RESONANCE ROOM
Unspoken

Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2009
Durata: 57 min
Genere: gothic metal con influenze progressive


La My Kingdom Music è un'etichetta che, ormai, si occupa davvero di ogni genere, mantenendo sempre buonissimi standard qualitativi, ma a conti fatti si vede che certi generi sono davvero nel cuore di chi dirige questa realtà discografica del nostro Paese. Non è un caso, infatti, se una band come i Resonance Room siano finiti nella scuderia della My Kingdom Music: il loro genere, infatti, è un gothic metal dalle tinte dark e doom, che però strizza l'occhio anche al progressive metal. Nella biografia il gruppo cita tra le influenze possibili Katatonia (molto), Pain Of Salvation (poco), Anathema e Porcupine Tree (e Riverside, aggiungo io); eppure non è difficile sentire anche richiami a molte formazioni italiane come Novembre, A Room With A View, fino ai più recenti Oblivio, The Sun Of Weakness e via dicendo. Fateci caso e vedrete che molte di queste band sono legate proprio alla My Kingdom Music.
Ma torniamo ai Resonance Room e iniziamo a presentarli: questi ragazzi vengono da Catania e, prima di prendere il loro attuale nome, avevano debuttato come Fragment; sotto questo nome avevano già pubblicato due EP, "Fragment" (2004) e "Way Down To Hell" (2006), mentre questo "Unspoken" rappresenta il loro primo full-length. La formazione è un classicissimo sestetto che comprende Alessandro Consoli (voce), Alfio Timoniere (basso), Gabriele Litrico (tastiere), Sandro Galati (batteria), Fabio Monaco e Riccardo Failla (chitarre).
Arrivando a parlare delle composizioni, abbiamo a che fare con un buon lavoro, forse lontano dall'eccellenza, ma piacevole e scorrevole per tutta la sua durata: il limite principale, a mio parere, è legato al fatto che la band non riesce ancora a creare delle canzoni davvero incisive e capaci di arrivare dritte al cuore. Nulla da dire, da un punto di vista formale, ma c'è ancora da lavorare sulla sostanza e sull'incisività delle composizioni. Forse una delle cause è anche legata al cantato, che non riesce a dare quelle sfumature che fanno la differenza tra l'espressione di malinconica sofferenza e un non so che di lamentoso, sebbene Consoli abbia un buon timbro e sia innegabilmente intonato.
Molto buono, invece, sia l'uso delle chitarre che delle tastiere: le prime, infatti, danno profondità al lavoro, cercando di essere il più possibile dinamiche, tra passaggi prog, accelerate death e languidi momenti doom (a questo proposito, vi segnalo l'ottima "Far From Grace"); le seconde, invece, ricamano con eleganza quei particolari che sono molto importanti in un lavoro del genere. Soprattutto l'uso del pianoforte mi è sembrato sempre azzeccato.
La qualità delle canzoni mi è sembrata piuttosto costante, senza picchi particolari ma, fortunatamente, senza punti bassi; la band si destreggia piuttosto bene sia nelle composizioni più articolate e lunghe, come "Maybe You Are" e "Unspoken", sia negli episodi più brevi e lineari, come nel caso dell'ariosa "The Warmth Of Life" oppure in "Instants Of Madness", brano che inizia come una ballata pianistica per poi esplodere in un classico crescendo elettrico.
A conti fatti, quindi, un episodio positivo, che però non può e non deve considerarsi un punto di arrivo, bensì una base di partenza su cui crescere e maturare in attesa di un lavoro di caratura più elevata. Nel mentre, comunque, "Unspoken" sarà un buon modo per iniziare a conoscere i Resonance Room.
(Danny Boodman - Dicembre 2009)

Voto: 7


Contatti:
Sito Resonance Room: http://www.myspace.com/resonanceroom

Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/