RENEGADE
Straight To The Top
Etichetta: My Graveyard Productions
Anno: 2008
Durata: 41 min
Genere: hard and heavy rock
Anche i Renegade sono arrivati al secondo CD, e se anche onestamente
non ho mai sentito il primo, dalle chiacchere del settore si dice che
il secondo sia nettamente di un altro pianeta. Sarà vero? Sicuramente,
la band la credevo molto più heavy e a parte l'iniziale "Straight to
The Top" che potrebbe far cadere in inganno vista la sua fiera e
potente linfa heavy power con innesti alla Saxon, già con la seconda
(la mia preferita del CD) "Really Think You're Clean?" la band sfodera
un'ottima attitudine hard (e anche blues). Gioca con un giro
abusatissimo nel rock e riesce nell'intento al primo colpo, visto che
il riff portante ti si stampa in testa al volo e il ritornello, in
spirito prettamente Motorheadiano, piace per il suo modo di ammiccare e
sdrammatizzare. Sarcasmo, ecco il giusto termine.
"City Night" continua a trasportare l'ascoltatore nella profonda e buia
città pronta ad esplodere; i piano e i forte del pezzo sono ottimi, si
senta l'incedere della strofa e il crescendo del ritornello; atmosfera
e rabbia sfoderate con grande intelligenza. Devo dire che sono
veramente sbalordito (anche se in effetti poi i pezzi cambiano sul
finale): la potenzialità dei primi quattro pezzi, compresa la
successiva "R'n'R DJ" è veramente ottima.
L'impressione e lo stile musicale, in parte richiamano i primi Iron
Maiden, quando giocavano a fare del buon rock ("Drifter"/"Charlotte The
Harlot"/"Running Free", le migliori di sempre su tutti i pezzi dell'era
Di Anno) e qualcosa dei Def Leppard pre-era elettronica: un chiaro
esempio leppardiano è appunto "R'n'R DJ", sussurata inizialmente con un
crescendo degno degli altri pezzi e memore come già detto dei migliori
Iron Maiden e Def Leppard.
"I Can't Live Without You" ha un po' il compito di spartiacque,
ovvero divide la parte più ispirata e divertente del CD da quella forse
più seriosa e un po' più heavy. Il pezzo in questione è una power
ballad, neanche malvagia ma senza troppe cartucce da sparare, insomma
si fa ascoltare ma non lascia il segno.
Si continua con il rock'n'roll ed è cosa buona, e "Nasty Boy
Blues" è un pezzo che avrei giocato come ultima song, visto che è il
classico pezzo dal ritornello trascinante che a fine CD ti fa riavviare
il lettore. E' vero che ho detto che la seconda parte del CD è più
heavy, ma ecco questa è una piccola e gradita eccezione. Discorso a
parte per "Kid "The Hurricane"" pezzo tirato e meno rock'n'roll style,
devo dire buono ma meno divertente dei precedenti, sullo stile della
title track, in bilico tra rock ed heasvy metal che riesce a imporsi
soprattutto per la buona parte centrale con tanto di crescendo finale
arpeggiato, che ci riporta al ritornello forse un po' scontato.
"Cold As Ice", purtroppo non riesce, almeno con il sottoscritto,
ad ottenere il risultato sperato dalla band: impressionare. La
lunghezza del pezzo è sopra la media: il ritornello è alquanto solenne
e gli stacchi e le melodie che infarciscono il pezzo nella parte
centrale sono elettrici e frizzanti; infine, da notare l'utilizzo di
strumenti acustici nella parte finale. OK so che probabilmente il
gruppo sarà stra orgoglioso del risultato finale, ma in fondo otto
minuti sono un po' tantitni e benchè il pezzo si amalgami bene e sia
fluido, non riesce ad essere al livello degli altri, poco trascinante.
Se "Cold As Ice" mi ha fatto un po' perdere il filo conduttore con il
feeling del CD, la successiva (e bonus track) "Tell Me What To Do" mi
ha completamente allontanato dallo spirto scanzonato e divertente di
pezzi come "City Night" o "Nasty Boy Blues" (qui dovevate metterla
questa!!!). Il pezzo in questione è anche questo troppo lungo e per la
maggior parte acustico; è fluido OK e il ritornello non è male, idem
per la scelta delle melodie pulite senza mai essere "sporcate" da
chitarroni elettrici. Ma nella vita del CD gli ultimi due pezzi secondo
me cambiano totalmente il tiro della band, facendo frenare troppo
bruscamente un convoglio lanciato a massima velocità; provate ad
immaginare l'effetto!
Tirando le somme, consiglio comunque vivamente di dare una possibilità
a questa band, che riesce a confezionare un CD che per prima cosa piace
quasi dal primo ascolto (dopo tre ascolti, sarete completamente a
vostro agio con tutti i pezzi). Secondo, è un disco italiano, suonato
da italiani che hanno le palle e sono capaci anche loro a scrivere
buoni, se non ottimi pezzi di quel rock'n'roll che arriva sì
dall'America, ma che ormai le sue lezioni le ha già date
abbondantemente, e noi da bravi alunni abbiamo appreso, e pure bene,
nel caso dei Renegade. Peccato solo per gli ultimi due pezzi che hanno
scandalosamente abbassato il mio giudizio di mezzo punto.
(Hellcat - Novembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Renegade: http://www.myspace.com/renegadefansclub
Sito My Graveyard Productions: http://www.mygraveyardproductions.com