REQUIEM AETERNAM
Philosopher
Etichetta: Trinity Records
Anno: 2004
Durata: 46 min
Genere: techno-death metal melodico
I Requiem Aeternam si sono formati nel 1995 a Montevideo, in Uruguay.
All'inizio la formazione era formata da Martin Lopez e Martin Mendez
(ora tutti e due negli Opeth, il primo ha anche suonato negli Amon
Amarth), Pablo Magallanes e Josè Romero (ex Inner Sanctum). Qualche
tempo dopo, la formazione ha subito un ribaltone, lasciando Josè Romero
(chitarra e voce) come unico superstite. A lui si sono presto uniti il
bassista Marcelo Aguilar (nei Thy Dominion prima e negli Upon Shadows
poi) ed il batterista Fabian Redondo. Con questa line-up, i Requiem
Aeternam hanno registrato l'EP "Eternally Dying", pubblicato nel 1998.
In seguito il gruppo si è dedicato ad un lungo tour nell'America
Latina, durante il quale Josè Romero ha pubblicato un libro intitolato
"Escritos Prohibidos". Alcune delle poesie lì presenti verranno
utilizzate in futuro come testi delle canzoni.
Nella metà del 2002, Josè si è trasferito a New York, dove ha potuto
finalmente preparare e pubblicare "Philospher". A dargli man forte il
bassita Maciej Kupiszevski (ex Ante Lucem). Alla batteria, ma solo per
la registrazione dell'album, il batterista degli Incantation Alex
Hernandez.
Il CD è stato registrato allo studio Big Blue Meenie tra il maggio e il giugno del 2004. La produzione è piuttosto buona.
La qualità musicale dei Requiem Aeternam è evidente nella stupenda
coppia di canzoni d'apertura: "Rectitude" e "Wisdom". Queste due tracce
mettono in luce un universo sonoro fatto di creatività, espressività,
tecnica e continui richiami ai più svariati generi musicali. Attraverso
gli arrangiamenti sofisticati, forti di una notevole ricchezza
timbrica, vengono creati piccoli monumenti di metal estremo ed
intelligente, mai banali o prevedibili. L'ascolto attento delle
composizioni, tenendo d'occhio la loro struttura, tradisce un certo
gusto per la difficoltà esecutiva. Questo non significa però che si
tratti di mere esibizioni di tecnica. Tutt'altro: l'abilità strumentale
è messa al servizio di un suono d'assieme originale, che convince in
ogni sua parte. Il suono dei Requiem Aeternam sa essere violento e
potente, e non perde d'impatto nonostante la musica non sia delle più
facili. I vocalizzi di Josè sono devastanti: il suo urlo è carico di
aggressività disperata. All'opposto, nelle sezioni più morbide si ha la
possibilità di apprezzare il tocco dei musicisti sui vari strumenti:
gli arpeggi pulitissimi della chitarra, il pulsare creativo del basso,
la meravigliosa puntualità della batteria. In questi momenti, la voce
di Josè è più flebile. Come timbro, ricorda molto da vicino la voce
pulita dei Lunatic Gods. Ma anche determinati passaggi musicali,
soprattutto quando interviene la chitarra acustica, ricordano da vicino
la band slovacca. I Requiem Aeternam non sono infatti esenti da
influenze esterne: oltre al gruppo già citato, più di una volta saltano
fuori richiami agli Opeth, al death melodico svedese, al black metal
(si ascoltino le battute d'inizio di "Wisdom"), ecc.
