REFLECTIONS
Free Violence

Etichetta: Temple Of Noise / Edel
Anno: 2006
Durata: 38 min
Genere: crossover/metal


Grandissima sorpresa questi Reflections da Palermo; veramente una lieta e grande sorpresa, in un solo colpo sono riusciti a riportarmi indietro di almeno una quindicina d'anni, quando il thrash metal influenzato dal funky, dall'hardcore ed in maniera minore dal rap viveva il suo momento più florido con gruppi come i Suicidal Tendencies, in primis e gli Infectious Groove poi. Nati nel 2000 e con due demotape all'attivo, i nostri registrano "Free Violence" già nel 2003, ma a causa di innumerevoli problemi, vedrà la luce solo nel 2006.
Tocca a "The Best Part Of Me" aprire le danze, con il suo tipico thrash metal primi anni '90; ritmiche serrate, basso preponderante ed in netta evidenza, vocals sguaiate ed a tratti leggermente confusionarie, e poi, tanto, tanto, tanto groove. In "Reflect Yourself", la componente hardcore si fa più sostenuta, ricordando a tratti i primi Biohazard, mentre i giri di basso si fanno ancor più vorticosi e virtuosi; buonissimi gli stacchi melodici ed i ritornelli dove torna palpabile l'amore e la profonda conoscenza delle sonorità sopraccitate.
In "Shit Attitude" le ritmiche si fanno più veloci ed insistenti, mentre le influenze funk fuoriescono in tutto il loro splendore, rendendo il brano in questione tra i migliori del lotto, avvicinando i nostri in maniera inequivocabile alla band di Trujillo; grande duttilità strutturale e melodica, figlia di una preparazione tecnico musicale nettamente al di sopra della media. Grandi.
"Happiness Is Sad" ha un inizio più pacato, per un brano che alla fine risulta essere una simil ballad, ben divisa tra strutture fluide, melodiche e più sentite e partiture più dure, potenti e lasciate andare. Veramente buono il lavoro delle chitarre, soprattutto lungo gli assoli, ora veloci e tecnici, ora più melodici e ricchi di pathos.
Con "Slave" si torna prepotentemente alle sonorità tanto care ai nostri, quindi basso slappato e ritmiche più articolate e funky, senza mai tralasciare brevi ed intense sfuriate thrash; nell'occasione è possibile ritrovare decise assonanze verso i cosiddetti gruppi techno-thrash, quali Death Angel o Atheist, grazie al sapiente alternarsi tra soluzioni ora crude e taglienti, ora melodiche e virtuose. Veramente bravi.
Dopo "One Minute" breve traccia di passaggio, tocca a "Down Like A Clown", riprendere il bandolo della matassa; un vero e proprio inno crossover, senza arte ne parte, ricco di spensieratezza e spirito goliardico, che sembrano avvolgere e contraddistinguere ogni singolo giro e partitura; una musicalità sempre pronta ad evolversi, trasformarsi ed inseguirsi, presentando tutte le proprie e varie sfaccettature e tutte le influenze, senza limite alcuno.
Se in "I Complete Myself", la violenza e l'irruenza profuse trovano maggior sfogo ed attenzione, in "We Don't Care" l'influenza hardcore si fa decisamente più marcata, tanto da ricordare in più di un' occasione gli Agnostic Front.
Tocca quindi alla title-track chiudere degnamente questo gran bel CD; con le sue ritmiche cadenzate, pesanti e thrashy, dove ancora una volta sono gli stacchi e gli inserti funk ed alternative a farla da padrone, sfociando continuamente in partiture più robuste e corpose, sino al finale, lasciato in mano alla chitarra acustica. Purtroppo anche in questa occasione i cantati di Bruno, non convincono sino in fondo, perché troppo spesso sguaiati e sopra le righe; peccato.
Voglio concludere questa recensione tributando un grande e dovuto grazie a questi ragazzi siciliani, capaci di riproporre, rinverdire ed attualizzare sonorità che oramai credevo perdute nell'oblio, ma che per un buon lustro hanno fatto parte dell'ascolto giornaliero di ogni buon metallaro, me compreso. Per tutti i nostalgici, ma non solo.
(Pasa - Agosto 2008)

Voto: 8


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