REQUIEM K626
Genemesis

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 27 min
Genere: death metal melodico


L'Italia, da secoli, è il paese della melodia. Non c'è da stupirsi quindi che il death metal melodico svedese, che ha avuto un successo planetario, proliferasse così tanto nel nostro Bel Paese. Se si dovesse stilare una lista di tutti i gruppi italiani, famosi ed underground, che suonino questo genere musicale, o ne siano in qualche modo influenzati, ci sarebbe da impazzire. Il connubio tra violenza incontenibile e musicalità coinvolgente ha ispirato tutta una generazione di artisti, ed anche le vecchie volpi hanno optato, spesso e volentieri, di spiccare un salto sul carrozzone.
Era quindi naturale che, tra la miriade di demo che mi ritrovo a casa, comprati a tonnellate o ricevuti in regalo, o scambiati, mi sarei stupito se non ci fosse stato un CD catalogabile in questo genere, o questa famiglia musicale. E infatti, eccolo qui. E' un demo del 2002, realizzato da un gruppo pugliese chiamato Requiem K626, nel cui logo il "K626" è scritto in piccolo, timidamente, così da non balzare all'occhio a prima vista. La copertina, realizzata professionalmente così come tutta la confezione del demo, rappresenta una creatura mezza carne, mezza metallo. I colori chiari, il particolare tipo di disegno, sono in perfetto stile cyberpunk. Il libretto contiene tutti i testi ed una foto dei musicisti. Musicisti che rispondono ai nomi di Gianluca Masiello (voce), Marco Aromatario e Stefano Martinelli (chitarre), Marco Ciuffini (basso) e Micky Giove (batteria). Tra questi, il chitarrista Marco è probabilmente il componente più famoso, poichè ha al suo attivo esperienze con Exhumer, Mutala, Corpsefucking Art, Ad Noctem Funeriis. Soprattutto, è un ex-Natron.
I Requiem K626 si sono formati in provincia di Bari nel 1997. La formazione ha subito sin dall'inizio una serie di cambiamenti, ma il gruppo è riuscito comunque a registrare un demo nel 1999, intitolato "Fatal Opera". Nel 2000 è stata la volta del demo "And The Sunrise...", che ha posto le basi per lo sforzo successivo della band, intitolato "Genemesis". Ed è proprio questo CD che andiamo a commentare.
I ventisette minuti di questo demo scorrono via velocemente, coinvolgendo l'ascoltatore sin dal primo istante. E sono subito due le cose che risultano chiare. La prima: i musicisti sono in possesso di un'ottima tecnica. Due: la registrazione è professionale, nitida, stupefacente per essere un demo. Mettendo insieme le due cose, è facile intuire che "Genemesis" sia un lavoro pienamente godibile, suonato da una band competente ed ispirata, capace di soddisfare sia le orecchie con la sua buona musica, che di appagare l'occhio grazie ad una grafica piacevole.
La musica proposta dal gruppo è un death metal melodico dalle forti influenze svedesi, quelle cosidette di Gotheborg per intenderci, dove però all'impatto puro (che pure è presente) va di pari passo un talento melodico di chiara ispirazione heavy metal, evidente soprattutto nel lavoro delle due chitarre, che devono molto agli Iron Maiden. L'impatto è garantito da una sezione ritmica notevole, che sà pestare ma anche arricchire l'arrangiamento con trovate creative. La voce è potente, vibrante, ed il gruppo non disdegna l'utilizzo anche di vocalizzi puliti. Nel suo insieme, ci sono tanti elementi degni di nota, che distinguono i Requiem K626 dai tanti gruppi simili, ma sicuramente meno competenti e dotati di minor talento. "Season Of Decease", "Ultimate Breed (My Own God)", Altered Euphony", "Anthem" e "Ravenous Nymph" sono cinque buone canzoni, che esprimono chiaramente la bravura del gruppo. Bravura ridimensionata dall'eccessivo attaccamento ai modelli: questo fa sì che molti passaggi siano prevedibili, che già da qualche battuta prima si capisca dove la musica andrà a parare. Ma questo è il vero limite del death metal melodico di stampo svedese: i gruppi hanno uniformato sia i suoni, sia i giri d'accordi sui quali comporre la melodia. E questo alla lunga risulta castrante per i gruppi ricchi di qualità, quali i Requiem K626.
Ci sono altre due brani, in questo demo. Uno è il remix di "My Own God", e poi c'è una bonus track inaspettata. Il Remix di "My Own God" è sorprendentemente efficace. Ecco, qui i Requiem K626 mi sono piaciuti, e mi spiace che questo non sia il loro vero stile. In pratica, la canzone è sostenuta da un pesante ritmo elettronico. Sì, lo so che non si tratta di una novità, ma questa traccia è veramente appassionante. Non so se i Requiem K 626 siano ancora attivi, ma se lo fossero gli consiglierei di insistere su questa strada.
La ghost-track è la cover di "Wherever Whenever" di Shakira. Il risultato è molto heavy metal, complici i vocalizzi rozzi del cantante. Mi ha regalato un sorriso.
Comunque sia, come ho appena scritto non so se i Requiem K626 siano attivi o meno. E' chiaro comunque che il gruppo sappia il fatto suo, e che gruppi del genere vadano sostenuti. A un patto però: che piano piano imparino ad abbandonare le influenze eccessive, e provino a cercare una propria strada.
(Hellvis - Agosto 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail: requiemk626@hotmail.com
Sito internet: http://www.metalloitaliano.it/bands/Requiem.htm