REALM
Suiciety

Etichetta: RoadRunner
Anno: 1990
Durata: 39 min
Genere: techno-thrash


Secondo ed ultimo album per i Realm, ottimo gruppo dedito a sonorità Speed ai confini col Techno-Thrash. Rispetto al grandioso "Endless War" lo stile della band è rimasto pressoché immutato, con quella dose di potenza e le classiche parti incasinate a fare da contorno. Anzi... a ben vedere questo disco risulta forse meno immediato del precedente ed un tantino più sperimentale e contorto.
In gran parte del disco c'è un persistente giocare fra effetti sonori strani, velocizzazioni e continui controtempi. Probabilmente è più difficile trovare una canzone che sia solo veloce e basta, non siamo certo ai livelli dei WatchTower ma ci si avvicina abbastanza.
L'apertura delle danze inizia con "Cain Rose Up", con quel giro di chitarra 'a sbalzi' ed i soliti acuti in pulito del vocalist Mark Antoni. La batteria è un vero frantoio macinante e con la successiva "Fragile Earth" si può sentire anche qualche influenza slayeriana giusto un istante, per poi partire con uno stop'n go da far invidia a mr Portnoy dei Dream Teather. "Energetic Discontent" viene aperta da partiture degne dei migliori Helstar di "Nosferatu" (cosa ripetuta anche alla fine della song... il marchio è inconfondibile!), che sfociano in rapidi assalti Thrash Metal, forse il brano più spaccaossa del lotto.
"Final Solution" ha un inizio arpeggiato, introdotto dagli stranissimi suoni stile vecchio video-game, anche qui si parte alla grande in velocità, per tornare nuovamente in un mid-tempo ultra-incasinato e nuovamente nello Speed Metal (cosa forse ripetuta troppo spesso durante tutto l'album).
Altro brano particolare che vorrei segnalare è "Dick", stranissimo e cupo, dai curiosi giri di chitarra tecnici e sincopati, interrotto da continui cambi di tempo da capogiro. La chiusura spetta a "Suiciety", ancora una volta si ripetono i suoni da atmosfera che spuntavano qua e là in quasi tutte le canzoni, in questo caso sembra proprio di sentire una battaglia spaziale (o più semplicemente gli spari di un giochino da sala bar...) e con quest'ultimo morboso brano viene riassunto tutto il disco, con molte parti interessanti, a tratti forse un po' pesanti ma comunque buone. Sinceramente preferisco "Endless War", più immediato e vario.
Probabilmente in "Suiciety" si è dato più peso alla sperimentazione, lasciando la freschezza adrenalinica degli esordi, a scapito di soluzioni forse un po' troppo ripetute. Dopo questo disco i Realm sono letteralmente scomparsi dalla circolazione
Un buon disco da ascoltare con calma più e più volte.
(Muad'Dib - Aprile 2003)

Voto: 8.5



Pure io preferisco "Endless War", la differenza è netta. Qui i Realm erano meno ispirati, e le canzoni sembrano più macchinose, perdendo parte del tiro. Se lo si paragona all'esordio è probabile rimanere delusi, ma se invece lo si paragona al resto degli album in circolazione allora lo si rivaluta un bel po'. Un buon album, a tratti molto buono, ma mai eccellente.
(teonzo - Aprile 2003)

Voto: 8