REDEMPTOR HOMINIS
Prémices I-IV (MCD)

Etichetta: Haarbn Records / Evil Distribution
Anno: 2008
Durata: 32 min
Genere: black metal


Quando mi sono trovato fra la mani il CD dei Redemptor Hominis, prima ancora di ascoltarlo o di leggerne i testi, mi sono chiesto se il gruppo fosse cristiano o meno. L'artwork del CD infatti, ma anche i titoli delle varie traccie, hanno preso a piene mani dall'iconografia e dall'immaginario cattolico dei secoli passati, assorberndone tutte le suggestioni severe ed austere. In copertina si vede un'immagine di Gesù Cristo accompagnato al supplizio, riprodotta in un essenziale bianco e nero. Nelle dodici facciate del libretto invece, i vari testi (in francese, ma con qualche frase anche in inglese ed in tedesco) sono accompagnati da illustrazioni tratte dalla celebre Bibbia del Dorè: in particolare, la scelta è ricaduta sulle rappresentazioni del giorno del Giudizio. I titoli delle composizioni, infine, sono in latino. Insomma, l'artwork è più cattolico che mai, e comunica davvero un senso di sacralità. Sembra quasi che dalle pagine fuoriesca un odore di incenso.
Ma i Redemptor Hominis, nonostante il moniker e tutto il resto, altro non sono che un gruppo black metal. E la lettura dei testi è illuminante in tal proposito. Testi di qualità, tra l'altro: ben scritti, molto strutturati, ricchi di metafore evocative. Quello che forse viene a mancare è un po' di profondità nel loro significato. Infatti, i testi pongono domande sull'effettiva bontà di Dio, o ripercorrono i momenti più bui della Chiesa. Ma non aggiungono nulla a quanto già scritto e riscritto sul medesimo argomento da altri gruppi. La bellezza di forma nasconde una scarsa originalità tematica.
Comunque sia, è la musica che ci interessa maggiormente. Passiamo dunque al commento delle quattro tracce qui presenti. Quattro canzoni per un totale di 32 minuti di musica.
La formazione che ha inciso il CD consiste in S. (musica, testi e strumenti), I. (voce - suona anche nei Frater Sinister) e J. (voce ospite nelle canzoni I e II). La musica è stata incisa tra l'estate del 2006 e l'inverno del 2007.
Partiamo dunque col commento di "Prémices I-IV", iniziando dalla prima canzone: "I - Quod Supra Nos, Nihil Ad Nos - Dieux". Un brano black fatto e finito, senza particolari picchi creativi. La qualità di registrazione è molto buona, e mette in evidenza tutti i particolari. La chitarra crea riff e successioni armoniche nella norma, e le tastiere garantiscono una buona dose di atmosfera. Si sente però la mancanza di due cose non da poco: la personalità e l'istinto nell'esecuzione. "I - Quod Supra Nos, Nihil Ad Nos - Dieux" è una canzone davvero come tante, sa di già sentito dalla prima all'ultima nota, e dopo il primo ascolto non riesce a mantenersi interessante in vista di un secondo. In più, la realizzazione è così pulita e precisa da sembrare quasi innaturale, privando quindi il black della sua caratteristica peculiare: quel senso di istinto selvaggio che giustifica anche le imprecisioni.
Le linee vocali, realizzate con la consueta voce digrignata, non stupiscono più di tanto. A volte sono macchinose, quasi si fosse voluto adattare il testo alle successioni armoniche. Il tutto risulta piuttosto innaturale, e quindi poco efficace.
La cose vanno meglio con "II - Inde, Viae Et Lacrimae - Culte". Lenta e strisciante, ha un maggior impatto evocativo sull'ascoltatore. Certo, anche in questo caso non vengono raggiunte vette di creatività, e comunque la canone risulta più efficace seguendone il testo durante l'ascolto. E' anche vero che tra questa traccia e la precedente non c'è paragone. Alcuni spunti sono piuttosto carini, ma alla fin fine non ci si distacca da una deprimente mediocrità. Ed è un peccato perchè S. sembra un musicista competente ed appassionato, e le tracce sono confezionate professionalmente. Però, davvero, non c'è nulla di nuovo in questa proposta dei Redemptor Hominis, e tutto è così nella norma da sembrare realmente superfluo. Anche l'accelerazione della seconda parte, o i vocalizzi puliti.
Le canzoni del MCD si aggirano su una media di sette minuti l'una, più o meno. Non fa quindi eccezione la terza traccia in scaletta, "III - Est Quaedam Flere Voluptas - Conflit". Il riff iniziale sembra risollevare un po' le sorti di questo lavoro, ibridando il black metal con il metal classico, o il death metal. Trattandosi di un testo che tratta di guerre, ovviamente la musica è violenta ed il ritmo è molto veloce. Immaginatevi i Bolt Thrower che vogliano suonare black metal: questo paragone bizzarro potrebbe calzare a pennello con le parti più cattive del brano. Anche in questo caso, però, i limiti vengono confermati. Curiosiamente, le sezioni più interessanti sono quelle meno violente, attorno ai tre minuti dall'inizio, che spostano decisamente il baricentro della composizione su territori meno prevedibili. In fin dei conti, comunque, ""III - Est Quaedam Flere Voluptas - Conflit" resta l'episodio più interessante del MCD.
"IV - Omnium Mortalium Vitae Est Misera - Déchéance" è un altro episodio piacevole, dalle forti tinte gotiche. Diciamo che i passaggi evocativi e malinconici sono alternati agli assalti all'arma bianca (piuttosto spuntata, a dire il vero), e comunque la cosa non è fastidiosa all'orecchio. Anzi, alcune scelte denotano un discreto senso estetico. Ma gira e rigira siamo sempre lì: tutto sa di già sentito. Non c'è nulla che sia fatto male, e sicuramente i Redemptor Hominis sono più preparati e professionali di tanti altri gruppi. Ma la personalità è davvero ai minimi termini. L'atmosfera c'è, ma manca quel qualcosa in più in grado di comunicare veramente con l'ascoltatore.
A parer mio, il gruppo francese deve lavorare ancora tanto. Non in termini di tecnica o di abilità compositiva, quando nella ricerca di un proprio stile. Ora come ora, i Redemptor Hominis sono veramente anonimi. E per i più smaliziati nel genere, l'ascolto di questo MCD corre il rischio di essere davvero noioso.
"Prémices I-IV" può essere considerato, a parer mio, come un biglietto da visita ben confezionato per far circolare il nome. Ma avrei preferito che fosse un demo, anzichè un MCD ufficiale. E' importante che adesso S. e soci si rimbocchino le maniche ed evitino come la peste le soluzioni più facili. Nella musica è giusto seguire il cuore, ma a volte questo non basta. Serve anche la testa.
(Hellvis - Gennaio 2009)

Voto: 6


Contatti:
Mail Redemptor Hominis: sibiatus@yahoo.fr
Sito Redemptor Hominis: http://redemptorhominis.free.fr/

Sito Haarbn Records: http://www.haarbn.com/

Sito Evil Distribution: http://www.evildist.com/