RELLIK
Deceive The Deceiving (MCD)

Etichetta: Metal War Productions
Anno: 2004
Durata: 16 min
Genere: thrash/death metal


Ahhh... La primavera... Un bel 30 ad un esame... Altre cosette indicibili... Ahhh...
Cioè, a parte la primavera è tutto vero. Pare solo che il Padreterno si sia accorto che teneva il termostato su "neve" da troppo tempo ed allora ha fatto subito lo scatto su "sole", almeno qui dalle mie parti. Insomma rieccomi in carreggiata, almeno fino al prossimo sbandamento, ad occuparmi delle vostre musichette preferite. O aspiranti tali, visto che di norma mi occupo di band esordienti o comunque poco conosciute. In questo caso analizziamo "Deceive The Deceiving", secondo mini-CD ad opera di una metal band di Philadelphia, chiamata Rellik. A quanto pare ne esistono almeno altre tre, di band con questo nome, e due di queste operano negli Stati Uniti d'America, quindi confonderle è facile. Per distinguere questi Rellik dagli altri posso darvi alcuni segni distintivi. Questi fanno un thrash metal all'antica con qualche punta di death (un pochino meno di quanto ne potevano avere gli Slayer dei vecchi tempi!) ed una spruzzata di punk/hardcore, che male non fa, come dice il saggio. Non vi basta? Allora mi tocca svelarvi che la batteria la suona un tale Craig Smilowski, con un passato tutt'altro che da dimenticare con Goreaphobia e, soprattutto, Immolation!!... Per giunta uno dei due chitarristi è suo fratello Tom Smilowski!... Però, come vi ho già indicato, non aspettatevi death metal furioso e brutale. Vi spiego meglio.
Le 5 tracce hanno un sound secco e asciutto, che mostra influenze che vanno dai Kreator ai Malevolent Creation (la voce tagliente di Steve Campbell ci spinge molto a pensarla così), passando per i Cannibal Corpse dei momenti più leggeri (se mai esistessero, questi momenti leggeri!), ma solo per il sound: la voce è una scartavetrata thrash ma mai troppo urlata o in growling.
L'opener "Apeirophobia" è il brano più aggressivo e diretto, e ad un primo impatto può scatenare un pogo solitario alquanto dannoso per i quadri alle pareti della vostra cameretta... Sì, sì, un bello scavezzacollo che ricorda un poco i Dark Angel più diretti o certi riffoni micidiali dei Cannibal Corpse di "Tomb Of The Mutilated". "Pitch Black" ha un andamento strano e, almeno per il mio palato, poco soddisfacente: si va da passaggi 70s rock da hillbilly ad altri tipicamente punk/hc all'americana. "Die As I Say (Not As I Do)" si apre con un lunghissimo arpeggio per poi evolversi in un altro pezzo thrash/death molto tradizionale, con un testo che accusa il fondamentalismo islamico più nocivo (il resto dei testi sono sui classici standard thrash americani: "vita di merda, ahimé come soffro!"). "Begin To Bleed Through" è un brano che mi è parso alquanto trascurabile, mentre ci si risolleva con l'ultima e rapidissima "Means To An End" che, riprendendo il discorso presentato con "Pitch Black" affianca momenti hardcore con altri yé-yé, con tanto di assolo di chitarra wah-wah. Un vizio che le band americane non riescono a togliersi.
In generale un dischetto piacevole, con uno stile che negli ultimi anni è poco rappresentato, anche se in fondo i brani hanno poco di originale ed il sound è un po' troppo anonimo, e non riesce a valorizzare al meglio la potenza intrinseca di un brano da ortopedico quale la succitata opener "Apeirophobia", che rimane a mio avviso il punto più alto del disco. Io non mi azzardo a sbilanciarmi nel voto... Ma voi fate così: il brano in questione è scaricabile gratuitamente dal loro sito. Andateci, scaricatelo e ascoltatelo. E se non vi piace lasciate perdere!
(MoonFish - Marzo 2005)

Voto: 7


Contatti:
Sito Rellik: http://www.rellik.us/

Metal War Productions
P.O. Box 5996
Philadelphia, PA. 19137
U.S.A.
Sito Metal War Productions: http://www.metalwarprod.com/