consiste in Vladimir Andreev
(voce e chitarra), Olesya Muromskaya (chitarra), Ilya Remizov
(tastiere, cori), Denis Demenkov (batteria) e Evgeny Borisov (basso).
Rispetto al disco precedente, spicca l'assena del cantante Forside,
sostituito per l'occasione da Vladimir Andreev degli On The Edge Of The
Netherrealm.
"Emanation Of Hatred" contiene sette composizioni per un totale di
quasi cinquanta minuti di musica. Il lettore più attento, ricorderà che
il disco precedente dei Revelations Of Rain era stato accostato, come
stile, alla musica dei Mourning Beloveth, degli Officium Triste ed ai
seminali Thergothon. Bene, queste influenze sono presenti anche in
questo nuovo lavoro, in quanto il gruppo russo non ha tradito
certamente le sue idee musicali. Però, si nota un sensibile
accelerazione dei ritmi. Ragion per cui, il funeral doom tipico delle
prime due uscite musicali dei russi, si concede ora qualche momento di
respiro. Tanto che in più frangenti la musica dei Revelations Of Rain
potrebbe essere indicata come gothic death. Il gothic death dei primi
anni '90, si intende, quello dei primi Paradise Lost, dei primi
Anathema (soprattutto in sede di arrangiamento) e dei My Dying Bride
(anche se i russi usano costantemente il gutturale). Ecco, questa è la
vera novità di "Emanation Of Hatred". E la prima canzone del lotto,
tradotta come "Time", è una reale dichiarazione di intenti: poche volte
il ritmo si impantana in derive funeral doom e, anzi, ad un certo punto
il gruppo si lancia in una cavalcata velocissima ed inaspettata.
Probabilmente, si tratta del brano più veloce che i Revelations Of Rain
abbiano mai scritto.
Proseguendo poi con le varie tracce, le ritmiche tornano a farsi più
lente e pachidermiche, ma non giungono mai a lentezze estreme. Anzi, la
musica rimane (mi si passi il termine) vivace, mentre il gruppo
preferisce appesantire l'arrangiamento, con parti di tastiera
onnipresenti ed eccessive. Il lavoro di Ilya è interessante, molto
decadente e malinconico. Le due chitarre poi svolgono il loro compito
con professionalità e passione, creando riff nella norma e sviluppando
armonie egregie ed efficaci. Il basso e la batteria accompagnano il
tutto con decisione e creatività. Il cantante sviluppa linee vocali in
gutturale, perfettamente adeguate al genere e non molto distanti da
quanto proposto dal suo predecessore.
"Our Cathedral", "Anthitesis Of Life", "Salvia Divinorum",
"Hidden", "Mortido" e "In Expectation Of Awakening" concludono la
tracklist in maniera ipnotica e piacevolissima, almeno per gli amanti
del genere. Commentare le varie tracce sarebbe perfettamente inutile,
in quanto lo stile dei nostri è estremamente coerente. Ho preferito
sottolineare le bizzarrie di "Time" proprio perchè la rendono così
peculiare. Ma, una volta entrati nell'ottica musicale di "Emanation Of
Hatred", non ci si può sbagliare: il disco prosegue lungo questi
sentieri musicali con decisione, e ci conferma che i Revelations Of
Rain, anche se con una formazione rimaneggiata, rimangono sempre gli
stessi. Con i loro pregi ed i loro difetti. Credo tra l'altro che
questo nuovo disco non sia superiore al suo predecessore: i due lavori
si equivalgono, pur con tutte le differenze. Sono comunque lieto che la
band abbia tentato di superare le proprie frontiere espressive: sono
certo che il prossimo lavoro perfezionerà le idee accennate in questo
"Emanation Of Hatred". Anche se mi pare che la formazione del gruppo
sia cambiata nuovamente. A quanto sembra i nuovi Revelations Of Rain
consistono, oltre ai "vecchi" Denis e Ilya, nei nuovi arrivi Igor
Yashin (basso e voce) e nel chitarrista Alexandr Oreshin, già nei Grey
Heaven Fall. Cosa aspettarci quindi dai Revelations Of Rain del futuro?
Chi lo sa... Per ora, godiamoci questo piacevole e più che onesto
"Emanation Of Hatred".
(EGr - Gennaio 2011)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Revelations Of Rain: mail@od-doom.com
Sito Revelations Of Rain: http://www.od-doom.com/
Sito Solitude Prod.: http://solitude-prod.com/