In un certo senso, il trio si dimostra barocco nella sua attitudine
musicale. Barocco nel senso originario del termine. A parte l'utilizzo
continuo di ghirigori musicali che rendono complesso ogni singolo
passaggio, i Requiem Aeternam sono alla continua ricerca dell'effetto
sorpresa. Un obiettivo facilmente raggiunto con "Liberty", un traccia
completamente diversa dalle due precedenti: una ballata, praticamente,
dalla struttura semplice, diretta e molto melodica. Sebbene con le
debite differenze timbriche e stilistiche, non la vedrei male
coverizzata dai System Of A Down. Sì, non avete letto male. C'è
qualcosa, nella melodia di "Liberty", che potrebbe ricordare qualcosa
dei brani più rilassati della famosa band americana. Bello il finale
per sole voci, anche se avrebbe potuto essere realizzato meglio.
Con "Logos", i Requiem Aeternam tornano a far male. Nei suoi novi
minuti, questa composizione passa in rassegna il campionario espressivo
della band. E' comunque una traccia poco atmosferica, più attenta ai
suoni forti. Dilungandomi così tanto in precedenza, nel commento delle
due tracce d'apertura, non è che mi rimanga molto da scrivere su
"Logos". In effetti, quanto ho scritto prima vale anche per questa
composizione, così come per le successive. Questo non significa che il
gruppo tenda a ripetersi. Piuttosto, la cosa andrebbe vista come un
pregio: nonostante i numerosi richiami ed influenze, i frequenti
chiaroscuri, le sorprendenti bizzarrie ritmiche, la musica dei Requiem
Aeternam risulta coerente e ben distinguibile. Insomma, il gruppo
uruguagio è in possesso di un sound personale e maturo (nonostante io
pensi che possa migliorare ancora).
Alla traccia più lunga del CD, fa seguito la più breve:
"Antichrist". Un buon esercizio d'impatto e di melodia, che mantiene
viva l'attenzione dell'ascoltatore lungo i suoi quasi quattro minuti di
durata.
"Desperation" riporta la band sui territori a lei più consoni
della canzone lunga e complessa, e mostra tante sfaccettature, tra le
quali un inizio parecchio black, una sezione narrata in spagnolo ed un
finale più morbido, che sembra preludere alla seconda ballata del CD,
la title-track. Si tratta di un brano morbido, giocato principalmente
su sonorità acustiche, che ricorda nuovamente la band americana citata
in precedenza. Molto intensa, un bel diversivo che dona equilibrio e
vivacità al lavoro.
L'ottava traccia non ha titolo, ma si rivela subito complicata
come non mai. Mi vengono in mente ancora i Lunatic Gods, ma questa
volta la creatività ritmica non ha limiti. Si segnala una sezione
morbida in tre quarti, presto inghiottita da un vorticante crescendo di
violenza sonora. Per l'ennesima volta, i Requiem Aeternam riescono a
stupirci con una serie di intuizioni più creative che mai, legate tutte
da una melodia insistente e malinconica. La musica è estremamente
comunicativa, e mi rammarico di non aver potuto leggere i testi. Quasi
tutti tratti da "Escritos Prohibidos", quindi vere e proprie poesie.
Nonostante le solite sezioni delicate, la traccia numero otto è molto
grintosa, e quando la batteria pigia sull'acceleratore spacca
veramente.
"Philospher" è un gran bell'album. Non ho avuto modo di ascoltare la
produzione precedente del gruppo, ma dopo aver esaminato questo CD,
beh, mi è sorta una grande curiosità. I Requiem Aeternam ci sanno fare
dannatamente. E' una band completa, dalle qualità artistiche notevoli
(anche l'artwork, col vecchio filosofo cieco che tende una mano verso
una fonte di luce), che spero si faccia conoscere da un pubblico vasto.
Se la fortuna li assisterà, se la Trinity Records farà il suo dovere
fino in fondo, è probabile che presto ne sentirete tutti parlare! Per
ora un gran bel voto, con l'idea che Josè Romero e soci non abbiano
ancora dato il loro meglio!
(Hellvis - Maggio 2006)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Requiem Aeternam: info@requiem-aeternam.com
Sito Requiem Aeternam: http://www.requiem-aeternam.com/
Sito Trinity Records: http://www.trinityrecords.com.hk/