RAVENSBLOOD
From The Tumulus Depths
Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2005
Durata: 39 min
Genere: war black metal
Ravensblood è un progetto francese dedito ad un black metal veloce e brutale, nato
nell'estate del 2001 dalle ceneri di un altro gruppo.
Dopo svariati cambiamenti nella line-up, i due membri
rimanenti CG (voci) e SC (ogni strumento) registrano il loro primo demo
chiamato "A New Blizzard Shall Come" (recentemente riproposto come
split tape con i Memorial dalla Ewiges Eis Productions). Ora, grazie
alla furiosa voce di Wolfnacht, il gruppo registra il suo primo album
"From The Tumulus Depths" nel 2004.
Come inizio non è male, anzi, si potrebbe considerare pure troppo
eccessivo vista la pesantezza del lavoro! Non voglio immaginare la
prosecuzione! Detto ciò prepariamoci ad immergerci direttamente nel
regno della profonda nebbia, dalle terre di ghiaccio e fuoco eterni.
Stiamo proprio parlando del "Ginnungagap" (titolo del loro primo brano)
ovvero il nulla, il vuoto, l'abisso nel quale la materia appare come
distinta in due polarità e mondi contrapposti: Niflheimr, la regione
del freddo, e Muspellheimr, la regione del fuoco. Questo contenuto del
pezzo è ripreso ovviamente dalla tradizione nordica. Musicalmente
spietati, senza conoscere il concetto di tregua, i musicisti
eseguono un brano caratterizzato da chitarre fredde ed affilate e da
una batteria che farebbe invidia ad una mitragliatrice! Due minuti di
puro assalto apocalittico! Sembra di ascoltare gli Infernal War! Queste
caratteristiche ricorreranno per la maggior parte del disco, ma, se non
fosse stato per i contenuti, tutto avrei creduto tranne che potesse
trattarsi di un gruppo pagano così efferato (sembrerebbe decisamente
più NS black metal). Forse è proprio
questa la loro "originalità"!
Anche il secondo brano, "Storms Of Ages",
non si smentisce e rimane fedele ai tempi celeri e macchinosi.
Purtroppo è composto da molti riff che s'imbestialiscono tra loro e
poi, ora che ci penso, non riesco a conciliare l'artwork rappresentato
da due corvi (credo che si tratti di Hugin e Munin, i due corvi che
volano in giro per il mondo per poi sedersi sulle spalle di Odino e
riferirgli ciò che hanno visto) e dai simboli runici che risaltano tra
le montagne nello sfondo, con uno stile che secondo me di pagano
ha solo il tema e che non riesce a trasmettere in musica queste
atmosfere! Qui si parla di Thor, dio del lampo e del tuono, e per
ricordarsi della tematica è stato aggiunto solamente il rumore del
tuono a fine canzone: non c'è più culto! Forse è un mio problema di
interpretazione!!
"Funeral Upon The Baltic Sea" e "Runatal - Odins Runenlied" non
propongono nulla di nuovo: entrambe meritano per la grinta e la
perfidia delle composizioni, ma la seconda assume connotati più
evocativi poiché l'insistente growling viene finalmente sostituito da
una narrazione corale dai toni bassi e severi. E' il brano più
atmosferico!
Finalmente un break di due minuti con l'intermezzo "Echoes From
The Past": significativo, attinente ed evocativo. Merito dei sottili
arpeggi di chitarra!
Ma cosa succede alla batteria del sesto brano "Ranenblut"? Si
tratta forse di una drum machine o lo strumento è stato leggermente
modificato dalla tecnologia? Di una cosa sono sicuro, e cioè che tenere
tempi del genere a quella velocità è umanamente impossibile.
Complimenti comunque alla precisione ed alle sconfinate modulazioni e
cambi tematici del chitarrista, un uomo dalla creatività inesauribile!
Finalmente due brani diversi e più attinenti. "Heidnischer Hexen
Sabbat" e "The Way To Victory" sono arricchiti da rumori di battaglie,
riff oscuri e sostenuti incatenati molto bene tra di loro, più alcuni cambi
di tempo! Il sound e lo stile si avvicinano molto a quelli della scena
svedese. A tratti sembra di sentire i primi Dark Funeral... Visto che
devo esprimere il mio giudizio, fino ad adesso non sono poi così colpito.
"Bloodshed" e "Mon Dernier Combat" potevano anche essere cassate
dalla tracklist e riutilizzate per un altro lavoro, visto che "From The
Tumulus Depths" è un album massiccio. E' un'impresa ascoltare un brano
quando si finisce per incazzarsi a causa di una batteria lanciata ai limiti della
fantasia e a causa degli stacchi superflui e indiretti che sovraccaricano
all'eccesso l'andamento complessivo del lavoro.
L'ultimo brano è quello che rispecchia di più la copertina (sono
fissato con l'artwork): arpeggi, vento ed infine il canto aspro dei
corvi! Così si conclude il viaggio di "From The Tumulus Depths".
Si tratta di un album che cerca di esprimere molto, troppo. Proprio per questa
causa molti passaggi e sfumature non si riescono a cogliere e, anzi,
addirittura il tema centrale rischia di perdersi tra gli innumerevoli
vortici sonori. E' suonato e prodotto a livelli fin troppo maniacali
per i miei gusti, ma non per questo è da scartare a priori. Il
messaggio, infine, credo sia ben chiaro: atrocità inumana e sterminio!!
(Garzaroth1348 - Marzo 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Ravensblood: Runatal@aol.com
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/