RAVENDUSK
Astroblack Advent

Etichetta: Mondongo Canibale
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: gothic/black metal


I Ravendusk sono una band polacca attiva già da qualche anno. Il gruppo, infatti, nasce addirittura nel 1997 e arriva alla produzione del primo demo, "Tears Shall Burn", nel 1999; dopo altri tre anni di lavoro la band giunge finalmente alla realizzazione del primo full-length, intitolato "Shadowcast". Sfortunatamente le cose non sembrano prendere la piega desiderata e, di conseguenza, questi artisti si ritrovano nuovamente a dover produrre del materiale promozionale per cercare nuovamente un contratto. Arriviamo, quindi, al 2005, anno in cui i Ravendusk pubblicano un nuovo lavoro, "Astroblack", che getta le basi del CD di cui parliamo: le canzoni di questa nuova pubblicazione, infatti, convincono i ragazzi della Mondongo Canibale, che decide, quindi, di dare una chance ai polacchi. Nei successivi due anni, dunque, la band lavora sulle composizioni di "Astroblack", modificandole, remixandole e scrivendone di nuove fino a raggiungere il risultato definitivo, che prende il nome di "Astroblack Advent".
Lo stile del gruppo non è particolarmente innovativo ed è facile annoverarlo all'interno di quella scena che ha preso piede nella seconda metà degli anni '90. Tra i numi tutelari dei Ravendusk troviamo Cradle Of Filth, qualcosa del Limbonic Art (in particolar modo nelle tastiere) e, soprattutto, Dimmu Borgir. Abbiamo a che fare con un gothic/black metal ben suonato, lineare, melodico al punto giusto e mai eccessivamente estremo. I tempi si assestano su velocità abbastanza sostenute ma lontanissime dalle sfuriate black metal; le chitarre, vero punto di forza del lavoro, macinano riff di buona fattura e riescono a dare quel tocco in più all'intero album; mentre le tastiere, abbondanti come sempre in questo genere, delineano paesaggi astrali e maestosi, fortunatamente senza mai risultare troppo pesanti. Per quanto riguarda la voce, infine, non si può fare a meno di citare l'influenza di Shagrath, che rispecchia perfettamente lo stile usato anche da Marcin Górniak.
Ecco, alla fine è proprio il tentativo di suonare come i Dimmu Borgir a pesare di più sul risultato finale: sebbene le canzoni dei Ravendusk non siano male, è anche vero che non riescono a reggere il confronto con gli album più ispirati dei norvegesi, sia a livello di songwriting sia a quello esecutivo. A questo, poi, si aggiunge la qualità della produzione che, per quanto curata, è naturalmente ad anni luce di distanza dal suono colossale dei Dimmu Borgir. Il risultato finale, quindi, finisce per incespicare proprio a causa dei paragoni suggeriti indirettamente dalla band stessa, paragoni che, di fronte ad un suono più personale e meno standardizzato, sarebbero stati ben presto accantonati.
Insomma, in generale non si può dire che questi ragazzi non abbiano fatto un buon lavoro, ma è anche vero che la strada da percorrere è ancora lunga, prima di raggiungere l'eccellenza. Indubbiamente il dinamismo delle singole composizioni gioca a loro favore, ma al momento i Ravendusk sono ancora troppo inquadrati all'interno dei canoni di un genere che, ormai, sembra aver giocato le sue carte migliori anni fa. Mi auguro che, con il prossimo lavoro, i Ravendusk cerchino di affrancarsi dall'ombra dei loro ispiratori e riescano a trovare una loro dimensione più personale.
(Danny Boodman - Ottobre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail Ravendusk: ravendusk@wp.pl
Sito Ravendusk: http://www.ravendusk.pl/

Sito Mondongo Canibale: http://www.mondongocanibale.com/